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Gruppo di lettura

Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente

Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente – Suzanne Collins

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria.

La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi.

I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Recensione di “Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente”:

Per questo mese ragazzi ho colto la palla al balzo e ne ho approfittato per leggere questo libro, appena uscito, che aspettavo di leggere da circa un annetto. Grazie a Graziella per averlo letto così io ho potuto sceglierlo :P.

Vi è mai capitato di finire di leggere un libro e non sapere che emozioni vi ha lasciato perché sono troppo contrastanti? Ecco questo è proprio il caso.

Il libro mi è piaciuto e tanto e non vedo l’ora di leggere il seguito. Ho amato entrare nei dettagli della vita di Snow e di leggere quali sentimenti e quali avvenimenti della sua vita lo hanno portato a quello che poi noi conosciamo per la saga di Hunger Games. L’unica cosa è che mi aspettavo più riferimenti chiari al seguito della saga.

C’è una relazione di rabbia con il distretto 12 e finalmente viene chiarito il senso delle rose bianche, molto presenti nella saga primaria. Ma perchè non dire che alla fine lui odiava il distretto 12, così anche da capire la sua rabbia verso Katniss? Viene lasciata intuire ma nulla di concreto. Adoro quando vengono concatenati avvenimenti del presente e del passato. Qui invece i due libri risultano completamente scollegati e sconnessi (a parte per il protagonista e per l’ambientazione).

Mi è piaciuta la descrizione della guerra e di quello che ha portato anche alla sua famiglia. Mi è piaciuta la motivazione psicotica che viene data alla creazione degli Hunger Games, ma penso che sia surreale coinvolgere degli adolescenti in qualcosa di questo tipo. Sarebbe stato più realistico se alla base dell’idea degli sponsor ci fosse stato uno stratega o un aiuto stratega piuttosto che dei ragazzi.

Per concludere ripeto che il libro mi è piaciuto, ma forse mi ero aspettata che fosse più collegato alla saga e mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Sono sicura che i seguiti mi chiariranno meglio le idee. Per ora, come voto, rimango a metà, perché ho ancora bisogno di tempo per metabolizzarlo.

Buone letture a tutte voi.

Libri consigliati: Bringer, Absence. Il gioco dei quattro.

Gala Cox

Gala Cox – Raffaella Fenoglio

Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento. Ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n’è andato di casa.

Ora vive solo con la mamma, Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del papà alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo.

Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto e lei dovrà ricredersi e affrontare una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.

Recensione di “Gala Cox”:

Buongiorno a tutte e buon Martedì, che è sempre meglio del Lunedì. Oggi vi presento la mia nuova lettura: Gala Cox, scelta la blog La biblioteca del libraio di Floriana. Mi sono fatta attirare molto dalla copertina e dalla trama che mi aveva dato l’idea di nuove avventure nel corso del tempo, misto a qualcosa di mistico e paranormale. La trama in effetti prometteva bene, ma ragazzi poi l’ho letto e mi sono un po’ cadute le braccia.

Gala sta facendo di tutto per dimenticare ciò che è successo in passato e che ad oggi ha cambiato tutto il suo mondo. La sua migliore amica, Nadia, è morta in un tragico incidente e ora lei si ritrova in una nuova scuola, a doversi fare dei nuovi amici, e in più suo padre è scomparso e con sua madre non riesce ad avere un rapporto sano, ma fatto solo di fronzoli e circostanza. Meno male che vicino a lei c’è sempre la sua super tata Matunaaga. Lui fa parte della cerchia di “amici” della mamma che può vedere solo lei. Perché dovete sapere che sua mamma è una medium e, spesso, in giro per casa ci sono personaggi strani che vanno e vengono per essere aiutati proprio da sua madre. Ma adesso il suo obiettivo è quello di ritrovare suo padre, scomparsa che nessuno in casa sembra notare. Insieme al suo amico Dennis ripercorreranno insieme tutti i passaggi alla ricerca di Sam. Ma come spiegare anche il ritorno di Nadia?

Quando mi sono fatta attrarre da questo libro ero in cerca di qualcosa di leggero, facile da leggere e che mi portasse nuove avventure tutta da vivere. Sono rimasta un po’ delusa perché la storia già dall’inizio faticava a partire e a diventare interessante. I personaggi sono descritti male e a volte in maniera contrastante. Dennis viene descritto all’inizio come uno “sfigatello” (passatemi il termine) per poi sembrare tutt’altro: bello, alto e forte, ricercato da più donne. E la madre viene descritta come fredda, calcolatrice, abituata alla routine (una signorina Rottenmeier) per poi vederla abbracciare la figlia e consolarla (due comportamenti opposti e contrastanti. La figura che mi è piaciuta di più è stata proprio quella del padre Sam, di cui si parla bene ma che non è quasi mai presente.

La storia, poi, risulta davvero noiosa. ho fatto davvero fatica a leggerla. Credo che sia più un libro per ragazzini sui 10 anni. Magari che si affacciano da poco alla lettura. Scrittura e descrizioni semplici ma a mio parere mancava qualcosa a livello di struttura. La fine poi è davvero troppo banale e scontata.

Speriamo nelle prossime letture allora 😛

Libri consigliati: Harry Potter, Absence.

La casa delle voci

La casa delle voci – Donato Carrisi

Gli estranei sono il pericolo. Fidati soltanto di mamma e papà.

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta.

Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio.

O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

Recensione di “La casa delle voci”:

E’ la seconda volta che mi approccio ad un libro di Donato Carrisi, e con La casa delle voci credo di poter confermare che il suo stile è davvero inconfondibile. Lui è quell’autore che per tutto il racconto ti vuole portare in una direzione per poi al primo bivio sconvolgerti i piani. Dei piccoli segnali di chi poteva essere il colpevole li aveva anche dati fin dall’inizio. Ma la trama risulta talmente intricata alla fine che non si sarebbe mai capito il “come” della storia.

Carrisi è proprio bravo a lasciare tutti con il fiato sospeso e a farti aspettare fino all’ultimo per farti capire davvero cosa sia successo. Anche se di domande alla fine del libro me ne sono rimaste tante, e questo è un’altra caratteristica di Carrisi che ho riscontrato anche nel primo libro che ho letto suo: Il suggeritore.

Ho adorato il personaggio di Pietro, lo psicologo infantile. E’ descritto alla perfezione, sia nel suo lavoro che nella sua vita privata. Il suo attaccamento ai casi alla quale lavora è affascinante e denota molta passione, anche se sembra avere un conflitto interiore che riguarda il padre e che coinvolge anche la sua sfera lavorativa. Hanna Hall invece per me è stato un personaggio a punto interrogativo: viene descritta come una donna sciatta e poco curata e tutta la storia è contornata da fatti strani che le capitano alla quale lei non reagisce. Non sono mai riuscita ad inquadrarla e le domande finali, alla quale non sono riuscita a trovare una risposta riguardano tutte lei. Sarà stato tutto programmato così da Carrisi? Altro quesito che non troverà mai risposta :P.

L’unica cosa che non è stata chiara è il rapporto che ha con sua moglie. Sembrano avere molto dialogo, dovuto anche dal fatto che praticano lo stesso lavoro, ma a volte sembrano molto distanti come pensieri e ragionamenti. Molto freddi come comportamenti.

I suoi libri sono assolutamente consigliati se siete amanti dei thriller e soprattutto dei thriller psicologici che intrattengono la nostra mente con mille cambia di scena. La sua scrittura poi ti prende e non ti fa scappare: molto fluida e chiara e le descrizioni sono molto dettagliate. Quello che adoro di Carrisi è proprio come descrive le persone: più che fisicamente lui fa rispecchiare il dentro di una persona dal suo “fuori”. Lo trovo un escamotage stupendo.

Se volete sapere cosa ne hanno pensato le altre blogger, qua sotto trovate i nomi di chi ha partecipato al Gruppo di Lettura – L’assassino è il maggiordomo.

 

Libri Consigliati: Il codice Da vinci, Dieci piccoli indiani

La ragazza del dipinto

La ragazza del dipinto – Ellen Umansky

Vienna, 1939. Mentre lo spettro della guerra terrorizza l’Europa, i genitori di Rose Zimmer cercano disperatamente un modo per lasciare l’Austria. Non riuscendoci, decidono di salvare almeno la loro giovane figlia. Rose viene così affidata a degli sconosciuti e portata in Inghilterra.

Sei anni più tardi, quando la guerra è finalmente terminata, Rose tenta di ricostruire la propria vita devastata: si mette quindi alla ricerca di un quadro del pittore Soutine, appartenuto alla madre, e al quale la donna era legatissima. Sulle tracce di quel dipinto, diventato per lei quasi un’ossessione, Rose arriverà fino a Los Angeles e a Lizzie Goldstein, figlia di un famoso collezionista.

Tra Lizzie e Rose nasce un’amicizia inaspettata, destinata però a interrompersi bruscamente quando le due donne si troveranno di fronte a una verità dolorosa: un segreto che ha a che fare con il quadro di Soutine e che è rimasto nascosto per tanti anni.

Recensione di “La ragazza del dipinto”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento della rubrica Tu Leggi? Io Scelgo! creata da Chiara e Rosaria. Questo mese la scelta della lettura da fare è ricaduta sul blog di La ragazza in rosso. Ho pensato che sarebbe stato bello andare a leggere un libro che avevo sul kindle da tempo e che non avevo mai avuto il tempo di aprire e leggere. Sfoltiamo un po’ questa TBR!

Come vedrete poi dalle stelline assegnate la lettura non mi ha entusiasmato per niente.

La storia gira intorno a due protagoniste diverse. Rose è una ragazza ebrea che ha vissuto i suoi anni dalla seconda guerra mondiale fino ad oggi. La sua narrazione parte già dalla paura del nazismo in Europa e di come la poteva vivere una bimba al di sotto dei dieci anni. La partenza per l’Inghilterra, e della famiglia sconosciuta alla quale i genitori l’avevano affidata per salvarla e alla separazione dal fratello. Parla della vita nel dopoguerra, di come fosse difficile trovare lavoro perché la discriminazione razziale non era sparita del tutto e di come fosse difficile ritrovare quello che era rimasto della sua famiglia e della sua vita. Di un dipinto, che era stato il preferito di sua madre e che era andato disperso, rubato durante la guerra e mai più ritrovato.

Mi piace leggere racconti che parlano della seconda guerra mondiale. Il male di quegli anni dovrebbe essere letto e riletto poiché nessuno possa mai dimenticare ciò che è stato fatto e quindi leggo volentieri i racconti che arrivano a noi e che ci portano più prospettive di vita.

A questo racconto viene affiancato quello di Lizzie, una ragazza moderna cresciuta forse un po’ troppo viziata, alla quale è appena mancato il padre. Io questo personaggio proprio non l’ho sopportato, tanto da rovinarmi la lettura dell’intero libro. Partiamo dal presupposto che con Rose non c’entra nulla. Lei è una ragazza che ha sempre avuto tutto e alla quale lei ha reagito facendo la super viziata con il padre. Ha perso la madre in giovane età ma credo che proprio per questo sarebbe dovuta maturare prima invece che regredire. Ha sempre ricercato affetto in ogni uomo che trovasse considerandolo l’uomo della sua vita dopo un paio di giorni. E risultando solo frivola e capricciosa.

Conclusione?!

Cosa c’entra con la figura drammatica e forte di Rose? Perché accostarle insieme? A questo non ho trovato risposta. In sintesi La ragazza del dipinto mi ha un po’ deluso.

Se volete leggere qualcosa di meglio che riguardi la seconda guerra mondiale e il dopo, questi libri sono quelli che mi sono piaciuti di più.

Libri consigliati: La sarta di Dachau, La strada in fondo al mare

 

 

 

La storia che volevamo

La storia che volevamo – Marion Seals

“Io avevo un unico obiettivo: giocare a football. Ero grosso e cattivo, veloce e coordinato, intelligente e determinato. Ecco perché risultavo un vincente, perché non permettevo a niente e a nessuno di ostacolarmi.”

La cosa che Gregory “Ego” Madden desidera di più nella vita è vincere il campionato con i California Bears, diventare il più famoso wide receiver della storia e riscattare un passato da emarginato. Il suo innato talento potrebbe garantirgli un futuro di successo e denaro, se solo fosse capace di controllare la rabbia che lo divora.

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“Io ero strana, non sapevo socializzare, ma ero brava in ciò che facevo, io non ero spazzatura, lo avevo dimostrato a loro e a me stessa, soprattutto. Il fatto che non lo urlassi al mondo, che non lo esprimessi con rabbia e aggressività, non significava che fosse meno vero.”

La cosa che Dawn Riddle desidera di più nella vita è laurearsi e poi specializzarsi in Paleontologia. Ha sempre preferito la compagnia dei libri a quella dei suoi coetanei e ha potuto frequentare l’università solo grazie a una borsa di studio. Nella sua vita, segnata dal dolore e dalle rinunce, non c’è spazio per niente altro.

Solo tra le braccia del buio, la luce risplende.
Questa è la storia del loro incontro.

Recensione di “La storia che volevamo”:

Eccoci qui ad un altro appuntamento della rubrica Tu Leggi? Io Scelgo!. Questo mese il blog dalla quale dovevo scegliere è stato quello di Alessia e, visto che in questo periodo un po’ strano il mio obiettivo personale è quello di provare nuovi generi, ci ho provato nuovamente. Sarà che non riesco ad apprezzarli ragazzi ma questo romance mi è sembrato un po’ banale.

La storia parla di questi due ragazzi nei pieni anni dell’adolescenza che vanno al liceo: due personalità completamente diverse. Lui, giocatore di rugby, al centro delle attenzioni della scuola e dei gossip; lei, ragazza dal passato difficile, concentrata solo sullo studio e sul suo futuro. Cosa può far incontrare loro due se non un tentativo di lui di far credere in giro di aver messo la testa a posto e di star rigando dritto per essere ammesso in una delle squadre più quotate? Niente di più scontato, in pratica una storia alla Kiss Me (il film, ve lo ricordate?).

La storia e la scrittura sono molto scorrevoli e questo fa sì che si riesca a leggere in modo piacevole anche in maniera rapida. Ma una grossa pecca è stata che i dettagli descritti che fanno da contorno alla storia sono davvero non credibili. che Dawn venga perseguitata dalla sua compagna di stanza, senza che nessuno dei professori faccia nulla è assolutamente non credibile. Non è assolutamente credibile che i due per tutto il tempo capiscano di piacersi ma continuino a pensare cose tipo: ” Con lei/lui era diverso ma non sapevo perché”. Ma poi, come ultimo, non è assolutamente credibile che una ragazza vergine possa approcciarsi al mondo del sesso per la prima volta in quella maniera.

Il particolare che però ho apprezzato davvero tanto è stata la fine, non voglio spoilerarla e quindi dirò poco e nulla, ma sono contenta che non sia stata scontata come un finale dove l’amore vince su tutto ed esiste solo l’amore per sopravvivere. I ragazzi, soprattutto, che vanno a leggere questo genere di romanzi hanno bisogno di una morale e di altri tipi di obiettivi. Stare bene con se stessi e capire cosa si vuole veramente per poi poter stare bene anche in coppia. Il personaggio preferito è stato Carole in assoluto. Spigliata e con un senso profondo di amicizia che ammiro tanto.

Mi spiace tanto, ci provo e ci proverò ancora lo giuro, ma per ora non sono ancora riuscita ad appassionarmi ad un romance (a meno che non si parli di grandi classici :P).

Buone letture Readers! 🙂

Libri Consigliati: La moglie del califfo, Il profumo del pane alla lavanda.

GdL – L’assassino è il maggiordomo

GdL – L’assassino è il maggiordomo

Buongiorno a tutti miei cari lettori, come state? Come state passando questa quarantena in casa? Io fortunatamente riesco ancora a lavorare in smart working (o smart worky per gli amici di Conte). Dico fortunatamente perché almeno riesco a far passare le giornate più velocemente e a godermi i weekend e i momenti di “svago”. Sto leggendo molto, imparando nuove ricette perché amo cucinare e nel frattempo cerco di coltivare al meglio le mie passioni: il ricamo per esempio e perché no anche lo scrivere racconti.

Oggi richiedo la vostra attenzione per un’idea che ho deciso di portare a termine. Vi presento il mio nuovo gruppo di lettura, chiamato L’assassino è il maggiordomo, il cui intento sarà quello di leggere tutti assieme dei libri gialli/thriller. Per rendere più interessante e divertente la lettura del libro, però, si procederà in modo un po’ diverso e spero più divertente.

Avremo tre date da rispettare:
  • Data di inizio. Insieme cominceremo la lettura del libro dopo che insieme avremo deciso sia la lettura e sia la data di inizio attraverso dei sondaggi;
  • Data di metà. Arrivati a metà libro, entro una data che decideremo insieme, si apriranno i sondaggi per poter votare chi secondo noi è l’assassino e chi votiamo come sospettato e colpevole. Magari dando anche la motivazione come fossimo veri detective;
  • Data di fine. Alla fine della lettura potremo divertirci assieme e vedere chi aveva avuto ragione e chi invece era lontano dalla verità. Le persone che sono proprietarie di un blog potranno fare la recensione (occhio a non svelare la verità :P).
Le regole sono poche e semplici:
  • non ci sarà l’obbligo di partecipare ogni mese;
  • se si decide di partecipare bisognerà partecipare a tutti i sondaggi (scelta libro, scelta date, presunto colpevole);
  • i possessori di un blog dovranno commentare le recensioni dei blog partecipanti;

L’intento di questo Gdl – L’assassino è il maggiordomo è di condividere la passione che abbiamo per i libri e in particolare per i libri gialli/thriller, facendo quello che abbiamo sempre fatto. Leggere il libro, provare a capire fin dal principio cosa è successo e chi è il colpevole: l’unica differenza è che lo potremo condividere fra di noi e vedere chi aveva avuto ragione. Un piccolo Cluedo? Ho sempre amato quel gioco 🙂

Per partecipare dovrete iscrivervi al gruppo Facebook Gdl – L’assassino è il maggiordomo qui linkato. Spero che partecipiate numerosi e che vogliate condividere questa news con tutte le persone a cui sapete possa piacere :).

E ora, buone letture a tutti 🙂

 

Le spose sepolte

Le spose sepolte – Marilù Oliva

Dove sono finite quelle donne misteriosamente sparite da anni, mogli e madri di cui i mariti sostengono di non sapere nulla? Uno dopo l’altro, i loro corpi vengono ritrovati grazie a un killer implacabile che costringe chi le ha fatte scomparire a confessare dove si trovano le loro ossa e poi uccide i colpevoli, sempre assolti dai tribunali per mancanza di prove. Il rituale è feroce e spietato: l’assassino vuole così rendere giustizia alle spose sepolte.

I pochi indizi lasciati sulla scena del crimine conducono a un piccolo paese, Monterocca, soprannominato la Città delle Donne, un territorio nell’Appennino bolognese circoscritto da mura ed elementi naturali, governato da una giunta completamente al femminile. Il team investigativo, in cui spicca la giovane ispettrice Micol Medici, si trova catapultato in una realtà di provincia quasi isolata dal mondo, con una natura montana che fa da contorno e molti misteri avvolti nella nebbia. Un inquietante enigma conduce gli inquirenti al Centro Studi Rita, un’azienda farmaceutica che sta sintetizzando un anestetico speciale: lo stesso utilizzato dal serial killer come siero della verità per far confessare i colpevoli.

Ma quanti altri segreti si nascondono dentro i confini del piccolo paese? Solo Micol ha l’innata capacità di scoprirli, anche se questo potrebbe costarle la vita…

Recensione di “Le spose sepolte”:

In questi giorni di reclusione forzata leggere è la nostra unica soluzione alla visione di un mondo esterno oltre che casa nostra. Questo periodo un po’ strano della nostra storia sta continuamente condizionandomi anche nelle letture. Vi spiego: come saprete ormai siamo obbligati a rimanere in casa per la nostra sicurezza e quella delle persone che ci circondano. I negozi sono chiusi già da un po’ e le persone, se ci capita di incontrarle, le scansiamo. Leggendo le pagine di questo libro mi chiedevo spesso come mai i negozi fossero ancora aperti a tarda sera e perché le persone si abbracciavano correndo rischi. Datemi della pazza ma non riuscivo a scollegare la testa da quello che stava accadendo. E’ capitato anche a voi, anche solo per qualche dettaglio letto?

mi sono addentrata nella lettura di questo libro, Le spose sepolte, trovato nel blog di Francesca, incuriosita dal titolo e dal genere. Mi dispiace non aver optato per altro poiché la lettura è stata davvero noiosa. Ogni dettaglio descritto che avevo lo scopo di tenere alta l’attenzione del lettore era un particolare scontato. Nella narrazione gli eventi erano tutti abbastanza scontati. Nessun colpo di scena diverso da quelli che ci si aspetta in un classico giallo. La fine, peggio che mai, arriva di punto in bianco (anche quella dopo che il lettore l’aveva già intuita da tempo) senza nessuna spiegazione del caso. “Ecco lui è il colpevole”. Fine della storia.

Mi è stato difficile anche affezionarmi e/o immedesimarmi nella protagonista poiché l’ho trovata senza carattere. Dimostra di avere una passione smisurata per il suo lavoro, si ma ridursi a dormire qualche ora per poter lavorare di più è impossibile. La mancanza di sonno porta ad avere problemi di allucinazioni, non è scientificamente né umanamente possibile una cosa simile. Vogliamo parlare della sua apatia (ogni tanto mista a tristezza) verso la sua storia, durata anni, appena terminata?! Trovo che il personaggio non abbia un senso logico. Carattere forte e determinato sul lavoro, apatico nell’amore. Cioe?! Chi mi trovo davanti?

Il retroscena di Le spose sepolte non sarebbe stato male ma credo sia stato sviluppato molto male, da rendere la sua lettura noiosa e mal descritta. Per carità, non ho fatto fatica a leggerlo ma non ho trovato nessun elemento che mi convincesse nella lettura.

Mi spiace per questo libro ma spero che la prossima lettura mi appassioni di più :).

Libri Consigliati: Ogni giorno ha il suo male, La donna silenziosa.

 

 

Il mio cuore cattivo

Il mio cuore cattivo – Wulf Dorn

C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa, e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita.

C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come “arresto cardiaco” non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non ricorda cosa sia successo. Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia.

E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare, e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi proprio lei stessa…

Recensione di “Il mio cuore cattivo”:

Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana, anche se arrivato con un giorno di ritardo, per merito di questa stupenda rubrica e del blog di Mariarosaria ho potuto continuare con le letture del (ormai ho capito di amarlo) mio adorato Wulf Dorn. Avete mai letto nulla di suo? Una suspense continua per arriva a dei finali davvero pazzeschi ed inaspettati. Quindi grazie mille Mary per avermi fatto scegliere questo capolavoro!

Vi ricordate la storiella che tutti i genitori ci raccontavano da piccoli, quella di “Al lupo, al lupo”? mia madre, mi ricordo, che me la raccontava ogni volta che scopriva che avevo detto una qualsiasi bugia innocente. Così ho smesso di dire bugie e ogni qual volta non venivo creduta la mia rabbia era folle. Ma cosa succederebbe e cosa proveresti se, a seguito di un brutto trauma per la quale hai dovuto prendere medicinali forti, tutti smettessero di crederti e ti ritenessero solo una pazza?

Doro dovrà trovare tanta forza in se stessa per continuare a portare avanti la sua opinione anche se il mondo intorno a lei continua a non crederle e a evitarla perché solo una povera pazza. Ma Doro ha capito che solo con le sue forze potrà arrivare a capire chi davvero sta inseguendo Kevin e chi sta cercando di farla credere pazza. Ma se fosse poi la persona della quale si fida di più? Come fare per farsi credere? Anche perché Doro, piano piano, inizia a ricordare qualcosa di quel giorno traumatico che la sua mente ha deciso di dimenticare. Forse in lei c’è qualcosa che non vuole accettare. Si tratta di un cuore cattivo.

Un libro stupendo, come il primo che ho letto di questo autore. Se amate i thriller psicologici, adrenalinici fin dalla prima pagina, allora ragazze questo è l’autore che fa per voi. Racconta storie incredibile che rasentano la realtà per poi sbalordire tutti con dei finali inaspettati e mozzafiato.

Mi sono immedesimata subito nel personaggio, non tanto per l’evento traumatico che ha vissuto, ma proprio perché fin da piccola odiavo non essere creduta e non riuscivo mai a darmi pace. Il mio cuore cattivo è stato un libro che ho letto nel giro di pochi giorni nonostante la sua mole (quasi 400 pagine). Quindi ragazze dovete assolutamente leggerlo 😛

Libri consigliati: Incubo, La ragazza del treno

 

 

Il paese delle pazze risate

Il paese delle pazze risate – Jonathan Carroll

Avete mai amato un libro più di ogni altra cosa? Thomas Abbey, insegnante di letteratura e figlio di una stella del cinema, non sa bene chi sia e cosa voglia dalla vita o dalla sua relazione con l’eccentrica Saxony Gardner.

Quello che sa perfettamente è che niente lo ha mai toccato a fondo quanto i magici libri di Marshall France, un autore di straordinarie fiabe per bambini che ha sempre vissuto isolato e che è morto ad appena quarantaquattro anni. Spinti da questa passione comune Thomas e Saxony partono per Galen, la cittadina dove Marshall ha trascorso gran parte della sua vita, decisi a scrivere la sua biografia.

A poco a poco, però, cominceranno a scoprire che qualcosa di strano e inquietante sta accadendo nel piccolo paesino e che la magia di France va ben oltre la pagina scritta… lasciandoli con un compito terrificante da intraprendere.

Recensione di “Il paese delle pazze risate”:

Avete mai trovato qualcosa di talmente coinvolgente da non poter staccare gli occhi da quell’oggetto? Una lettura strana, che non capite perché vi tenga legato ad essa, ma nonostante ciò proprio non riuscite a chiudere le sue pagine? Questo per me è stato Il paese delle pazze risate e la sua lettura. Non una lettura di mia prima scelta ma che mi ha incuriosito fin dalla prima lettura della trama.

Il protagonista, Thomas, decide di scrivere una biografia del suo autore preferito. Un autore strano, di libri per bambini, pieno di una creatività sconvolgente. Ma ben pochi lo conoscono come autore. E mentre sta cercando notizie su di lui per capire da cosa iniziare, incontra proprio lei: Saxony. La seconda, probabilmente, al mondo ad amare questo autore di nicchia. Chi se non lei potrebbe essere la scelta di Thomas come compagna di viaggio e di scrittura?! Ma si sa che, stando a stretto contatto con una persona che ci capisce si finisce quasi sempre con l’innamorarsene. Decidono quindi, insieme, di andare nel paese di Marshall France e di provare a contattare la figlia. Ma chi l’avrebbe mai detto che una storia così reale potesse risultare così surreale?

Lo so, le mie parole potrebbero essere strane ed ambigue, ma solo leggendo il libro se ne può comprendere il vero senso, sapete perché?

Perché Jonathan Carroll è il mago della scrittura surrealista. Tutto ciò che sembra reale alla fine si capisce quanto invece fosse surreale. Lo è sempre stato ma Jonathan ci ha ingannato da sotto il naso. Non ho mai letto un libro così strano e così coinvolgente al tempo stesso e ne sono rimasta davvero affascinata. Un genere nuovo per me ma davvero strepitoso. In più la scrittura semplice di Carroll rende tutto più assurdo. Davvero non mi sono accorta di nulla prima? Ebbene si!

Ed in primis il protagonista è un personaggio surreale. Non si riesce mai a capire cosa pensa e che cosa voglia davvero. Sembra cambiare idea e pensiero ad ogni pagina, tanto che ogni capitolo risulta essere la versione opposta del precedente.

Se posso consiglierei a tutti di leggerlo e di farmi sapere la vostra impressione. Perché, effettivamente, non sono ancora convinta che la mia versione non sia quella surreale, creata apposta dall’autore.

Alla prossima lettura 🙂

Consigli di lettura: Caraval, Sette giorni perfetti

Dopo di te

Dopo di te – Jojo Moyes

Quando finisce una storia, ne inizia un’altra.Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima.

I sei mesi intensi trascorsi con Will l’hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.

Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata.

Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

Recensione di “Dopo di te”:

Complice questa bellissima rubrica, e la ragazza da cui dovevo scegliere Francesca, mi sono finalmente decisa a finire questo capitolo di storia e sapete cosa ne penso?

Ho fatto male! Per carità lo stile della Moyes è sempre quello e la scrittura è molto bella e coinvolgente, tanto da avermi fatto finire un romance (quindi è tutto dire). Ma forse chissà cosa mi aspettassi, un’altro mega successo come il primo Prima di te?! Probabilmente sì e forse per questo sono rimasta molto delusa.

In questo capitolo, effettivamente vediamo una Louisa completamente diversa da quel personaggio stravagante e sempre sorridente che era stato nel primo. Avvolta da una delusione e una depressione portata dalla morte di Will e dai sensi di colpa nel pensare di non aver fatto abbastanza, la nostra Clark si è chiusa in se stessa. E cosa ne è stato di lei dopo Will? Un vero e proprio fallimento. Se il consiglio di quel ragazzo che ha scelto di morire era stato quello di dirle di godersi ogni istante e di vivere, mi sa che allora le sue parole si sono perse in un bistrot di Parigi. Louisa infatti si è accontentata di una vita vissuta a metà nella sua classica routine che non le fa pensare (o così lei si convince) a ciò che era stata la sua con Will.

Posso capire che, anche nella vita reale, un fatto del genere possa segnare davvero l’animo umano, ma vi assicuro che quella descritta nel libro non è Louisa. Se il libro fosse stato raccontato senza il libro precedente, l’avrei letto con più gusto. Ma qui sembra davvero che si sia dovuto dare un seguito ad una storia che terminava nel primo ed unico libro? Perché forzare una storia riempiendola di cliché e storie già trite e ritrite?

E poi scusate ma quando Louisa è passata dall’essere un’ombra nera ad essere quella ragazza sexy che i ragazzi sognano la notte nel primo libro?

Avrei davvero preferito che questo libro fosse stato presentato come una storia a parte e non come il seguito di una storia che avrei definito “perfettamente studiata e scritta” con la fine nel primo capitolo. No alle forzature, grazie!

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