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Questa volta leggo

Il paese delle pazze risate

Il paese delle pazze risate – Jonathan Carroll

Avete mai amato un libro più di ogni altra cosa? Thomas Abbey, insegnante di letteratura e figlio di una stella del cinema, non sa bene chi sia e cosa voglia dalla vita o dalla sua relazione con l’eccentrica Saxony Gardner.

Quello che sa perfettamente è che niente lo ha mai toccato a fondo quanto i magici libri di Marshall France, un autore di straordinarie fiabe per bambini che ha sempre vissuto isolato e che è morto ad appena quarantaquattro anni. Spinti da questa passione comune Thomas e Saxony partono per Galen, la cittadina dove Marshall ha trascorso gran parte della sua vita, decisi a scrivere la sua biografia.

A poco a poco, però, cominceranno a scoprire che qualcosa di strano e inquietante sta accadendo nel piccolo paesino e che la magia di France va ben oltre la pagina scritta… lasciandoli con un compito terrificante da intraprendere.

Recensione di “Il paese delle pazze risate”:

Avete mai trovato qualcosa di talmente coinvolgente da non poter staccare gli occhi da quell’oggetto? Una lettura strana, che non capite perché vi tenga legato ad essa, ma nonostante ciò proprio non riuscite a chiudere le sue pagine? Questo per me è stato Il paese delle pazze risate e la sua lettura. Non una lettura di mia prima scelta ma che mi ha incuriosito fin dalla prima lettura della trama.

Il protagonista, Thomas, decide di scrivere una biografia del suo autore preferito. Un autore strano, di libri per bambini, pieno di una creatività sconvolgente. Ma ben pochi lo conoscono come autore. E mentre sta cercando notizie su di lui per capire da cosa iniziare, incontra proprio lei: Saxony. La seconda, probabilmente, al mondo ad amare questo autore di nicchia. Chi se non lei potrebbe essere la scelta di Thomas come compagna di viaggio e di scrittura?! Ma si sa che, stando a stretto contatto con una persona che ci capisce si finisce quasi sempre con l’innamorarsene. Decidono quindi, insieme, di andare nel paese di Marshall France e di provare a contattare la figlia. Ma chi l’avrebbe mai detto che una storia così reale potesse risultare così surreale?

Lo so, le mie parole potrebbero essere strane ed ambigue, ma solo leggendo il libro se ne può comprendere il vero senso, sapete perché?

Perché Jonathan Carroll è il mago della scrittura surrealista. Tutto ciò che sembra reale alla fine si capisce quanto invece fosse surreale. Lo è sempre stato ma Jonathan ci ha ingannato da sotto il naso. Non ho mai letto un libro così strano e così coinvolgente al tempo stesso e ne sono rimasta davvero affascinata. Un genere nuovo per me ma davvero strepitoso. In più la scrittura semplice di Carroll rende tutto più assurdo. Davvero non mi sono accorta di nulla prima? Ebbene si!

Ed in primis il protagonista è un personaggio surreale. Non si riesce mai a capire cosa pensa e che cosa voglia davvero. Sembra cambiare idea e pensiero ad ogni pagina, tanto che ogni capitolo risulta essere la versione opposta del precedente.

Se posso consiglierei a tutti di leggerlo e di farmi sapere la vostra impressione. Perché, effettivamente, non sono ancora convinta che la mia versione non sia quella surreale, creata apposta dall’autore.

Alla prossima lettura 🙂

Consigli di lettura: Caraval, Sette giorni perfetti

Il volo dei cuori sospesi

Il volo dei cuori sospesi – Elvia Grazi

Le gemelle Ariele e Rebecca, di origine ebraica, non potrebbero essere più diverse. La prima, occhi così limpidi che ci si può vedere attraverso, è timida e schiva; la seconda, penetranti occhi verdi, è una ribelle pronta a sfidare tutto e tutti pur di non subire la vita. Ma Ariele possiede un talento che Rebecca non ha: fa sogni premonitori. Una fortuna e una condanna, perché spesso le cose che vede accadono senza che lei possa impedirlo. A nulla, infatti, servono quei sogni quando l’odio nazista si riversa sul paese in cui hanno trovato riparo.

Così, la loro madre Giuditta si trova costretta a prendere una decisione cui nessuno dovrebbe essere chiamato: può salvare solo una delle figlie. E sceglie di salvare Ariele, affidandola alle cure di un’amica, e di portare con sé ad Auschwitz Rebecca, convinta che il suo carattere forte potrà salvarla. Una decisione che lascia un segno indelebile nella storia di tutta la famiglia. Negli anni a venire, Rebecca, che sopravvive all’orrore dei campi, chiude il suo cuore al mondo e decide che a nessuno sarà più permesso di calpestarlo. Al contrario, Ariele cerca di non sprecare l’occasione che le è stata offerta. Accoglie l’amore che le viene dato e se ne fa portavoce nella vita di tutti giorni.

Senza mai tirarsi indietro. Anche quando Rebecca, con la quale non è più riuscita a ricostruire un rapporto, bussa alla sua porta e le chiede di occuparsi di una figlia, la sua, che non riesce nemmeno ad abbracciare, una bimba cui ha voluto dare un nome che racconta tutta una storia: Catena. Talvolta i ricordi sono come sassi che possono trascinarci a fondo, bloccando in un freddo, sincopato respiro gli ingranaggi del cuore.

Recensione di “Il volo dei cuori sospesi”:

Grazie al blog di Veronica e alla sue letture sono riuscita a conoscere questo libro molto particolare e controverso.

L’autrice racconta la storia di due giovani gemella ebree nate nel periodo del fascismo: ci racconta come due caratteri molto diversi possono rispondere alla discriminazione di genere su ragazzine in fase di adolescenza. Sappiamo bene tutti come i ragazzini possano essere crudeli non conoscendo a sufficienza le conseguenze delle proprie azioni. Ed è proprio quello che succede alle due gemelle e a sua madre Giuditta. Quando i rastrellamenti degli ebrei iniziano a farsi più vicini, le tre decidono di nascondersi. Ma vengono avvisate che sono state scoperte e a Giuditta viene proposto di salvare almeno una delle sue figlie.

Voi cosa avreste fatto al suo posto? Ariele, ragazza molto fragile e timida con il dono di poter sognare cosa succederà nel futuro. E poi Rebecca, dal carattere forte e intraprendente, che sa farsi rispettare da tutto e da tutti semplicemente usando lo sguardo. Torno a chiedervelo: voi davvero quale decisione avreste preso?

La decisione di Giuditta ha segnato in maniera profonda l’esistenza delle due gemelle: Ariele ha continuato a vivere la sua vita pensando che il modo migliore per vivere fosse quello di accontentare sempre il bisogno di tutti. E’ stata la figlia perfetta per la sua nuova famiglia, ma a causa di ciò non ha imparato ad amare se stessa, mettendosi sempre in un angolo. Rebecca invece ja visto troppo per essere una ragazzina e così ha deciso che mai più si sarebbe legata a nessuno, perché tanto l’amore porta solo sofferenza. Ha chiuso il suo cuore a tutto il mondo e a tutte le persone che le hanno dichiarato amore. Se nemmeno sua mamma è riuscita ad amarla tanto da salvarla dai campi di concentramento nessuno lo farà mai.

Un libro dall’apparenza semplice ma molto introspettivo che fa riflettere su come una singola azione possa portare a creare delle persone. Una scelta che può sembrarci sensata e fatta per il bene, invece possa portare a complicazioni irreparabili. Come può una madre sapere di aver preso le giuste scelte per i suoi figli? Anche qui nessuna risposta sarà mai giusta o sbagliata in maniera assoluta.

Libro molto bello e particolare, un po’ lento verso la fine, ma davvero consigliato.

Consigli: La sarta di Dachau, Nella terra della nuvola bianca

 

Il quadro segreto di Leonardo

Il quadro segreto di Leonardo – Fabio Delizzos

Roma, 1516. Nella vita di Leonardo da Vinci c’è una donna, affascinante e misteriosa. Una donna con un dono speciale che, insieme alla sua bellezza, suscita le brame di uomini potenti. Leonardo fa di tutto per proteggerla e spera di riuscire presto a portarla con sé in Francia. Una notte, nei pressi di Castel Sant’Angelo, è testimone involontario di un omicidio.

Sulle prime sembrerebbe un caso di ordinaria criminalità, ma qualcosa di oscuro si sta invece muovendo nell’ombra: un antico segreto è stato violato e un oggetto molto prezioso è stato rubato da un monastero. Leonardo è chiamato dal cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena a indagare sull’accaduto, per rintracciare gli artefici del furto: ma più scava in quel mistero, più si convince che c’è un collegamento tra i furti e l’omicidio cui ha assistito. Eventi terribili stanno per abbattersi su Roma e la donna che ama potrebbe essere in serio pericolo. Ha così inizio, per Leonardo, una corsa contro il tempo tra tetre sale anatomiche, meandri di antichi monasteri e misteri biblici.

Riuscirà a scongiurare la minaccia che incombe sulla Città Eterna e sulla donna che ama?

 

I colpi contro la porta gli gelarono il sangue. Leonardo si immobilizzò con il pennello fra le dita e ruotò lentamente la testa, in volto l’espressione di un condannato a morte in attesa del boia. <<Chi è?>>, chiese. <<Sono io, maestro, posso entrare?>>. Per fortuna era solo il buon Giovanfrancesco Melzi. Leonardo sospirò di sollievo, <<Avanti, Cesco, entra pure>>. L’allievo prediletto spalancò la bocca e sgranò gli occhi vedendo Leonardo davanti al cavalletto, con i pennelli in mano e una tavola di fronte.

Recensione di “Il quadro segreto di Leonardo”:

Forse ho giocato facile andando a leggere un libro di cui amo il personaggio. Leonardo, infatti, è uno dei miei personaggi storici preferiti. Ho sempre adorato la sua testa e la sua curiosità che lo ha portato ad essere uno dei più grandi inventore e precursori del Medioevo.

In questo libro però ho scoperto un Leonardo sotto un aspetto diverso: questo Leonardo Da Vinci ha amato non solo la scienza, ma anche una vera e propria donna. E chi se no, se non proprio la nostra amata Gioconda? Questa storia ha del straordinario. Su questo quadro le leggende che si sono succedute e create sono state molteplici durante il corso dei secoli. C’è chi ha detto che la Gioconda sarebbe proprio il nostro Leonardo camuffato sotto un viso di donna, e chi invece che fosse una semplice donna dell’epoca, magari una reale. Ma la versione che vede la Monna Lisa come amata del mio caro Leonardo, ecco, questa è la versione che ho più apprezzato.

Non solo scienziato, non solo amante della natura ma anche uomo in carne ed ossa, con tutti i suoi bisogni ed i suoi sentimenti.

E poi cosa ve lo dico a fare: in questo libro Leonardo è vegetariano, non per una questione di salute ma proprio perché ama gli animali e li rispetta in qualità di esseri viventi. Come non identificarmi subito, allora, in lui? E’ stato molto semplice quindi identificarmi in lui in questa versione. La storia poi creata per fargli da contorno, in realtà, non è stata poi così marginale.

Era già tanto, si disse Leonardo, che gli assassini di Allacci non si fossero accorti della sua presenza: i testimoni oculari degli omicidi non vivevano mai a lungo e, comunque, nel migliore dei casi, andavano incontro a problemi e seccature di varia natura. No, l’unica persona con cui doveva parlare era Honda.

Il libro infatti non si è incentrato nel descrive solo il personaggio di Leonardo, ma anche il suo contorno come amici, parenti, la corte in cui lavorava etc. etc. Come precisa l’autore la realtà è stata mescolata con la fantasia: ma il tutto è davvero amalgamato e liscio che non si capisce dove si fermi la finzione e inizi la realtà. Come ultimo aspetto, ma non meno importante: ho adorato la storia creata che coinvolge la Bibbia e il Cristianesimo in genere. I riferimenti reali a quella che è la sua lettura e l’interpretazione delle sue parole per creare un unguento che riportasse alla vita come già successo a Gesù nella sua resurrezione è stata fenomenale. Mi è proprio venuta voglia di leggere la Bibbia e darne una mia interpretazione. Magari anche io troverò la via per il Sacro Graal.

Sono davvero contenta di aver aspettato tanto l’uscita di questo libro e ringrazio tanto Chiara e Dolci per avermi dato l’opportunità di leggerlo.

Buona letture a tutti!

Libri consigliati: Sette giorni perfetti, Il codice Da Vinci

 

La piccola libreria di Venezia

La piccola libreria di Venezia – Cinzia Giorgio

Margherita ha un dono: sa consigliare a ogni persona il libro giusto. È per questo che, delusa dalla fine della sua storia d’amore, lascia Parigi e torna a Venezia, con l’intenzione di aprire una libreria nella bottega d’antiquariato appartenuta al padre. Poco prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, rovistando tra vecchie carte, Margherita trova, incastrata in fondo a un cassetto, una foto che ritrae una giovane donna.

“Per Anselmo, il mio grande amore”, recita la dedica sul retro, che riporta anche data e luogo: aprile 1945, Borgo degli Albizi, Firenze. Margherita nota con stupore che la ragazza ha al collo un ciondolo identico a quello che le ha lasciato suo zio Anselmo. Com’è possibile? Quel ciondolo è un pezzo unico, non può trattarsi di una copia. Incuriosita dalla scoperta, decide di indagare e parte per Firenze. La sua piccola ricerca la conduce in una libreria, la cui proprietaria è la figlia di Emma, proprio la donna della foto.

Ma in quel luogo Margherita conosce anche qualcun altro: Fulvio, uno scrittore un tempo famoso, che non pubblica da anni e che nasconde un mistero nel suo passato.

Un espositore al centro dell’ambiente più ampio, vicino alla vetrina principale, era riservato alle novità, mentre su quello accanto c’era la “selezione della libreria”, così come recitava la scritta racchiusa in una bella cornice indiana, decorata con specchietti di varie dimensioni che formavano colorati arabeschi. Incuriosita dai gusti delle libraie, Margherita cominciò a spulciare fra i titoli, prendendo ogni tanto un libro, per rigirarselo tra le mani e leggerne la trama. Si trattava per lo più di classici e di saggi femministi. Sorrise.

Commento di “La piccola libreria di Venezia”:

Non avevo mai letto nulla di questa autrice e mi aveva attratto molto la copertina al momento dell’acquisto. Complica la rubrica Questa volta leggo creata daChiara e Dolci ho dovuto scegliere di comprare un libro che avrei letto sulla spiaggia, e cosa è meglio di un libro leggero e con qualche storia romance?

Ho cercato di uscire dalla mia zona di confort, poiché io non leggo proprio questo genere e infatti avrei dovuto ascoltarmi di più. La scrittura dell’autrice in realtà non è male: i termini sono semplici e le descrizioni chiare che ti fanno rivivere i momenti. Quello che però non traspare è per la quale proprio questo libro non mi è piaciuto è stata la descrizione dei sentimenti. Infatti questi ultimi dovrebbero essere descritti con scene e invece qui vengono solo dichiarati, tipo: “Margherita si era innamorata”. Questo non mi ha fatto entrare per nulla in sintonia con il personaggio.

Inoltre la storia nel suo complesso è quasi assurda: la protagonista, infatti, nel giro di qualche giorno si innamora perdutamente di un uomo che non conosce nel giro di un paio d’ore nella quale sono stati assieme. Già questo è assurdo. Aggiungiamoci poi il fatto che lui non viene minimamente descritto, in più nessuno dei due parla all’altro di sé. Di che cosa si sono innamorati questi due? E per finire Margherita vive una storia molto conflittuale con la madre. Questo viene menzionato un paio di volte in mezzo alla storia ma non spiegato, né risolto, né fatto capire. Allora che senso ha avuto aggiungere questo dettaglio nel libro?

Alla fine di questo libro mi sono rimaste tante domande e tanti dubbi e la storia, a ripensarci ora, mi sembra ancora del tutto assurda. Bisogna leggerlo per credere (ahahah). Mi dispiace ma viene bocciato. Non so se riuscirò a dare un’altra possibilità all’autrice, ma giuro che ci proverò.

Buona lettura a tutti voi!

La figlia del mercante di seta

La figlia del mercante di seta – Dinah Jefferies

1952, Indocina francese. Dalla morte della madre, Nicole, figlia di un mercante di seta, diciottenne franco-vietnamita, è vissuta all’ombra della bella sorella maggiore, Sylvie. Quando Sylvie prende le redini degli affari di famiglia, che ruotano intorno al commercio della seta, a Nicole non resta che accontentarsi della gestione di un vecchio negozio, nel quartiere vietnamita di Hanoi.

La zona, tuttavia, pullula di militanti ribelli pronti a tutto per porre fine alla dominazione francese, persino a tradire i loro cari. In questo clima sempre più teso Nicole scopre la corruzione su cui si regge il sistema coloniale e si rende conto con sgomento che anche la sua famiglia è coinvolta…

Nel frattempo, la ragazza conosce Tran, un ribelle vietnamita. Nonostante sia innamorata di Mark, un affascinante imprenditore americano che incarna alla perfezione l’uomo dei suoi sogni, le sembra finalmente di intravedere una via di fuga da una vita che non ha scelto e da una cultura a cui non sente di appartenere. In un Paese dilaniato dai contrasti, è difficile per Nicole fare la scelta giusta, capire di chi fidarsi…

La figlia del mercante di seta è un romanzo affascinante sulla rivalità tra sorelle, sull’amore che sfida la sorte, sui segreti da tenere nascosti, a cui fa da sfondo un Vietnam incantevole nell’età del colonialismo.

Quella notte, quando si svegliò di colpo, Nicole aprì la finestra e sfidò i fantasmi. C’era la luna piena e il giardino era sorprendentemente tranquillo, ogni foglia e ogni filo d’erba brillavano argentei. C’era un odore legnoso e l’aria era spessa, dolciastra e appiccicosa. Pensò a quello che gli aveva detto il giovane al negozio: “Presto avrai bisogno di me”. Certamente mentiva. Nessuno pensava che avrebbero perso contro i Vietminh – l’esercito francese era di gran lunga più numeroso dei ribelli. Lo dicevano tutti.

 

Commento di La figlia del mercante di seta:

Buongiorno ragazze e benvenute ad un altro appuntamento con la rubrica Questa Volta Leggo, creata dalle blogger Chiara e Dolci. In questo appuntamento di Giugno bisognava scegliere una copertina che ritraesse la figura di una persona. Complice il fatto che compro libri in maniera compulsiva e finisco a leggerne la metà di quelli che compro, ho deciso di andare a cercare il libro dalla libreria di quelli che avevo già.

Il fato fece sì che andassi a scegliere un libro comprato mesi e mesi fa e abbandonato lì, ma se era rimasto abbandonato un motivo probabilmente c’era. La figlia del mercante di seta vuole essere un libro che va a mescolare la storia di una donna (una ragazza con una storia un po’ travagliata) e della sua famiglia che vivono in Vietnam proprio nel periodo della guerra.

Partiamo dal presupposto che questo libro parte molto lento: si inizia a descrivere la vita di questa ragazza, Nicole, con un padre che la odia e non se ne conosce il motivo, una sorella che nemmeno le parla e nessuno sa il perché, senza una madre e sembra che la colpa sia proprio di Nicole. L’unica che in quella casa sembra volerle bene è la governante Lisa che fin dalla sua nascita ha deciso di crescerla come fosse sua figlia. Partiamo dal presupposto che fino a qui già la storia è del tutto improbabile.

Il padre infatti sembra provare, oltre al disprezzo verso sua figlia Nicole, un puro piacere a denigrarla e a farla sentire inferiore. Fortunatamente non ho dovuto crescere in una situazione del genere, ma dubito che un padre sano riesca a trattare in questo modo una figlia, soprattutto perché (alla fine del libro sembra che il messaggio fosse questo) viene descritta la figura del padre come un uomo crudele e spietato ma l’immagine vorrebbe essere quella del padre crudo ma che vuole proteggerla. Sì, ad insulti? Per non parlare della sorella che si diverte tutto il giorno a farle dispetti e a cercare di farla rendere ridicola davanti a tutti. Praticamente una cenerentola maltrattata dalla sua stessa famiglia. Nemmeno nelle favole si è più sentita una storia simile.

Nicole e O-Lan stavano ammirando gli scaffali appena riforniti e, dato che il sole dipingeva sul pavimento grandi strie di luce, O-Lan si offrì di preparare un caffè all’uovo di seta, e cioè un caffellatte condensato con un uovo dentro. Anche se l’idea di un caffè con l’uovo sembrava orribile, era probabilmente la cosa più buona che Nicole avesse ma assaggiato. Denso e cremoso, senza alcun sentore di uovo, il caffè sembrava una crema al caramello con una nota amara di caffeina e Nicole ne era ormai dipendente.

Ma ragazze cosa credete che lei faccia per tutto il libro? Sì, avete capito bene. Nicole, giustifica tutto e tutti e le maniere che vengono utilizzate su di lei, perché quella è l’unica famiglia che ha. Ma vi pare? In questi frangenti si è dimostrata una ragazza senza coraggio e senza grinta, dal carattere debole. Ma l’autrice sembra voler dimostrare il contrario facendogliene passare di tutte e di più. E quindi, che carattere dovrei attribuire alla figlia? Forte ma compassionevole? Mmm!

Il tutto poi contornato da una scrittura strana: piena di descrizione di paesaggi poco chiari e di situazioni e conversazione inconcludenti che sembrano essere state descritte solo per far numero di pagine e non per arricchire il personaggio né il lettore.

Un libro davvero strano ma che purtroppo non mi è piaciuto per nulla. E voi che l’avete letto cosa ne pensate? Per oggi, readers, vi lascio alle prossime letture della rubrica.

Buone letture!

Sette giorni perfetti

Sette giorni perfetti – Rosie Walsh

Si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell’autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant’anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre.

Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall’aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l’abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l’improvvisa sparizione.

Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C’è un motivo se Eddie non l’ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L’unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme…

Mi guardai ancora una volta alle spalle, e proprio allora la persona con l’impermeabile fece lo stesso. Era me che guardava. Di sicuro. Ma dopo una frazione di secondo si girò e uscì dal recinto della scuola. In strada sentì il ronzio di un bus elettrico e dalle nuvole filtrarono sottili raggi di sole. Sentii un senso di fastidio nella pancia. Chi era quella persona?

Commento:

Può la tua vita cambiare in soltanto sette giorni? Possono sette giorni diventare perfetti quando in questi tutto ciò che hai solo sognato e non diventa realtà? Così accadrà per la nostra protagonista Sarah!

Sarah si racconta come una donna che è stata tanto ferita dalla vita, che ha perso una parte importante di se come sua sorella, e per questo ha deciso di scappare, di andare in America per cambiare vita e ricominciare da zero. Lì si che potrà essere per una volta qualcun altro. Lì non la conosce nessuno e nessuno potrà farle mai pesare il suo triste passato. Ma tutto inizia a cambiare quando a casa dei suoi incontra Eddie. Dopo una separazione giusta ma sofferta, Eddie è una boccata di aria fresca e una ventata di felicità nuova nella sua vita, che le permette di scordare il passato e pensare al futuro. Ma dopo sette giorni Eddie sembra scomparire nel nulla. Dov’è finito?

Questo libro è davvero straordinario: all’inizio tutto comincia e sembra prendere una direzione certa. Te ne auto convinci e quando ormai sei certa della piega che prenderà il libro, BAM! Tutto cambia! Tutto prende una piega diversa, e se prima continuavi a leggere per curiosità, a quel punto tutto cambia e non puoi più staccarti dal libro.

Eddie era di nuovo al telefono con Derek. Non sapevo chi fosse, ma immaginavo c’entrasse col lavoro: con lui Eddie assumeva un tono più formale di quando, per esempio, un amico lo aveva chiamato il giorno prima. Quel pomeriggio parlarono poco; Eddie più che altro diceva <<Bene>>, <<Okay>> e <Mi sembra una buona idea>>. Dopo pochi minuti riattaccò ed entro in casa a depositare il telefono.

Questo libro è stato davvero una sorpresa. Parlando con la mia amica che me lo aveva consigliato all’inizio non sapevo cosa dire. Mi sembrava un libro normale che non mi avrebbe presi così tanto da non riuscire più a staccarmi. E poi sono arrivata al 60% (circa) e tutto è cambiato. Il segreto di cui si parla viene svelato abbastanza presto rispetto a quello che si pensa del classico libro, eppure la storia ti incuriosisce ancora troppo.

Eppure quella sorpresa non è l’unica cosa della quale vuoi sapere, ma anzi vuoi continuare ed andare avanti.

Mi è piaciuta la scrittura, semplice e colloquiale, che rende la lettura molto scorrevole e facile e l’autrice, tramite i suoi dialoghi e le sue descrizioni, fa sì che immedesimarsi in Sarah sia abbastanza facile. Strano, è vero, perché la protagonista ha dieci anni più di me e ha vissuto esperienze diverse. Ma le emozioni sono descritte talmente bene che in poco tempo ti ci ritrovi immerso anche tu. Il panico, l’ansia del non sapere e non potere fare nulla, la pazzia che ne scaturisce e la consapevolezza.

Che dire readers, non lo state già cominciando?

Buone letture a tutti voi!!

Sottopelle

Sottopelle – Matthias Graziani

In città accade qualcosa di strano quando il detective si mette sulle tracce dell’assassino che sta facendo stragi in città. Uomini e donne continuano a morire in modi totalmente strani e diversi gli uni dagli altri. Queste persone non sembrano avere nulla in comune: vite diverse, abitudini diverse e conoscenze diverse. Qual’è allora il punto che accomuna queste morti? Cosa accade sotto la pelle di ognuno di loro?

La narrazione viene suddivisa in tre racconti: il primo parla del presente, dove Adam, detective sottovalutato e contorto, si trova sul luogo dove è appena stato ritrovato il corpo di una donna morta in modo strano, sembra quasi un suicidio, come sembrano e sono dichiarati suicidi i corpi ritrovati di un uomo ed una donna che si gettano nel vuoto gridando e della giovane collega di Adam, Emily, che viene ritrovata impiccata nel suo appartamento. Cosa sta succedendo nella grande mela? E poi quel fatto che sconvolge Adam, ancora di più della morte di Emily.

La seconda invece è ambientata nel passato dove il detective Roy viene affiancato da un giornalista alle prime armi per cercare di scoprire chi c’è dietro ai corpi dei bambini uccisi che vengono assemblati a formare delle macabre marionette. Chi si potrà divertire in questo modo con degli innocenti bambini? Il detective e il giornalista inseguiranno tutte le piste per rincorrere il pedofilo che c’è dietro a queste sparizioni e agli omicidi che li seguono.

La terza, invece, rimane un po’ nell’ombra. Non si capisce benissimo quando sia stata ambientata. Presente? Passato? Si sa solo che la voce narrante è quella di una bambina che è stata rapita dal pedofilo ed è rinchiusa in una cella. Viene picchiata, non mangia quasi nulla e deve stare alle regole del suo aguzzino che si fa chiamare Samir.

Chi sarà il colpevole di questo panico in città? E chi c’è dietro al volto di Miss Piggy che, dieci anni dopo, torna a versare sangue innocente sulle strade della grande mela?

 

Chiamai Emily. Le raccontai dei miei dubbi sui casi di Ivanov e di Edgar Loy. Lei mi liquidò dicendomi che avevo un buon istinto, soprattutto a letto. E che avrei dovuto trovare delle prove. Già, prove. Ragionai. La vendetta di qualcuno? Le vite di Ivanov ed Edgar Loy non potevano essere più differenti. Non avevano interessi in comune. Nemmeno il lavoro poteva in qualche modo averli fatti incontrare. Dalle analisi degli informatici nemmeno dai loro pc e cellulari vi erano stati interazioni. Apparentemente non si conoscevano.

 

Commento:

questo mese per la rubrica Questo volta leggo… creata dai blog La lettrice sulle nuvole e Le mie ossessioni librose, dovevo scegliere un libro thriller e quale scelta per me non fu mai così facile?! Ma questa volta non mi è andata del tutto bene. Al fondo della recensione troverete l’elenco dei blog partecipanti. Mi raccomando seguiteci!

Un libro molto particolare e controverso: sarà difficile recensirlo ma ce la metterò tutta.

La storia che ci viene raccontata è molto particolare, originale e bella: ma non mi ha coinvolto come avrei pensato. Si parla di pedofilia e non sono riuscita a sentire il sentimento di schifo che avrei dovuto provare trattandosi di abusi su bambini. Si parla dei maltrattamenti su di loro ma sembra quasi una storia marginale. L’argomento principale sembra sempre un altro.

Mi piace il modo schietto che ha Adam di parlare; è inutile celarsi dietro alle belle parole. Ormai le parolacce vengono usate quasi da tutti gli adulti e sono quindi all’ordine del giorno. Adam è così! Adam usa le parolacce perché tutti i giorni vede cose orribili e sta a contatto con gente sporca che se si limitasse a dire parolacce sarebbe già tanto. La storia divisa in tre mi piace anche ma ci sono troppi personaggi e all’inizio non riuscivo a capire dove fossi e di chi stessimo parlando.

Nella storia poi ci sono alcuni avvenimenti di cui non ho ancora ben capito lo scopo: non sembrano avere un nesso con la storia principale, come ad esempio il caso di tutte quelle persone che si suicidano. Non ho ancora ben capito perché sia stato raccontato se alla fine il killer principale è il pedofilo.

Roy era oppresso dall’idea di commettere un’imminente cazzata. Guidava ma le mani gli tremavano. Come si faceva a guidare in quello stato? Avrebbe avuto bisogno di un tiro di coca. Non poteva permettersi di sbagliare. C’erano altre sei famiglie là fuori, distrutte da un dolore indescrivibile. Le prime bambine erano state rapite almeno tre mesi prima.

Tutto la sotira è sottolineata da una suspense che ci tiene incollati al libro, questo è una particolarità che mi è piaciuta molto. Ma poi arriva il finale dove tutto succede in fretta e gli avvenimenti non hanno un senso. Alla fine la domanda che mi è rimasta è stata: “Ma quindi chi era il protagonista?”.

Sono sincera: il libro non mi ha fatto impazzire: lo stile dello scrittore mi piace molto ma secondo me la storia è stata sviluppata male. Spero davvero che il suo prossimo libro sia più architettato.

Buone letture readers!

Ally nella tempesta

Ally nella tempesta – Lucinda Riley

Ally ha finalmente raggiunto la felicità: la sua carriera nel mondo delle barche a vela sta andando alla grande e finalmente ha trovato anche la sua dolce metà con la quale è contenta di condividere tutto, anche il suo lavoro che è la sua passione.

Ma proprio mentre sta passando un weekend da sogno con il suo Theo quando le arriva la notizia che suo padre, Pa’ Salt, è morto. Senza pensarci un attimo corre subito a casa per scoprire che non solo suo padre è morto ma è già anche stato sepolto, secondo le sue volontà, in mare. A parte l’eredità monetaria che viene lasciata loro e che verrà ministrata dall’avvocato di famiglia, a tutte loro figli viene lasciata una busta con gli indizi per ritrovare la loro storia, essendo tutte sorelle adottate. La pietra miliare creata in giardino segna le coordinate da dove partire per ognuna di loro.

Ad Ally però non interessa. E così parte per far ritorno dal suo Theo e dalla sua squadra che l’aspettano per cominciare la regata più importante del mondo. Ma durante quella maledetta regata qualcosa va storto. Ally è stata fatta scendere dopo la prima tappa, il mare è troppo mosso ed ingestibile, ma Theo, come capitano, deve restare ed è proprio mentre cercherà di salvare un componente della squadra che succede la tragedia. Ally viene avvisata che è stato recuperato un corpo dall’acqua caduto proprio quella notte. Il corpo è di Theo. Ally si trova davvero nella tempesta ora.

Il mondo di Ally e la sua felicità vengono spezzate un’altra volta. Come farà ora ad andare avanti? Le figure a lei più care sono scomparse e lei non ha più nulla e sicuramente non sente di avere più un posto dove stare. Il suo mondo è crollato ancora una volta e adesso le maniche dovrà rimboccarsele da sola.

E’ così che decide di seguire gli indizi lasciati da loro padre per capire da dove viene e chi era lei prima di essere Ally. Forse solo così riuscirà a trovare il suo posto nel mondo ora che tutto sembra perso.

 

“Quando alzai lo sguardo dal computer, era passata l’ora di pranzo. Avevo tenuto gli occhi puntati sullo schermo così a lungo che la carta da parati a righe sulle pareti mi apparve sfocata. Anche se non avevo assolutamente idea di cosa avessi a che fare con una vicenda di centotrenta anni prima, quella lettura mi aveva affascinata. Al conservatorio di Ginevra avevo letto la vita di molti compositori e studiato i loro capolavori, ma quel libro riportava in vita un’intera epoca. E mi entusiasmava il fatto che fosse stato Jens Halvorsen a suonare le battute iniziali alla prima assoluta di una delle mie opere preferite.”

 

Commento:

Questo è il libro che  ho scelto per la rubrica Questa volta Leggo che chiedeva di scegliere e leggere un libro Romance!

Non ho nascosto il fatto che il primo libro di questa serie, Le Sette Sorelle,  sia stato una bellissima scoperta. La scrittura, fin dall’inizio, è capace di avvolgerti nelle sue descrizioni e non ti lascia più scappare. La descrizione delle ragazze è talmente dettagliata, studiata e descritta in modo preciso che mi sembra di conoscere queste sette ragazze come se io fossi sempre stata lì con loro.

Vogliamo parlare poi della grande abilità dell’autrice di scrivere la storia nella storia? Credo che sia già difficile per uno scrittore creare ed articolare una storia soltanto. Lucinda, addirittura in questo capitolo, ne articola e ne fa combaciare tre, solo con l’intento di descrivere meglio la vita di alcuni personaggi marginali.

La grandezza di questa autrice è il capire che descrivere queste storie ci farà entrare più in sintonia con loro e ci farà capire molto meglio il loro carattere. In questo capitolo, se lo leggerete, ne avrete un esempio chiaro con il padre di Thom. Come dice sempre Pa’ Salt, bisogna sempre guardare i due lati della stessa medaglia.

Che caratterino è fuoriuscito da quella che sembrava una ragazza molto tranquilla e sempre sulle sue. Per ora ha superato la mia stima nei confronti di Maya, e magari chissà, andando avanti le prossime sorelle mi faranno lo stesso effetto.

E che dire di Theo?! Non avete idea di quante lacrime io abbia versato quando ho letto della tragedia. Non era giusto. Sarebbe stato un amore perfetto, ma non vi dico altro per non svelarvi troppo. E quindi ancora non vi ho convinto? Dovete subito iniziare questa serie.

Buone letture readers!!