Crea sito

Review

Cavie. Identità

Cavie. Identità – Liliana Marchesi

Cora è riuscita a sopravvivere al folle esperimento a cui l’hanno sottoposta e a fuggire dalla struttura in cui era rinchiusa. Ma è davvero libera? Ciò che ha scoperto durante la fuga ha messo in dubbio ogni verità a cui pensava di essere giunta, soprattutto quelle riguardanti la sua identità.

Per questo, con l’aiuto di Roger, un uomo che sostiene di conoscerla, e della sua squadra pronta a tutto, decide di fare ritorno al luogo dove il suo incubo peggiore ha avuto inizio.

Riuscirà Cora a mettere fine agli esperimenti della KCALL e a svelare il mistero che la riguarda per ritrovare finalmente se stessa?

 

Recensioni di “Cavie. Identità”:

Avevamo lasciato Cora, la nostra protagonista nel bel mezzo della storia. Cosa sarebbe successo ora alla nostra cavia, senza un posto dove andare e senza sapere chi è davvero? Vediamolo subito attraverso la rubrica creata da Chiara e Rosy.

In questo nuovo capitolo sembra che l’intento sia rispondere a questa ultima domanda: chi è davvero Cora?! Qual’è la sua vera identità? La risposta non appare semplice. A lei si affiancano un gruppo di ragazzi che le dicono di essere suoi amici e di essere in combutta proprio con lei per l’eliminazione della KCALL. Lei in realtà non sarebbe Ora, ma una certa Isabel che, attraverso un dispositivo iniettato nel corpo della cavia, avrebbe preso possesso del corpo di Cosa.

Verrà spiegato come funziona questo dispositivo e verranno mostrati i poteri e gli effetti che si hanno. Cosa sarebbe successo se la mente di una persona fosse stata iniettata nel corpo di un clone potenziato? Avrebbero davvero potuto distruggere questa azienda dall’interno e questa sarà l’obiettivo comune, anche a Cora/Isabel.

Ma se tutto quello che credete di sapere fosse nuovamente una bugia?

Cora si ritrova nella posizione di non sapere più a chi credere e una serie di eventi entusiasmanti e intricati vi terrà incollati al libro fino a che non capirete qual’è davvero la verità che si cela dietro alla creazione di questo dispositivo. Il libro racconta quello che avviene empiricamente quando si legge: io mi sono immedesimata così tanto che ad un certo punto non sapevo se io fossi davvero io. Ti crea un dubbio, ti coinvolge nella sua storia e nel suo “non sapere”. Nella sua ricerca della verità e della cosa giusta da fare. Ho amato particolarmente la figura di Andrea (attenzione: proprio Andrea e non Cora) è la persona che più cresce in tutta questa storia. Alla fine scopriremo come è partita e come è cresciuta fino a diventare un’altra donna: forte e saggia.

La scena finale ha fatto piangere anche me, anche se non mi aspettavo il dettaglio finale così lontano dall’idea di fantascientifico. Unico spassionato consiglio: leggetelo in un weekend. Finirete, altrimenti, a perdervi tra i nomi e i corpi cambiati. E’ un bellissimo libro e non farete fatica a finirlo in breve tempo.

Libri Consigliati: Illuminae, Bringer.

Le piume del drago

Le piume del drago – Lorenzo Visconti

Lorenzo Visconti detto il Drago continua a “non” essere un investigatore privato: non ha licenze ufficiali e nemmeno regole (tranne le sue). Ex sbirro che ha avuto qualche problema con la divisa e le istituzioni, il suo ufficio è un bar in via Gluck a Milano. Ed è lì che una mattina di luglio si presenta Valeria Zamperini chiedendogli di trovare la sorella scomparsa da cinque mesi. Iniziano così le indagini del Drago, aiutato dal socio Jamel, giovane francese mago dei computer, sulle tracce della ragazza.

Nel frattempo un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po, dove uccide le sue vittime con un macabro rituale. A indagare sugli omicidi ci sarà una vecchia conoscenza del Drago: il maresciallo Barillà, del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Milano.

Due casi in apparenza molto distanti, ma che si riveleranno intimamente collegati.

Con Le piume del Drago Lorenzo Visconti ci riporta in una Milano rovente, violenta e sporca, alternando le luci della città ai paesaggi del grande fiume malato, depredato e sfruttato dall’uomo, e alle parole di un vecchio pescatore.

Recensione di “Le piume del drago”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento del GdL – L’assassino è il maggiordomoPer questo mese abbiamo deciso di continuare con la lettura della serie del Drago, ex poliziotto incastrato ed accusato di omicidio e che poi si è riscattato facendo trovare il vero colpevole.

Questa serie è molto interessante per diversi punti. In tanto l’autore scrive sotto lo pseudonimo di Lorenzo Visconti, che è proprio il nostro protagonista. Come fosse lui stesso a raccontare cosa accade nella sua Milano. Il secondo punto molto interessante di questa serie è che vengono trattati temi un po’ dolenti come quelli in cui centrano le mafie. Queste organizzazioni vanno ad interferire nella vita quotidiana delle grandi città, rovinando tutto ciò che conta e Lorenzo ha il coraggio di raccontarle e portarcele. Credo che nelle sue storie inventate ci sia come un fondo di verità: vengono costruiti edifici potenzialmente benefici per la città, ma vengono nascosti dei segreti; oppure eventi che si rivelano catastrofici per l’ambiente vengono insabbiati dai poteri forti.

Credo che sia giusto narrarli e rendere pubblici questi problemi quotidiani, anche se con fatti e personaggi inventati. Quindi dico grazie a tutti gli autori che hanno il coraggio di trattare questi argomenti molto delicati.

Tornando a questo secondo capitolo l’autore ha reso molto più coinvolgente il secondo caso, quello che il Drago tratta come detective privato (non troppo legalmente) è la cosa mi è piaciuta molto. La scomparsa di Marina ha gettato sua sorella nello sconforto. La polizia aveva già provato a trovare delle tracce senza risultati. Ma lei non si arrende e, sotto consiglio di Lara, si rivolge al Drago, che tutto può. Ho trovato solo un po’ noioso la parte iniziale che riguardava il fiume, ma perché per essere precisi e per far capire al lettore cosa voleva dire bisognava entrare bene nei dettagli. E’ giusto, ma l’ho trovato ugualmente troppo lungo. La seconda voce questa volta non è quello di Jamel, ma proprio dell’assassino che Barillà, conoscente del Drago, sta cercando in ogni luogo. Ma questo assassino si può ritenere tale se uccide solo chi vecchi colpevoli con accuse insabbiate?

Per quanto riguarda i personaggi, adoro l’amicizia di Jamel e la loro contrapposizione secondo i pregiudizi, e adoro molto di più il fatto che loro trattino la cosa con risate e scherzi. La storia con Lara invece inizia a prendere una piega inaspettata. Davvero il Drago prova dei sentimenti per una donna? Mi sa che nel prossimo capitolo lo scopriremo.

Leggete anche le recensioni di Punto di lettura e Ladre di libri al centro del caos.

Buon Anno Nuovo a tutti, che sia migliore e che porti un briciolo di serenità in tutti noi. Possiamo dire addio a questo difficile 2020!

Libri Consigliati: Il morso della vipera, Ogni giorno ha il suo male.

 

Croce d’argento

Croce d’argento – Ilaria Varese

A Los Angeles Gwen sembra aver trovato un nuovo equilibrio. Lavora al Revel’s pub, va in palestra e frequenta l’Alfa della contea, con il quale ha una proposta di matrimonio in sospeso.
Apparentemente la sua vita funziona, ma l’instabilità emotiva di Chase, che lo trascina in un baratro fatto di perdizione e droga, complica le cose. Gwen non può abbandonarlo una seconda volta, a costo di scontrarsi con Christian e con tutto il suo branco.

Quando anche le pressioni di Nicholas si fanno sempre più insostenibili, la giovane dai capelli color della luna trova rifugio in Jayden e nel suo gruppo. Ben presto, però, si accorgerà che c’è una minaccia più spaventosa dell’assassino di suo padre, un predatore silenzioso che ha tessuto la rete intorno a lei ed è pronto a chiuderla nella sua morsa, in una trappola senza via d’uscita. Tutte le bugie crolleranno, creando un effetto domino dalle conseguenze devastanti e irreversibili.

Dopo Luna d’Inverno e Bacio di Fuoco, Croce d’Argento cambia tutte le regole per abbattere ogni certezza. Riuscirà Gwen a salvare le persone che ama senza perdere se stessa?

Recensione di “Croce d’argento”:

Buongiorno a tutti, la fine dell’anno è arrivata ed è sempre più vicina. Meno male che i libri ci accompagnano sempre. Oggi la mia recensione sarà per Croce d’argento, terzo libro della saga Winter Fe’ di Ilaria Varese. Questa serie intera è stata una vera scoperta. Solitamente non mi fanno impazzire i libri sui lupi mannari (come quelli sui vampiri) perché in giro ce n’è davvero tanti e le storie sono un po’ inflazionate.

Questa serie invece è stata completamente diversa fin dall’inizio. Gwen è un personaggio insolito: non è la solita super figa, tacchi e minigonna che fa impazzire il cuore di tutti i ragazzi che la circondano e non è nemmeno la solita ragazza sfigata e bruttina che non verrebbe guardata mai da nessuno. Lei sta nel mezzo (e se fa impazzire i ragazzi a causa del suo sangue, certo non è colpa sua). Ecco perché ci è così facile affezionarci a lei, anche se non ci è così poco simile.

In questo capitolo, però, i personaggi compiono una specie di regressione. Quì, nessuno riesce a maturare o ad imparare qualcosa e al contrario tutti sbagliano in qualcosa, nell’atteggiamento o nelle parole o nel non comprendere qualcosa, tanto che la fine è la conseguenza degli errori di tutti. Christian è molto concentrato sui doveri che gli sono imposti dal proprio cognome e quasi si dimentica dell’amore che lo ha sempre legato a Gwen. Gwen invece certo non gli rende le cose facili. Lei e il suo carattere duro e la sua voglia di risolvere i propri problemi senza chiedere nulla a nessuno, fanno sì che gli eventi peggioreranno sempre più, facendo loro prendere una via senza ritorno. Vogliamo poi parlare di Chase? Nel suo cercare di prendere finalmente in mano la propria vita continuerà a sbagliare con le persone che attorno gli vogliono più bene e a poco varranno le sue scuse se poi l’atteggiamento non cambierà.

Da leggere assolutamente!

Diciamo che questo capitolo è proprio una transizione degli eventi: quì le cose stanno svolgendo verso l’oblio e verso l’irreparabile. E’ stato un libro difficile da leggere (a livello emotivo) e la fine non è quella che tutti ci aspetteremo, ma quella giusta per poter ricominciare un nuovo capitolo di cambiamenti.

Super consigliata tutta quanta la saga ( e se vi prenderà come ha preso a me in una settimana li avrete già finiti. Sì perchè questo l’ho di nuovo finito in due giorni). Ora interpellerò Ilaria dandole massimo 3 mesi per far uscire il nuovo capitolo, se no le conseguenze per lei saranno più drastiche di quelle prese per Gwen ;P

Libri Consigliati: Luna d’inverno, Bacio di fuoco.

Pubblicato in Review | Commenti disabilitati su Croce d’argento

Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso

Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso – Nancy Springer

Enola Holmes non augurerebbe a nessuno di essere la sorella minore dei due zucconi inglesi più famosi al mondo. Mycroft e Sherlock Holmes. Che la guardano sempre dall’alto e la credono una femminuccia capricciosa. Per fortuna la loro madre la pensa diversamente…

Quando però la donna scompare nel nulla, le cose per Enola precipitano e i fratelli decidono di spedirla in collegio, convinti che quel posto farà di lei una docile signorina. Ma Enola, che non ha mai obbedito a Mycroft e Sherlock un solo giorno in vita sua, non inizierà certo adesso. E se quei due sono troppo ottusi per aiutarla nella ricerca della madre, ci penserà lei a indagare. Così, in sella alla sua bicicletta, Enola fugge di casa e si mette in viaggio verso Londra.

E se sulla strada dovesse imbattersi nello strano rapimento di un giovane marchese, be’… sarebbe l’occasione perfetta per dimostrare quanto risolvere casi sia elementare, per una Holmes! Tra intrighi, indagini e inseguimenti mozzafiato, con questo romanzo iniziano le avventure di un’eroina intelligente e caparbia, capace di farla sotto il naso dello stesso Sherlock Holmes.

Recensione di “Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso”:

Buongiorno a tutti, oggi voglio parlarvi di questa opera molto divertente e leggera, da leggere con spensieratezza e da far leggere anche ai nostri ragazzi, per la felicità di Chicca :P.

Enola è un personaggio creato all’avanguardia per il suo periodo. Ci troviamo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. La donna ovviamente aveva da sempre e ancora un ruolo marginale nella vita quotidiana: vengono ritenute non in grado di agire sotto ragione e sono ancora sotto la potestà del marito. Non viene loro attribuita nemmeno l’eredità, ma solo l’usufrutto. Qualcosa inizia a smuoversi tra le donne, ma l’emancipazione è ancora lontana.

Enola però viene cresciuta unicamente da sua madre con l’idea che da sola riuscirà ad ottenere tutto quello che vorrà dalla sua vita. Enola infatti al contrario si legge Alone (= sola). Da sola questa ragazzina potrà andare molto lontano.

Enola viene lasciata sola da sua madre il giorno del compleanno e i suoi fratelli, venuti in suo “soccorso” la sottovalutano, ritenendola una ragazzina poco educata a causa delle mancanze della madre e da rimettere in riga. Enola, però, possiede l’ingegno e l’astuzia di suo fratello Sherlock, e non volendo stare alle loro regole decide di scappare e prendere in mano la sua vita. Oltre ad essere un bel libro, scritto bene e coinvolgente, Enola Holmes è un esempio di ragazza avventurosa che decide di affrontare le sue paure per vivere la sua vita come vuole e non come gli altri la vogliono per lei.

Ho odiato nel mio profondo il personaggio di Mycroft e anche quello di Sherlock non mi è stato molto simpatico. Però penso che sia ben descritti per il tempo in cui vivono. Una famiglia comunque abbiente con due figli maschi cresciuti nell’idea di ereditare tutto perché l’uomo (come genere) è più potente e solo egli ha diritti.

Assolutamente consigliato e sicuramente continuerò la serie. Unica pecca: la copertina del primo libro è stata presa dal film ed è diversa dalla serie (che odio!).

Libri Consigliati: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Il morso della vipera.

Pubblicato in Review | Commenti disabilitati su Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito – Salvatore Basile

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre.

Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.

Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui.

Ora c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.

Recensione di “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento di “Tu Leggi? Io scelgo!”. Questo mese la scelta è ricaduta sul blog di MariaRosaria e devo dire che la è stata ardua, dati i tanti libri che avrei potuto scegliere di leggere, ma mi sono fatta attrarre da questo strano libro che normalmente avrei saltato a piè pari.Grazie istinto e grazie Mary che invece me lo avete fatto scoprire.

Sì, perché questo libro è stata una vera sorpresa. Già dalle prime pagine non si può non iniziare a provare emozioni di qualsiasi tipo e, a volte contrastanti tra di loro. Ogni personaggio descritto all’interno è capace di darti un insegnamento e di essere ispirazione per i fatti della tua vita quotidiana. Michele è un protagonista molto controverso che subisce una crescita personale repentina e netta. Non è un personaggio della quale si prova empatia subito: ha un carattere molto chiuso dovuto al suo trascorso, ma è capace di farti affezionare nel tempo insieme alla sua crescita. Elena invece è una bomba ad orologeria: è la classica persona che normalmente possiamo conoscere nella nostra vita quotidiana, che sorride sempre ed è sempre positiva, ma che nasconde un grande dolore.

Lei è riuscita a crescere e lo ha fatto da sola, ma il suo vero scopo nella vita era quello do trovare Michele e far crescere lui. Dargli degli insegnamenti importanti che non aveva ancora appreso.

Il mio personaggio preferito, però, è stato Roberto. Sì perché è lui mi ha ricordato quelle persone che si incontrano normalmente nella vita. Un cuore gigantesco, ma diffidente, prudente, perché nella vita è facile trovare qualcuno che ti possa imbrogliare. Che ti faccia pensare di essere felice e sereno e che poi si riveli tutt’altro, come i due ragazzi che pensavamo avrebbero aiutato Michele nella ricerca di sua madre.

Il finale, poi, è proprio quello che mi ci voleva per ritornare a sperare (non posso dirvi altro ma se leggerete il libro, capirete il perché).

Potrei stare ore qui a parlarvi delle grandi emozioni che mi ha dato questo libro, degli insegnamenti che sento dentro che mi ha dato questo libro. Della scrittura un po’ ricercata, con termini a volte non comuni, ma efficaci, che mi sono arrivati dritto al cuore. Il mio vero consiglio, però, è quello di trovare un po’ di tempo per provare a leggerlo e provare a scoprire cosa c’è dietro alle persone. Perché secondo me questo è l’insegnamento più grande che può dare questa lettura.

Libri Consigliati: La strada in fondo al mare, Tutto sarà perfetto.

Magic

Magic – V.E. Schwab

Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia.

Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura.

Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…

Recensione di “Magic”:

Spinta dalla curiosità di aver letto recensioni di amiche su Magic e la sua serie (per esempio Chiara eh?! :P), ho intrapreso anche io la sua lettura e direi che la scelta è stata proprio azzeccata. Avevo letto, mesi fa, un altro libro della stessa autrice che mi era piaciuto ma non mi aveva entusiasmato troppo. Questo invece l’ho davvero adorato.

Il personaggio di Kell mi è piaciuto tanto: un lato un po’ misterioso e quel conflitto interno di chi vorrebbe sentirsi parte di una famiglia, ma al contrario si sente un oggetto di sfoggio per quelli che sono i reali della sua città. Lui vive nella Londra Rossa, quella più prosperosa e dove la magia è più comune, ma ama collezionare oggetti che arrivano da ogni Londra, anche questo sua passione non è ben vista dal “fratello” Rhy, che lo ritiene un gesto pericoloso per i mondi.

Lila è un personaggio molto particolare, a tratti la sua descrizione mi ricordava un po’ Peter Pan. Piccola, minuta, che cerca di mescolarsi nella popolazione di Londra Grigia, facendosi passare come uomo. Lei è un’abile furfante e, scappata da suo padre, cerca di sopravvivere come può, con furtarelli in giro per la città. Ma Lila sogna l’avventura, sogna un’occasione per poter scappare dalla sua vita, vorrebbe rubare una barca e poter diventare un pirata. Quando incontra Kell per caso, ecco che la sua occasione per un’avventura e una svolta le si apre davanti agli occhi e per nulla al mondo se la lascerebbe scappare, nemmeno se per farlo potrebbe rimetterci la vita.

Ho amato la contrapposizione tra questi due personaggi descritta molto bene in Magic: uno in cerca di una casa e di una famiglia che lo accolga con amore e non come un oggetto, e l’altra in cerca di una fuga, di qualcosa che la faccia sentire viva e non ancorata alla sua solita routine odiosa.

Il personaggio di Holland è stato il personaggio della crescita: all’inizio non si può non odiarlo per il suo comportamento e per la sua lotta con Kell. Arrivati alla fine del libro, invece, vi assicuro che cambierete idea su di lui e vi farà anche molta tenerezza (non posso dirvi altro per non rovinarvi il finale :P).

Ho adorato anche la storia, come sapete amo i libri che parlano di magia in ogni sua forma e in Magic ne è la protagonista, la scrittura dell’autrice, poi, mi ha sorpreso in positivo. Sono contenta di averle dato un’altra possibilità e, vi dirò di più, non vedo l’ora di continuare la saga (cosa che succederà molto presto :P).

Il finale penso che, per quanto potessero essere diverse le mie volontà, sia davvero azzeccato e coerente con i personaggi descritti.

Libri consigliati: La chimera di Praga, Evil.

 

Pubblicato in Review | Commenti disabilitati su Magic

Le segnatrici

Le segnatrici – Emanuela Valentini

Le cose che nascondiamo a noi stessi possono ucciderci. O salvarci. Il ritrovamento delle ossa di Claudia, bambina scomparsa ventidue anni fa, richiama a Borgo Cardo, nell’Appennino emiliano, Sara Romani, chirurgo oncologico di stanza a Bologna. Per lei il funerale è una pericolosa occasione di confronto con un passato da cui è fuggita appena ne ha avuto la possibilità. Al ritorno nella routine bolognese, il desiderio è quello di dimenticare.

I segreti, gli amici d’infanzia rimasti inchiodati a una realtà carica di superstizioni e pregiudizi, le ossa di una compagna di giochi riemerse da un tempo lontano. Finché scompare un’altra bambina: Rebecca. Sara ha avuto giusto il tempo di conoscerla. Dopo il funerale Rebecca le ha curato una piccola ferita secondo l’antica tradizione della segnatura e adesso Sara è in debito con lei. Un legame che sa di promessa. Un filo rosso che unisce il passato di Sara, schiava della convinzione di dover salvare tutti, con un incubo appena riemerso dall’oblio. Mentre il paese si mobilita per ritrovare Rebecca, la donna è costretta a tornare.

È l’inizio di una discesa negli inferi dell’Appennino, un viaggio doloroso nelle storie sepolte nel tempo attraverso strade, boschi, abitazioni e volti che lei aveva imparato a cancellare dalla memoria, e che ora diventano luoghi neri in cui cercare una bambina innocente. Quale oscuro mistero si cela dietro la secolare tradizione delle segnatrici?

In una sfrenata corsa contro il tempo per scoprire chi ha rapito Rebecca e riuscire a salvarla prima che sia troppo tardi, Sara dovrà scendere a patti con una parte di sé messa a tacere ventidue anni prima. A costo di perdersi nel labirinto dei ricordi e non trovare più la via d’uscita.

Recensione di “Le segnatrici”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento del Gruppo di Lettura, L’assassino è il maggiordomo, creato da me. Se sei appassionato alla lettura del genere giallo/thriller, qui potrai condividere con noi questa passione e la scoperta dell’assassino. Ti stiamo aspettando 🙂

Questo mese il libro in questione era Le segnatrici di Emanuela Valentini e per me è una bocciatura totale. La protagonista Sara è assolutamente un personaggio ambiguo e mal descritto. Si interessa ad un caso di sparizione nella sua vecchia città in senso di riscatto per l’amica, scomparsa quando lei era piccola, e per un senso di debito. Ma quali sono le sue capacità per potersi improvvisare investigatrice, a parte sentire delle voci nella testa che la indirizzano al continuare? Nessuna!

Tanto che rischia di compromettere le prove, porta la polizia a risultati sbagliati e rischia lei stessa la vita. E la sua amica poliziotta cosa fa? Le dice continuamente di smettere e di non continuare perché non è addestrata. Ma davvero? Lavori nella polizia, stanno mettendo disordine e tu le recrimini il fatto di non essere addestrata? Inverosimile.

Mi dispiace poi perché l’autrice sembra voler inserire nelle varie descrizioni dei luoghi frasi filosofiche, facendo diventare lo scritto troppo pomposo. Ricordiamoci che stiamo scrivendo un thriller. L’esempio lampante è quando descrivendo la casa della vecchia dice (non con le medesime parole, ma il significato è quello) che la casa è protetta dalle montagne e mai vento, né bufere di neve e né altro potranno scalfirla. Infatti, da che mondo è mondo, la montagna non ha mai distrutto case a causa di frane, tempeste, incendi etc, vero? (questa era ironica).

Mi è sembrato che la scrittrice volesse esagerare, forse per paura di essere banale, arrivando però al punto di esagerare in ogni aspetto: descrizioni, dialoghi e personaggi. Questo è il mio pensiero.

Il finale non è nemmeno così tanto chiaro e vengono lasciati dei dettagli al caso (non posso dire di più perché farei spoiler). L’assassino non l’avevo indovinato, in effetti, ma giuro che sarebbe stato davvero difficile a causa della confusione della storia.

Voto 2, perché “1” lo do solamente ai casi gravi, dove vorrei chiudere già dalle prime pagine il libro perché noioso.

Libri consigliati: Il buio dentro, Scomparsa.

La nona casa

La nona casa – Leigh Bardugo

Galaxy “Alex” Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent’anni, è l’unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l’impensabile.

Ancora costretta in un letto d’ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo.

Dov’è l’inganno? E perché proprio lei?

Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto “tombe” senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street.

E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.

Recensione di “La nona casa”:

Buongiorno a tutte e benvenute nel mio piccolo mondo. Oggi purtroppo la mia recensione sarà negativa. Sono stata spinta a leggere questo libro dalla mia curiosità. La maggior parte delle blogger che conosco ha letto questo libro e i pareri erano discordanti, più a favore che contro. Io invece non mi ci sono proprio trovata.

L’idea generale del “La nona casa” mi piaceva molto, adoro tutto ciò che parla e riguarda la magia in genere: pozioni, incantesimi (anche se non chiamati così :P). La penna della Bardugo non è nemmeno così male e le descrizioni mi sono piaciute. Quando Alex soffriva per le botte ricevute giuro che mi sono alzata dal divano come se fossi io ad essere dolorante.

Passiamo, però, alle noti dolenti. Purtroppo ho trovato la storia molto confusa. All’inizio non riuscivo a capire se stesse ancora parlando del presente o del passato. Non riuscivo a ricordare i nomi (ci sono anche tanti personaggi) e quindi non riuscivo a mantenere la linea della storia. Ultimo, ma non per questo meno importante, la trama non partiva. Era noioso e io non riuscivo davvero a trovare la voglia di continuarlo. Ci ho messo circa un mese a finirlo e nel frattempo ho terminato altre 4/5 letture.

La fine poi (dal 75% in poi) è stata una sorpresa in positivo. Davvero originale e non credo che ci sarei mai arrivata. Sono riuscita anche ad affezionarmi a qualche personaggio come la Daws e Alex stessa, che prima era rimasta molto enigmatica.

Penso che in futuro le darò un’altra possibilità. Ho letto che ha scritto parecchie opere. Adesso però sono rimasta scottata un po’ in negativo. (Scusa Chiara ahahahah :P)

Libri consigliati: La chimera di Praga, Caraval.

La sesta opera

La sesta opera – Luca Centi

1863, New Orleans. Lavinia ha quindici anni e vive a villa Menard con zia Sabine fin da quando è rimasta orfana.Ma la famiglia Menard non è come le altre, fa parte delle cinque Famiglie eredi della Sibilla che anticamente ha scisso il suo Potere creando così le cinque Opere. Lavinia viene cresciuta come una Scevra, una semplice umana senza alcun dono, nel disprezzo della zia che non fa altro che definirla Mezzosangue.

Nessuno conosce però il segreto della ragazza: nonostante non sia mai stata preparata per fare il suo ingresso nel Conclave delle Sibille, riesce comunque ad accedere al Limbo, la realtà che i Testimoni delle Opere del Futuro e del Passato proteggono.

A Lavinia basta canticchiare mentalmente una Filastrocca per ritrovarsi in quel luogo incantato e poter scorgere attraverso i due Veli del Tempo.Il giorno dell’iniziazione di Claudia e Marcus, inaspettatamente però accade qualcosa di terribile e un’entità oscura annuncia che i cancelli del Limbo sono definitivamente chiusi. Solo Lavinia riesce ancora a creare un varco tra i due mondi e con l’aiuto di Marcus e Alistair, il primogenito di zia Sabine disconosciuto perché figlio di un amore proibito, scoprirà la terrificante verità su chi si cela davvero dietro le oscure ombre che hanno invaso il Limbo con lo scopo di soggiogare anche il mondo reale.

Recensione di “La sesta opera”:

La sesta opera è un fantasy nuovo, con una storia mai letta ed originale, nato dallo studio dell’autore sul quartiere francese di New Orleans e sulla cultura creola. Il romanzo ha una scrittura semplice e che arriva subito ai sentimenti. Fin dal principio mi sono legata al personaggio di Lavinia, protagonista, che fin da piccola ha avuto la sventura di perdere entrambi i genitori e dover andare a vivere con la zia. Una zia fredda e calcolatrice che non nasconde il fatto che Lavinia per lei sia un peso.

I personaggi sono davvero realistici in ogni loro emozione, fin da subito avevo capito che il cugino Marcus, anche se messo in mezzo dalla zia a bugie e intrighi, sarebbe stato uno dei “buoni” della storia e mi è piaciuto subito, ha sempre protetto Lavinia, in fin dei conti. Non ho mai sopportato, invece, la zia Sabine, troppo fredda e austera e rancorosa nei confronti della nipote. Odiosa che di più non si può.

Le ambientazioni e le loro descrizioni sono davvero stupende. Ho amato quelle parti dove veniva descritta la villa, in particolar modo la biblioteca, e il quartiere creolo. fatto di queste capanne molto spartane ma ricche di cultura e del valore del rispetto della propria gente. Non so se l’ho reso proprio chiaro, ma nel caso ribadisco che ho amato la sua scrittura :P.

Credo poi che la storia sia unica nel suo genere, molto ben pensata e studiata. Curiosa come sono penso che avrei voluto ereditare l’Opera del Futuro, ma anche quella della mente mi attira molto, perché non un miscuglio allora :P.

Mi dispiace solo che siano stati poco descritte le Opere della vita e della morte. Non essendo, forse, i protagonisti della storia sono stati un po’ relegati a semplici menzioni. Mi sarebbe piaciuto se nel corso del racconto si fossero approfonditi anche quei temi e curiosità. In più credo che la parte della sesta opera sia stata un po’ troppo breve e descritta troppo di sfuggita. Va bene essere legata ad un alone di mistero ma mi è sembrato un po’ eccessivo, visto che l’autore ha descritto molti dettagli anche più piccoli molto bene. Mi ha dato l’impressione di essere lasciata un po’ troppo al caso.

Sono certa per che il secondo capitolo spiegherà meglio i dettagli e questi miei quesiti avranno sicuramente un riscontro. In effetti bisogna lasciare un po’ di materiale per il secondo capitolo no?!

Nel frattempo vi lascio i link per altri due fantasy straordinari sempre della stessa casa editrice. Buone letture 🙂

Libri consigliati: Luna d’inverno, Bringer.

Ringrazio La Corte per la copia omaggio del libro.

La legge del drago

La legge del drago – Lorenzo Visconti

«E questo dove sta scritto?»

«Da nessuna parte: è la legge del Drago. Se non la rispetti ti spezzo le ossa.»

Lorenzo Visconti, detto il Drago, è un poliziotto della questura di Milano che dopo essere stato incastrato per un delitto che non ha commesso, vede andare in frantumi la propria carriera. Rilasciato in attesa di processo ha un solo obiettivo: scoprire il vero colpevole.

Senza lavoro e senza prospettive, non gli resta che mettere l’esperienza e il fiuto da ex sbirro a disposizione del miglior offerente, legale o illegale che sia.

Quando però viene assunto per indagare sull’apparente suicidio di una ragazzina in un parco, si trova invischiato in una storia più grande di lui che lo proietta in un incubo di marciume e violenza. A coprirgli le spalle la sua ex collega Lara Serrano e Jamel Blanchard, un francese dalla pelle scura con la fissa per le nuove tecnologie.

La legge del Drago è un noir dai toni forti, in una Milano corrotta e spietata, nel pieno di una crisi economica che sta per devastare le esistenze di molti.

Recensione di “La legge del drago”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento di L’assassino è il maggiordomo, GdL nato per condividere assieme la passione per i libri gialli e per il tentare di scoprire l’assassino.

In questo capitolo, devo dire, che la scelta a metà mese su chi poteva essere l’assassino è stata ardua. Arrivati infatti a metà del libro le cose e le storie erano così intrecciate da non poter capire bene quale sarebbe stato l’epilogo del tutto. Il libro è molto particolare e la bravura dello scrittore è stata proprio quella di legarmi ai suoi personaggi e alle loro storie fin da subito.

I due personaggi sono in netta contrapposizione ed è per questo che, in maniera simpatica ci si lega subito a loro. Lorenzo è il classico bulletto che sta dalla parte del giusto e che pensa di poter risolvere tutti i problemi con le botte, ma è vegetariano (già questo non vi fa un po’ ridere?). Jamal è un marocchino francese buono e che viene vessato a causa della sua ingenuità. Proprio l’opposto di ciò che gli stereotipi ci fanno credere tutti i giorni :).

La storia mi è piaciuta davvero un sacco e tanto mi è piaciuto anche il tema della mafia italiana che si mescola con le grandi opere. Soprattutto a Milano, dove le grandi opere sono sempre di più. Un tema molto attuale e della quale ho sentito sempre poco parlare. Il racconto poi viene raccontato secondo due punti di vista differenti. Quella del Drago, Lorenzo Visconti, e del suo amico Jamal. Entrambi raccontati in prima persona. Scelta particolare, non credete? Solitamente i punti di vista sono sempre la parte del buono e la parte del cattivo. Qui invece entrambi sono dalla parte del buono ma raccontano le cose secondo due prospettive diverse. Scelta molto curiosa e davvero simpatica :).

Il libro è super consigliato e con il gruppo penso che continueremo la serie. Se volete partecipare vi aspetto a L’assassino è il maggiordomo :P.

Buona festa di Halloween a tutti :).

Libri consigliati: Ogni giorno ha il suo male, Il mercante di libri maledetti.