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Cavie. Identità

Cavie. Identità – Liliana Marchesi

Cora è riuscita a sopravvivere al folle esperimento a cui l’hanno sottoposta e a fuggire dalla struttura in cui era rinchiusa. Ma è davvero libera? Ciò che ha scoperto durante la fuga ha messo in dubbio ogni verità a cui pensava di essere giunta, soprattutto quelle riguardanti la sua identità.

Per questo, con l’aiuto di Roger, un uomo che sostiene di conoscerla, e della sua squadra pronta a tutto, decide di fare ritorno al luogo dove il suo incubo peggiore ha avuto inizio.

Riuscirà Cora a mettere fine agli esperimenti della KCALL e a svelare il mistero che la riguarda per ritrovare finalmente se stessa?

 

Recensioni di “Cavie. Identità”:

Avevamo lasciato Cora, la nostra protagonista nel bel mezzo della storia. Cosa sarebbe successo ora alla nostra cavia, senza un posto dove andare e senza sapere chi è davvero? Vediamolo subito attraverso la rubrica creata da Chiara e Rosy.

In questo nuovo capitolo sembra che l’intento sia rispondere a questa ultima domanda: chi è davvero Cora?! Qual’è la sua vera identità? La risposta non appare semplice. A lei si affiancano un gruppo di ragazzi che le dicono di essere suoi amici e di essere in combutta proprio con lei per l’eliminazione della KCALL. Lei in realtà non sarebbe Ora, ma una certa Isabel che, attraverso un dispositivo iniettato nel corpo della cavia, avrebbe preso possesso del corpo di Cosa.

Verrà spiegato come funziona questo dispositivo e verranno mostrati i poteri e gli effetti che si hanno. Cosa sarebbe successo se la mente di una persona fosse stata iniettata nel corpo di un clone potenziato? Avrebbero davvero potuto distruggere questa azienda dall’interno e questa sarà l’obiettivo comune, anche a Cora/Isabel.

Ma se tutto quello che credete di sapere fosse nuovamente una bugia?

Cora si ritrova nella posizione di non sapere più a chi credere e una serie di eventi entusiasmanti e intricati vi terrà incollati al libro fino a che non capirete qual’è davvero la verità che si cela dietro alla creazione di questo dispositivo. Il libro racconta quello che avviene empiricamente quando si legge: io mi sono immedesimata così tanto che ad un certo punto non sapevo se io fossi davvero io. Ti crea un dubbio, ti coinvolge nella sua storia e nel suo “non sapere”. Nella sua ricerca della verità e della cosa giusta da fare. Ho amato particolarmente la figura di Andrea (attenzione: proprio Andrea e non Cora) è la persona che più cresce in tutta questa storia. Alla fine scopriremo come è partita e come è cresciuta fino a diventare un’altra donna: forte e saggia.

La scena finale ha fatto piangere anche me, anche se non mi aspettavo il dettaglio finale così lontano dall’idea di fantascientifico. Unico spassionato consiglio: leggetelo in un weekend. Finirete, altrimenti, a perdervi tra i nomi e i corpi cambiati. E’ un bellissimo libro e non farete fatica a finirlo in breve tempo.

Libri Consigliati: Illuminae, Bringer.

Le piume del drago

Le piume del drago – Lorenzo Visconti

Lorenzo Visconti detto il Drago continua a “non” essere un investigatore privato: non ha licenze ufficiali e nemmeno regole (tranne le sue). Ex sbirro che ha avuto qualche problema con la divisa e le istituzioni, il suo ufficio è un bar in via Gluck a Milano. Ed è lì che una mattina di luglio si presenta Valeria Zamperini chiedendogli di trovare la sorella scomparsa da cinque mesi. Iniziano così le indagini del Drago, aiutato dal socio Jamel, giovane francese mago dei computer, sulle tracce della ragazza.

Nel frattempo un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po, dove uccide le sue vittime con un macabro rituale. A indagare sugli omicidi ci sarà una vecchia conoscenza del Drago: il maresciallo Barillà, del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Milano.

Due casi in apparenza molto distanti, ma che si riveleranno intimamente collegati.

Con Le piume del Drago Lorenzo Visconti ci riporta in una Milano rovente, violenta e sporca, alternando le luci della città ai paesaggi del grande fiume malato, depredato e sfruttato dall’uomo, e alle parole di un vecchio pescatore.

Recensione di “Le piume del drago”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento del GdL – L’assassino è il maggiordomoPer questo mese abbiamo deciso di continuare con la lettura della serie del Drago, ex poliziotto incastrato ed accusato di omicidio e che poi si è riscattato facendo trovare il vero colpevole.

Questa serie è molto interessante per diversi punti. In tanto l’autore scrive sotto lo pseudonimo di Lorenzo Visconti, che è proprio il nostro protagonista. Come fosse lui stesso a raccontare cosa accade nella sua Milano. Il secondo punto molto interessante di questa serie è che vengono trattati temi un po’ dolenti come quelli in cui centrano le mafie. Queste organizzazioni vanno ad interferire nella vita quotidiana delle grandi città, rovinando tutto ciò che conta e Lorenzo ha il coraggio di raccontarle e portarcele. Credo che nelle sue storie inventate ci sia come un fondo di verità: vengono costruiti edifici potenzialmente benefici per la città, ma vengono nascosti dei segreti; oppure eventi che si rivelano catastrofici per l’ambiente vengono insabbiati dai poteri forti.

Credo che sia giusto narrarli e rendere pubblici questi problemi quotidiani, anche se con fatti e personaggi inventati. Quindi dico grazie a tutti gli autori che hanno il coraggio di trattare questi argomenti molto delicati.

Tornando a questo secondo capitolo l’autore ha reso molto più coinvolgente il secondo caso, quello che il Drago tratta come detective privato (non troppo legalmente) è la cosa mi è piaciuta molto. La scomparsa di Marina ha gettato sua sorella nello sconforto. La polizia aveva già provato a trovare delle tracce senza risultati. Ma lei non si arrende e, sotto consiglio di Lara, si rivolge al Drago, che tutto può. Ho trovato solo un po’ noioso la parte iniziale che riguardava il fiume, ma perché per essere precisi e per far capire al lettore cosa voleva dire bisognava entrare bene nei dettagli. E’ giusto, ma l’ho trovato ugualmente troppo lungo. La seconda voce questa volta non è quello di Jamel, ma proprio dell’assassino che Barillà, conoscente del Drago, sta cercando in ogni luogo. Ma questo assassino si può ritenere tale se uccide solo chi vecchi colpevoli con accuse insabbiate?

Per quanto riguarda i personaggi, adoro l’amicizia di Jamel e la loro contrapposizione secondo i pregiudizi, e adoro molto di più il fatto che loro trattino la cosa con risate e scherzi. La storia con Lara invece inizia a prendere una piega inaspettata. Davvero il Drago prova dei sentimenti per una donna? Mi sa che nel prossimo capitolo lo scopriremo.

Leggete anche le recensioni di Punto di lettura e Ladre di libri al centro del caos.

Buon Anno Nuovo a tutti, che sia migliore e che porti un briciolo di serenità in tutti noi. Possiamo dire addio a questo difficile 2020!

Libri Consigliati: Il morso della vipera, Ogni giorno ha il suo male.

 

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito – Salvatore Basile

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre.

Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.

Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui.

Ora c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.

Recensione di “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento di “Tu Leggi? Io scelgo!”. Questo mese la scelta è ricaduta sul blog di MariaRosaria e devo dire che la è stata ardua, dati i tanti libri che avrei potuto scegliere di leggere, ma mi sono fatta attrarre da questo strano libro che normalmente avrei saltato a piè pari.Grazie istinto e grazie Mary che invece me lo avete fatto scoprire.

Sì, perché questo libro è stata una vera sorpresa. Già dalle prime pagine non si può non iniziare a provare emozioni di qualsiasi tipo e, a volte contrastanti tra di loro. Ogni personaggio descritto all’interno è capace di darti un insegnamento e di essere ispirazione per i fatti della tua vita quotidiana. Michele è un protagonista molto controverso che subisce una crescita personale repentina e netta. Non è un personaggio della quale si prova empatia subito: ha un carattere molto chiuso dovuto al suo trascorso, ma è capace di farti affezionare nel tempo insieme alla sua crescita. Elena invece è una bomba ad orologeria: è la classica persona che normalmente possiamo conoscere nella nostra vita quotidiana, che sorride sempre ed è sempre positiva, ma che nasconde un grande dolore.

Lei è riuscita a crescere e lo ha fatto da sola, ma il suo vero scopo nella vita era quello do trovare Michele e far crescere lui. Dargli degli insegnamenti importanti che non aveva ancora appreso.

Il mio personaggio preferito, però, è stato Roberto. Sì perché è lui mi ha ricordato quelle persone che si incontrano normalmente nella vita. Un cuore gigantesco, ma diffidente, prudente, perché nella vita è facile trovare qualcuno che ti possa imbrogliare. Che ti faccia pensare di essere felice e sereno e che poi si riveli tutt’altro, come i due ragazzi che pensavamo avrebbero aiutato Michele nella ricerca di sua madre.

Il finale, poi, è proprio quello che mi ci voleva per ritornare a sperare (non posso dirvi altro ma se leggerete il libro, capirete il perché).

Potrei stare ore qui a parlarvi delle grandi emozioni che mi ha dato questo libro, degli insegnamenti che sento dentro che mi ha dato questo libro. Della scrittura un po’ ricercata, con termini a volte non comuni, ma efficaci, che mi sono arrivati dritto al cuore. Il mio vero consiglio, però, è quello di trovare un po’ di tempo per provare a leggerlo e provare a scoprire cosa c’è dietro alle persone. Perché secondo me questo è l’insegnamento più grande che può dare questa lettura.

Libri Consigliati: La strada in fondo al mare, Tutto sarà perfetto.

Vertigine

Vertigine – Sophie Jomain

All’alba dei diciotto anni, Hannah è semplicemente furiosa all’idea di lasciare Parigi per trascorrere un’altra vacanza estiva a Wick, la piccola cittadina a nord della Scozia dove vive la nonna. Per una ragazza della sua età, abituata alla frenesia della metropoli, non esiste posto più noioso.

A risollevarle il morale, per fortuna, ci sono le vecchie amicizie ma anche le nuove conoscenze, fra cui il misterioso Leith, dalla bellezza statuaria e dal fascino irresistibile. Non importa se su di lui circolano strane voci: l’attrazione è immediata, reciproca e incontenibile.

Per Hannah sembra che stia iniziando la storia d’amore che tutte le ragazze sognano, ma ogni fiaba che si rispetti ha il suo lato oscuro, e quella della giovane si sta per trasformare in un incubo.

 

Recensione di “Vertigine”:

Buongiorno a tutti, cari lettori, ecco che oggi ci ritroviamo ad un altro appuntamento di Tu Leggi? Io scelgo, rubrica creata da Chiara e Rosy, ormai mie amiche di lettura con la quale condividiamo questa passione. Per questa mese la mia scelta sarebbe ricaduta sulle letture del blog Libri al caffè di Erika.

Mi sono fatta consigliare dalla mia amica su quali letture potevo scegliere, avevo bisogno di qualcosa di leggero e infatti mi ha consigliato questo libro perfetto per lo scopo.

Vertigine è una classica storia d’amore tra una ragazza parigina, costretta a trasferirsi in Scozia per stare con la nonna, e il classico super figo del paese che, guarda caso, è un lupo mannaro. Hannah ha un bellissimo carattere con la quale mi sono trovata subito affine e che dire sui suoi gusti in fatto di ragazzi: super approvata! La storia è ben scritta e ben descritta e in effetti ho finito il libro praticamente in una notte. E’ davvero molto leggero e piacevole da leggere, scorrevole e scritto bene.

Ci sono all’interno, però, davvero troppi cliché: la ragazza in pericolo che viene salvata dal super figo. Lui che compare sempre in ogni luogo, come lei scopre che lui è un lupo. Tutti questi dettagli troppo scontati lo fanno sembrare un Twilight versione lupi. Mi è piaciuta molto l’ambientazione con le descrizioni dell’isola, del faro e del mare. L’ho davvero adorata. Se vi piace il genere o siete in cerca di una lettura leggera, o qualcosa da far leggere ai vostri figli adolescenti è super consigliato. Sicuramente leggerò altro dell’autrice.

Letture consigliate: Book Jumpers, Gala Cox.

Cavie

Cavie – Liliana Marchesi

Cora si risveglia all’interno di una teca di cristallo. Non sa dove si trova, come sia finita lì dentro, e soprattutto non ne capisce il perché. Ma non è sola. Con lei ad affrontare lo stesso incubo c’è Kurtis, un ex soldato che sembra essersi risvegliato poco prima e che, come lei, sembra non ricordare nulla. Hanno tutti e due degli strani tatuaggi sul braccio e ben presto capiranno di essere finiti in un labirinto di prove al limite della sopravvivenza, e che avranno bisogno l’uno dell’altra per superarle.

E mentre poco alla volta i ricordi iniziano a riaffiorare, e scomode verità a emergere, dovranno dare fondo a tutte le loro abilità e a ogni goccia del loro coraggio per poter sopravvivere al folle esperimento in cui sono stati catapultati.

E scoprire quali segreti si celino dietro quello che viene chiamato “Progetto Pentagono”.

Recensione di “Cavie”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento di Tu Leggi? Io Scelgo. Questo mese la mia scelta di lettura era ricaduta sul blog di Rosy, ed essendo lei una mia amica con la quale condividiamo più o meno gli stessi generi di lettura la scelta è stata ardua. Mi ero però ripromessa di leggere questo libro, che non è proprio il mio genere. Se mi seguite da un po’ sapete che lo sci-fi non è esattamente un genere che leggo.

Cavie per mi ha stupito in positivo. Le descrizioni di queste scenografie molto diverse le une dalle altre sono entusiasmanti e i due personaggi, per quanto molto diversi ed ambigui, mi hanno subito fatto appassionare, tanto che non riuscivo più a staccarmi dal libro. La scrittura di Liliana è semplice, diretta ed efficace. Ho provato le stesse emozioni e la stessa angoscia di Cora nello svegliarsi e non capire cosa sia successo. Avrei solo descritto un pochino di più anche la sensazione di non sapere se rivedrai le persone che conosci, ma credo che la mancata descrizione fosse un modo per far capire al lettore che questi due personaggi, nel mondo reale, vivevano una vita molto solitaria, tanto da non chiedersi che fine avessero fatto i propri amici.

Odio Jacob con tutta me stessa, e leggendo il libro imparerete ad odiarlo anche voi.

L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca è stato il ritorno di Cora e Kurtis alla capsula di partenza. Mi sembra sia stata un po’ frettolosa e forse avrei aggiunto qualche capitolo in più dal momento che i due personaggi capiscono cosa devono fare per tornare indietro al ritorto vero e proprio.

Per il resto dovete assolutamente acquistare il libro e iniziarne la lettura :).

Libri Consigliati: Absence, Caraval.

Il mercante di stoffe

Il mercante di stoffe – Coia Valls

Nel 1320 Barcellona è in fermento: sorgono palazzi, fioriscono commerci, le strade si riempiono di viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Le vie traboccano di profumi esotici e spezie, di stupendi tessuti e di scintillanti gioielli cesellati dagli orafi di tutta Europa.

Una città così nuova e attiva offre mille occasioni a un giovane intelligente e pronto a tutto. Come Jaume Miravall. Che vuole diventare un ricco mercante e fondare una grande famiglia. Due imprese ambiziose, due obiettivi che richiedono coraggio, lavoro, astuzia e fortuna. E che possono essere messi in pericolo dai segreti e dai peccati di un uomo. Quando arriva a Barcellona, insieme con la dolcissima moglie Elvira, Jaume deve accontentarsi di vivere in un miserabile quartiere dove tradimento, malvagità e morte fanno parte indissolubile del paesaggio. Ma non si lascia scoraggiare e, mentre Elvira dà alla luce l’attesissimo primo erede, Jaume si avventura nella città alla ricerca della sua occasione. La troverà commerciando in stoffe: prima raccogliendo gli scarti degli altri, poi solcando il Mediterraneo infestato dai pirati saraceni con un manipolo di amici fedeli, e infine stabilendo una florida impresa.

Sul suo cammino, però, inaspettata, trova anche la grande passione: l’aristocratica Blanca, bellissima e altera, che gli potrà concedere solo sporadici e infuocati incontri clandestini. Diviso tra l’affetto della moglie e dei figli e l’irrefrenabile amore per Blanca, Jaume resta sempre più invischiato nel segreto del suo peccato, al punto da rischiare tutto quanto ha costruito – il suo piccolo impero, il futuro dei suoi figli. Tra misteri e amori proibiti, sul magnifico sfondo della Barcellona medievale – resa così vividamente da diventare un vero e proprio personaggio – la storia di un uomo che si è fatto da sé, della maledizione che minaccia di distruggere la sua famiglia…? e persino la sua immensa ricchezza.

Recensione de “Il mercante di stoffe”:

Buongiorno a tutte, eccoci qui con un’altra recensione della rubrica Tu Leggi? Io Scelgo!. Per Settembre ho provato a dare una possibilità a questa autrice che mi insegue già da tempo e il risultato non è stato male.

La storia parla appunto di questo mercante di stoffe che cerca di affermarsi in un periodo abbastanza difficile dove la povertà regna sovrana. Ci troviamo a Barcellona intorno al 1330 e Jaume e sua moglie Elvira devono costruirsi una nuova vita in questa città, pensando anche all’arrivo di un bambino. La vita di Jaume sarà contornata da intrghi e amore, passione e ambizione, tanto che tutto ciò lo porteranno a creare davvero un nuovo impero e un nuovo piccolo mondo.

La storia è davvero piacevole ed è divisa tra romanzo d’amore e storico, raccontando anche come veniva vissuto il medioevo in un paese come Barcellona e come le credenze popolari, in quel periodo, facessero da padrone nella testa del popolo.

Il libro risulta molto scorrevole. Diciamo che mi aspettavo un po’ più di suspense in determinati momenti, ma devo dire che ci si affeziona facilmente ai personaggi e non si fa fatica ad andare avanti nella narrazione.

I due personaggi che ho preferito rimangono Alexia (terza figlia del mercante) e Abelard (primo figlio avuto con l’amante nobile Blanca). Sono entrambe due figure molto contorte e fuori dagli schemi per quel periodo e ammiro tanto il coraggio di andare contro tutto e tutti per portare avanti i propri sogni. Jaume, invece, è il personaggio che non ho capito appieno. Molto ambizioso tanto da voler ottenere sempre di più dal suo lavoro, sempre più soldi e sempre più potere. Ma questo non l’ha forse allontanato dalla sua famiglia? Secondo me sì, e visto che la sua volontà era quella di creare una bella famiglia credente, forse questa sua ambizione ha messo un po’ da parte Elvira, personaggio paziente e comprensivo ma anche un po’ tenebroso.

Spero che lo leggiate e scriviate qui i vostri commenti e i vostri pareri.

Buona lettura a tutti.

Libri consigliati: Victoria, Giacomo Casanova.

Illuminae

Illuminae. File 1 – Amie Kaufman & Jay Kristoff

Quel giorno, quando si è svegliata, Kady pensava che rompere con Ezra sarebbe stata la cosa più difficile da affrontare. Poche ore dopo il suo pianeta è stato invaso. Anno 2575: il cielo di Kerenza, un pianeta poco più grande di un granello di sabbia coperto di ghiaccio e sperduto nell’universo, si oscura all’improvviso.

Tra le esplosioni e le urla degli abitanti terrorizzati, una squadra d’assalto della… una potente corporation interstellare, dà inizio all’invasione. Ed Ezra e Kady, che si rivolgono a malapena la parola, sono costretti a cercare insieme una via di fuga. Alcuni giorni dopo, però, un mortale… mutante inizia a diffondersi a bordo di una delle navi sulle quali si trovano i due ragazzi e gli altri superstiti. Come se non bastasse, AIDAN, l’intelligenza artificiale che dovrebbe… pare essersi trasformato nel nemico.

E nessuno dei militari incaricati delle operazioni di salvataggio sembra intenzionato a spiegare ciò che sta accadendo. Quando Kady riesce ad accedere a… strettamente riservate, le è subito chiaro che l’unica persona che può aiutarla è anche l’unica con la quale pensava non avrebbe più avuto nulla a che fare.

Recensione di “Illuminae”:

Buongiorno e benvenuti ad un altro appuntamento di Tu Leggi? Io scelgo!, rubrica ideata da Chiara e Rosy, ormai compagne di viaggi avventurosi intorno ai libri. Questo mese la scelta era particolare e volontaria, non dettata dal caso. Proprio dal blog di Chiara ho deciso di farmi tentare e provare con una lettura particolare, per me un genere inusuale: uno sci-fi.

Illuminae è un racconto molto particolare di una guerra intergalattica ambientato nel futuro. A seguito di un attacco da parte del pianeta madre, i sopravvissuti sono costretti a fuggire attraverso 3 navi spaziali per raggiungere un pianeta sicura. Tra questi sono presenti anche Ezra e Kady, il primo a bordo dell’Alexander e la seconda a bordo dell’ Hypatia. Delle cose molto strane avvengono dopo che il cervellone che governa le navi ha deciso in solitaria di abbattere una delle tre navi, la Copernicus, per non si sa quale ragione, uccidendo tutti i suoi abitanti.

Ovviamente le avventure all’interno sono tantissime e sono anche tanti i segreti a cui dovranno far fronte i due ragazzi, che proprio dopo questa tragedia si sono ritrovati innamorati l’uno dell’altro. Le emozioni che proverete leggendolo saranno tante: ansia, paura, felicità e di nuovo tanta ansia, ma il finale che vi aspetta varrà tutte le vostre emozioni.

Il libro è davvero stupefacente: la creatività che è stata pensata per questo libro è ineguagliabile e davvero per ora non ho trovato nessun libro al suo pari. Tutto è raccontato sotto forma di file riguardanti la vicenda che sono stati trovati e spediti al committente. Email, lettere e conversazione tra i membri dell’equipaggio. Le descrizioni dell’ambientazione è stata curata nei minimi dettagli e i disegni delle navi ne sono la prova concreta. I personaggi, poi, sono davvero realistici. AIDAN, il cervellone che governa le operazioni io l’ho odiato fin dall’inizio. Ogni volta che c’era la sua parte mi montava su una rabbia che non riuscivo a sfogare. Alla fine stavo quasi per piangere per lui (sì, sono lunatica ma non è questo il caso :P).

Consigliatissimo, ma solo in cartaceo perché credo sia l’unico modo in cui renda al 100%!

Libri consigliati: Bringer, La chimera di Praga.

Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente

Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente – Suzanne Collins

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria.

La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi.

I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Recensione di “Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente”:

Per questo mese ragazzi ho colto la palla al balzo e ne ho approfittato per leggere questo libro, appena uscito, che aspettavo di leggere da circa un annetto. Grazie a Graziella per averlo letto così io ho potuto sceglierlo :P.

Vi è mai capitato di finire di leggere un libro e non sapere che emozioni vi ha lasciato perché sono troppo contrastanti? Ecco questo è proprio il caso.

Il libro mi è piaciuto e tanto e non vedo l’ora di leggere il seguito. Ho amato entrare nei dettagli della vita di Snow e di leggere quali sentimenti e quali avvenimenti della sua vita lo hanno portato a quello che poi noi conosciamo per la saga di Hunger Games. L’unica cosa è che mi aspettavo più riferimenti chiari al seguito della saga.

C’è una relazione di rabbia con il distretto 12 e finalmente viene chiarito il senso delle rose bianche, molto presenti nella saga primaria. Ma perchè non dire che alla fine lui odiava il distretto 12, così anche da capire la sua rabbia verso Katniss? Viene lasciata intuire ma nulla di concreto. Adoro quando vengono concatenati avvenimenti del presente e del passato. Qui invece i due libri risultano completamente scollegati e sconnessi (a parte per il protagonista e per l’ambientazione).

Mi è piaciuta la descrizione della guerra e di quello che ha portato anche alla sua famiglia. Mi è piaciuta la motivazione psicotica che viene data alla creazione degli Hunger Games, ma penso che sia surreale coinvolgere degli adolescenti in qualcosa di questo tipo. Sarebbe stato più realistico se alla base dell’idea degli sponsor ci fosse stato uno stratega o un aiuto stratega piuttosto che dei ragazzi.

Per concludere ripeto che il libro mi è piaciuto, ma forse mi ero aspettata che fosse più collegato alla saga e mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Sono sicura che i seguiti mi chiariranno meglio le idee. Per ora, come voto, rimango a metà, perché ho ancora bisogno di tempo per metabolizzarlo.

Buone letture a tutte voi.

Libri consigliati: Bringer, Absence. Il gioco dei quattro.

Gala Cox

Gala Cox – Raffaella Fenoglio

Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento. Ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n’è andato di casa.

Ora vive solo con la mamma, Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del papà alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo.

Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto e lei dovrà ricredersi e affrontare una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.

Recensione di “Gala Cox”:

Buongiorno a tutte e buon Martedì, che è sempre meglio del Lunedì. Oggi vi presento la mia nuova lettura: Gala Cox, scelta la blog La biblioteca del libraio di Floriana. Mi sono fatta attirare molto dalla copertina e dalla trama che mi aveva dato l’idea di nuove avventure nel corso del tempo, misto a qualcosa di mistico e paranormale. La trama in effetti prometteva bene, ma ragazzi poi l’ho letto e mi sono un po’ cadute le braccia.

Gala sta facendo di tutto per dimenticare ciò che è successo in passato e che ad oggi ha cambiato tutto il suo mondo. La sua migliore amica, Nadia, è morta in un tragico incidente e ora lei si ritrova in una nuova scuola, a doversi fare dei nuovi amici, e in più suo padre è scomparso e con sua madre non riesce ad avere un rapporto sano, ma fatto solo di fronzoli e circostanza. Meno male che vicino a lei c’è sempre la sua super tata Matunaaga. Lui fa parte della cerchia di “amici” della mamma che può vedere solo lei. Perché dovete sapere che sua mamma è una medium e, spesso, in giro per casa ci sono personaggi strani che vanno e vengono per essere aiutati proprio da sua madre. Ma adesso il suo obiettivo è quello di ritrovare suo padre, scomparsa che nessuno in casa sembra notare. Insieme al suo amico Dennis ripercorreranno insieme tutti i passaggi alla ricerca di Sam. Ma come spiegare anche il ritorno di Nadia?

Quando mi sono fatta attrarre da questo libro ero in cerca di qualcosa di leggero, facile da leggere e che mi portasse nuove avventure tutta da vivere. Sono rimasta un po’ delusa perché la storia già dall’inizio faticava a partire e a diventare interessante. I personaggi sono descritti male e a volte in maniera contrastante. Dennis viene descritto all’inizio come uno “sfigatello” (passatemi il termine) per poi sembrare tutt’altro: bello, alto e forte, ricercato da più donne. E la madre viene descritta come fredda, calcolatrice, abituata alla routine (una signorina Rottenmeier) per poi vederla abbracciare la figlia e consolarla (due comportamenti opposti e contrastanti. La figura che mi è piaciuta di più è stata proprio quella del padre Sam, di cui si parla bene ma che non è quasi mai presente.

La storia, poi, risulta davvero noiosa. ho fatto davvero fatica a leggerla. Credo che sia più un libro per ragazzini sui 10 anni. Magari che si affacciano da poco alla lettura. Scrittura e descrizioni semplici ma a mio parere mancava qualcosa a livello di struttura. La fine poi è davvero troppo banale e scontata.

Speriamo nelle prossime letture allora 😛

Libri consigliati: Harry Potter, Absence.

La casa delle voci

La casa delle voci – Donato Carrisi

Gli estranei sono il pericolo. Fidati soltanto di mamma e papà.

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta.

Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio.

O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

Recensione di “La casa delle voci”:

E’ la seconda volta che mi approccio ad un libro di Donato Carrisi, e con La casa delle voci credo di poter confermare che il suo stile è davvero inconfondibile. Lui è quell’autore che per tutto il racconto ti vuole portare in una direzione per poi al primo bivio sconvolgerti i piani. Dei piccoli segnali di chi poteva essere il colpevole li aveva anche dati fin dall’inizio. Ma la trama risulta talmente intricata alla fine che non si sarebbe mai capito il “come” della storia.

Carrisi è proprio bravo a lasciare tutti con il fiato sospeso e a farti aspettare fino all’ultimo per farti capire davvero cosa sia successo. Anche se di domande alla fine del libro me ne sono rimaste tante, e questo è un’altra caratteristica di Carrisi che ho riscontrato anche nel primo libro che ho letto suo: Il suggeritore.

Ho adorato il personaggio di Pietro, lo psicologo infantile. E’ descritto alla perfezione, sia nel suo lavoro che nella sua vita privata. Il suo attaccamento ai casi alla quale lavora è affascinante e denota molta passione, anche se sembra avere un conflitto interiore che riguarda il padre e che coinvolge anche la sua sfera lavorativa. Hanna Hall invece per me è stato un personaggio a punto interrogativo: viene descritta come una donna sciatta e poco curata e tutta la storia è contornata da fatti strani che le capitano alla quale lei non reagisce. Non sono mai riuscita ad inquadrarla e le domande finali, alla quale non sono riuscita a trovare una risposta riguardano tutte lei. Sarà stato tutto programmato così da Carrisi? Altro quesito che non troverà mai risposta :P.

L’unica cosa che non è stata chiara è il rapporto che ha con sua moglie. Sembrano avere molto dialogo, dovuto anche dal fatto che praticano lo stesso lavoro, ma a volte sembrano molto distanti come pensieri e ragionamenti. Molto freddi come comportamenti.

I suoi libri sono assolutamente consigliati se siete amanti dei thriller e soprattutto dei thriller psicologici che intrattengono la nostra mente con mille cambia di scena. La sua scrittura poi ti prende e non ti fa scappare: molto fluida e chiara e le descrizioni sono molto dettagliate. Quello che adoro di Carrisi è proprio come descrive le persone: più che fisicamente lui fa rispecchiare il dentro di una persona dal suo “fuori”. Lo trovo un escamotage stupendo.

Se volete sapere cosa ne hanno pensato le altre blogger, qua sotto trovate i nomi di chi ha partecipato al Gruppo di Lettura – L’assassino è il maggiordomo.

 

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