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I battiti dell’amore

I battiti dell’amore – Jewel E. Ann

Flint Hopkins è convinto di aver trovato la persona ideale a cui affittare lo spazio sopra il suo studio legale a Minneapolis. Spera ardentemente che la proposta di Ellen Rodgers vada a buon fine: le sue referenze sono ottime ed è persino di bell’aspetto. Ma quando Flint scopre che la ragazza passa le sue giornate a suonare… tutte le sue attese crollano. Ellen, infatti, è una terapeuta che usa la musica per aiutare i suoi pazienti. Tamburi, chitarre, persino urli a squarciagola.

Flint è sul punto di scriverle una di quelle lettere degne di un avvocato d’assalto come lui, quando si accorge che a suo figlio, Harrison, affetto da una forma di autismo, Ellen sembra piacere molto. Un padre single non può certo competere con l’allegria contagiosa di una ragazza che suona la chitarra, ammaestra topolini e ha sempre il sorriso stampato sul viso. Purtroppo tende anche a invadere gli spazi di Flint…

A sistemargli la cravatta, ad abbottonargli la camicia… Una cosa è certa: deve starle lontano!

Recensione di ” I battiti dell’amore”:

Buongiorno a tutti e buon inizio settimana. Ci credete che anche Maggio sta giungendo al termine? Sarà stata per colpa di queste restrizioni ma a me sembra che due mesi siano proprio volati. Siamo passati dal cappotto quando si usciva, alle insalate e alle diete per smaltire i chili accumulati in questa quarantena. Ma nel frattempo i libri ci hanno aiutato a sopportare meglio questa latitanza :).

Per parlare de I battiti dell’amore inizierò stroncando la copertina: non c’entra nulla con il racconto. La protagonista ha lunghi capelli rossi fluenti e occhi azzurri e direi che ha decisamente più anni della ragazza della copertina. Quanto non sopporto quando le due cose non combaciano per nulla. Mi sento quasi presa in giro. E il titolo? Scontatissimo! Per poi narrare qualcosa di divertente e spensierato e non un romance puro, ma ricco di note particolari.

Da questa premessa sembrerà che mi sia piaciuto il libro: non è del tutto così in effetti. La storia racconta la vita di un avvocato di successo con un passato da alcolista che, proprio a causa di questo problema, in un incidente stradale perde la moglie mentre lui era al volante. Sottomesso dal rimorso continua a vivere la sua vita escludendo qualsiasi tipo di gioia. Ma incontra Ellen, una ragazza che si occupa di musicoterapia, piena di vita e di gioia ma che nasconde anche lei un passato di tristezza dalla quale sta cercando di scappare.

Volete sapere come descriverei Ellen? Fastidiosa all’ennesima potenza! Se solo l’avessi conosciuta di persona l’avrei davvero detestata. Non rispetta gli spazi altrui e le regole altrui. Pensa di poter fare come vuole e di poter decidere le vite degli altri senza chiedere. E tocca. Tocca tutto: le persone, le cose, come se fosse tutto possibile perché le regole le detta lei.

Anche se nutro questa antipatia nei suoi confronti è stata una lettura piacevole e divertente e mi ha fatto impazzire il lessico schietto e quotidiano della nostra età. Non so se lo consiglierei a delle ragazzine, dipende dall’età e dalla maturità. La nota dolentissima è stato il finale. Un cliché dopo l’altro e una tiratura di forza per far sì che la storia avesse un lieto fine. Scontato e ritrito.

Sarei curiosa però di leggere altre opere dell’autrice. A patto che non siano troppo, troppo romance :p!

Libri Consigliati: Io prima di te, La moglie del califfo.

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La ragazza del dipinto

La ragazza del dipinto – Ellen Umansky

Vienna, 1939. Mentre lo spettro della guerra terrorizza l’Europa, i genitori di Rose Zimmer cercano disperatamente un modo per lasciare l’Austria. Non riuscendoci, decidono di salvare almeno la loro giovane figlia. Rose viene così affidata a degli sconosciuti e portata in Inghilterra.

Sei anni più tardi, quando la guerra è finalmente terminata, Rose tenta di ricostruire la propria vita devastata: si mette quindi alla ricerca di un quadro del pittore Soutine, appartenuto alla madre, e al quale la donna era legatissima. Sulle tracce di quel dipinto, diventato per lei quasi un’ossessione, Rose arriverà fino a Los Angeles e a Lizzie Goldstein, figlia di un famoso collezionista.

Tra Lizzie e Rose nasce un’amicizia inaspettata, destinata però a interrompersi bruscamente quando le due donne si troveranno di fronte a una verità dolorosa: un segreto che ha a che fare con il quadro di Soutine e che è rimasto nascosto per tanti anni.

Recensione di “La ragazza del dipinto”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento della rubrica Tu Leggi? Io Scelgo! creata da Chiara e Rosaria. Questo mese la scelta della lettura da fare è ricaduta sul blog di La ragazza in rosso. Ho pensato che sarebbe stato bello andare a leggere un libro che avevo sul kindle da tempo e che non avevo mai avuto il tempo di aprire e leggere. Sfoltiamo un po’ questa TBR!

Come vedrete poi dalle stelline assegnate la lettura non mi ha entusiasmato per niente.

La storia gira intorno a due protagoniste diverse. Rose è una ragazza ebrea che ha vissuto i suoi anni dalla seconda guerra mondiale fino ad oggi. La sua narrazione parte già dalla paura del nazismo in Europa e di come la poteva vivere una bimba al di sotto dei dieci anni. La partenza per l’Inghilterra, e della famiglia sconosciuta alla quale i genitori l’avevano affidata per salvarla e alla separazione dal fratello. Parla della vita nel dopoguerra, di come fosse difficile trovare lavoro perché la discriminazione razziale non era sparita del tutto e di come fosse difficile ritrovare quello che era rimasto della sua famiglia e della sua vita. Di un dipinto, che era stato il preferito di sua madre e che era andato disperso, rubato durante la guerra e mai più ritrovato.

Mi piace leggere racconti che parlano della seconda guerra mondiale. Il male di quegli anni dovrebbe essere letto e riletto poiché nessuno possa mai dimenticare ciò che è stato fatto e quindi leggo volentieri i racconti che arrivano a noi e che ci portano più prospettive di vita.

A questo racconto viene affiancato quello di Lizzie, una ragazza moderna cresciuta forse un po’ troppo viziata, alla quale è appena mancato il padre. Io questo personaggio proprio non l’ho sopportato, tanto da rovinarmi la lettura dell’intero libro. Partiamo dal presupposto che con Rose non c’entra nulla. Lei è una ragazza che ha sempre avuto tutto e alla quale lei ha reagito facendo la super viziata con il padre. Ha perso la madre in giovane età ma credo che proprio per questo sarebbe dovuta maturare prima invece che regredire. Ha sempre ricercato affetto in ogni uomo che trovasse considerandolo l’uomo della sua vita dopo un paio di giorni. E risultando solo frivola e capricciosa.

Conclusione?!

Cosa c’entra con la figura drammatica e forte di Rose? Perché accostarle insieme? A questo non ho trovato risposta. In sintesi La ragazza del dipinto mi ha un po’ deluso.

Se volete leggere qualcosa di meglio che riguardi la seconda guerra mondiale e il dopo, questi libri sono quelli che mi sono piaciuti di più.

Libri consigliati: La sarta di Dachau, La strada in fondo al mare

 

 

 

Guida Galattica per Dogsitter

Guida Galattica per dogsitter – Virginia Salucci

Nate su internet, le vignette di “sopravvivenza” di Virginia Salucci hanno avuto un immediato successo. Battute (e scene di vita vissuta) che insegnano a vivere con i cani e malgrado i cani…, per chi ne subisce il fascino e per chi ne subisce le furberie. Duecento vignette tra già viste su internet e completamente inedite.

 

Recensione di “Guida Galattica per Dogsitter”:

E’ una delle prime volte che mi approccio alla tipologia Fumetto come lettura. Devo essere sincera nel dire che mi piace molto ma faccio fatica a legarmi ad una serie poiché odio con tutta me stessa dover aspettare per leggere i vari proseguo e, a differenza dei libri, le serie dei fumetti sono molto più ampie.

Ho scelto questa lettura proprio perché autoconclusiva e poiché si parlava di animali (che io amo). Non ho mai pensato di fare la dogsitter in effetti, e penso che dopo questa lettura (e le immagini soprattutto terrificanti) credo di aver fatto bene (ahahahah). Scherzi a parte è stata una lettura sorprendente: mi ha fatto ridere e mi ha dato delle piccole nozioni sui cani che non sapevo e che mi ritorneranno assolutamente utili. Mi è piaciuta anche molto la sua matita nei disegni. Sono semplici e schietti e simpatici esattamente come i suoi racconti. Risulta tutto molto legato e con un senso logico.

 

Virginia in questo capitolo ha deciso di raccontare la sua vita da dogsitter: le sue avventure con i cani (e le loro famiglie) attraverso scenette molto simpatiche e dialoghi molto divertenti. Se vi piace il genere o volete iniziare ad approcciarvi ve lo consiglio altamente. Adattissimo anche per letture dei più piccoli poiché sono presenti cani, giochi finali davvero stupendi (che ho fatto anche io) e dialoghi davvero semplici. Ottima idea anche per un regalo!

Conclusioni finale? Ho rivalutato davvero tanto il lavoro del dogsitter!

Libri consigliati: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, E’ una specie di magia.

La malalegna

La malalegna – Rosa Ventrella

Teresa e Angelina sono sorelle diverse in tutto: tanto delicata, schiva e silenziosa è Teresa, la voce narrante di questa storia, quanto vitale, curiosa e impertinente è Angelina, la sorella più piccola.

Siamo all’inizio degli anni Quaranta a Copertino, nelle Terre d’Arneo, un’immensa distesa di campi coltivati nel cuore della Puglia. Qui, Teresa e Angelina crescono in una famiglia di braccianti, povera ma allegra e piena di risorse. I nonni sono dei grandi narratori, briganti, lupi e masciare diventano vivi nei loro racconti davanti al camino, mentre la madre Caterina ha ricevuto in sorte una bellezza moresca, fiera, che cattura gli sguardi di tutti gli uomini, compreso quello del barone Personè, il latifondista più potente del paese. “La tua bellezza è una condanna” le dice sempre nonna Assunta. Una bellezza – e una condanna – che sono toccate in eredità ad Angelina.

Quando il padre parte per la guerra lasciando sole le tre donne, Caterina per mantenere le figlie non ha altre armi se non quella bellezza, ed è costretta a cedere a un terribile compromesso. O, forse, a un inconfessabile desiderio. È qui che comincia a essere braccata dalla malalegna, il chiacchiericcio velenoso delle malelingue, un concerto di bisbigli che serpeggia da un uscio all’altro e la segue ovunque. Questa vergogna, che infetta tutta la famiglia, avrà su Angelina l’effetto opposto: lei, che non sopporta di vivere nella miseria, inseguirà sfacciatamente l’amore delle favole. Anche a costo di rimanerne vittima.

Sono la nostalgia e il rimpianto a muovere con passo delicato la voce di Teresa, che, ricostruendo la parabola di una famiglia, ci riconsegna un capitolo di storia italiana, dalla Seconda guerra mondiale alle lotte dei contadini salentini per strappare le terre ai padroni nel 1950.

Con una voce ruvida e di arcana bellezza, Rosa Ventrella scrive un magnifico romanzo corale, animato da comari, briganti e mammane, in cui protagonista è anche la terra: un lembo di Puglia aspro e profumato, coperto da rovi e fichi d’India, capace di dare tutto e tutto togliere.

Recensione di “La malalegna”:

Eccoci qua miei lettori arrivati alla fine di questo mese. Tutti con la speranza che dal 3 Maggio le cose possano cambiare e si possa riiniziare ad uscire. Non saranno cambiamenti radicali ma almeno un inizio per sperare nel definitivo miglioramento. Questa per noi non è stata una vera e propria guerra, ma questa pandemia ha comunque messo a dura prova il nostro fisico e il nostro spirito. E’ con questo spirito che ho iniziato la lettura di La malalegna per provare a capire cosa succedeva nei paesini, e soprattutto alle persone dei paesini, ai tempi della guerra.

Il libro è risultato fin da subito lento e piatto. Nessun avvenimento degno di nota riusciva a tenere alta la mia attenzione. Leggevo con la curiosità di conoscere le vicende della famiglia Sozzu ma alla fin fine non succedeva nulla di che. I personaggi, seppur tipici di un paesino del sud Italia a metà degli anni ’40, sono piatti e apatici. Caterina, la madre, sembra essere in possesso di uno spirito focoso (almeno così viene descritto) che non dimostra di avere nei momenti importanti. Tutto ciò che le capita lo accetta a testa china. Per non parlare di Teresa e Angelina, mai due sorelle furono così diverse sia nel carattere che nell’aspetto fisico. Teresa viene descritta come una bambina, ragazza e donna, bruttina e senza carattere. Al contrario Angelina è la sorella minore, quella bella e con un carattere indomabile. Assolutamente fuori luogo per l’epoca e le usanze.

Non mi sono piaciuti nemmeno i passaggi dove l’autrice parlava in dialetto senza spiegare che cosa dicesse. Purtroppo conosco poco i dialetti e mai saprei leggerli. Avrei preferito ci fossero delle note a piè di pagina che potessero spiegare il significato di parole e canzoni scritte in dialetto. Sapete, per questo motivo non ho ancora capito a cosa si riferisce la parola Malalegna e quindi non so a cosa si riferisca il titolo.

Voi l’avete letto o avete letto qualcosa che vi ha dato la stessa impressione? Condividete con me le vostre esperienze così che io possa sentirmi meno sola Ahahahah. Buone letture 🙂

Libri Consigliati: Il volo dei cuori sospesi, Le tartarughe tornano sempre.

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La storia che volevamo

La storia che volevamo – Marion Seals

“Io avevo un unico obiettivo: giocare a football. Ero grosso e cattivo, veloce e coordinato, intelligente e determinato. Ecco perché risultavo un vincente, perché non permettevo a niente e a nessuno di ostacolarmi.”

La cosa che Gregory “Ego” Madden desidera di più nella vita è vincere il campionato con i California Bears, diventare il più famoso wide receiver della storia e riscattare un passato da emarginato. Il suo innato talento potrebbe garantirgli un futuro di successo e denaro, se solo fosse capace di controllare la rabbia che lo divora.

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“Io ero strana, non sapevo socializzare, ma ero brava in ciò che facevo, io non ero spazzatura, lo avevo dimostrato a loro e a me stessa, soprattutto. Il fatto che non lo urlassi al mondo, che non lo esprimessi con rabbia e aggressività, non significava che fosse meno vero.”

La cosa che Dawn Riddle desidera di più nella vita è laurearsi e poi specializzarsi in Paleontologia. Ha sempre preferito la compagnia dei libri a quella dei suoi coetanei e ha potuto frequentare l’università solo grazie a una borsa di studio. Nella sua vita, segnata dal dolore e dalle rinunce, non c’è spazio per niente altro.

Solo tra le braccia del buio, la luce risplende.
Questa è la storia del loro incontro.

Recensione di “La storia che volevamo”:

Eccoci qui ad un altro appuntamento della rubrica Tu Leggi? Io Scelgo!. Questo mese il blog dalla quale dovevo scegliere è stato quello di Alessia e, visto che in questo periodo un po’ strano il mio obiettivo personale è quello di provare nuovi generi, ci ho provato nuovamente. Sarà che non riesco ad apprezzarli ragazzi ma questo romance mi è sembrato un po’ banale.

La storia parla di questi due ragazzi nei pieni anni dell’adolescenza che vanno al liceo: due personalità completamente diverse. Lui, giocatore di rugby, al centro delle attenzioni della scuola e dei gossip; lei, ragazza dal passato difficile, concentrata solo sullo studio e sul suo futuro. Cosa può far incontrare loro due se non un tentativo di lui di far credere in giro di aver messo la testa a posto e di star rigando dritto per essere ammesso in una delle squadre più quotate? Niente di più scontato, in pratica una storia alla Kiss Me (il film, ve lo ricordate?).

La storia e la scrittura sono molto scorrevoli e questo fa sì che si riesca a leggere in modo piacevole anche in maniera rapida. Ma una grossa pecca è stata che i dettagli descritti che fanno da contorno alla storia sono davvero non credibili. che Dawn venga perseguitata dalla sua compagna di stanza, senza che nessuno dei professori faccia nulla è assolutamente non credibile. Non è assolutamente credibile che i due per tutto il tempo capiscano di piacersi ma continuino a pensare cose tipo: ” Con lei/lui era diverso ma non sapevo perché”. Ma poi, come ultimo, non è assolutamente credibile che una ragazza vergine possa approcciarsi al mondo del sesso per la prima volta in quella maniera.

Il particolare che però ho apprezzato davvero tanto è stata la fine, non voglio spoilerarla e quindi dirò poco e nulla, ma sono contenta che non sia stata scontata come un finale dove l’amore vince su tutto ed esiste solo l’amore per sopravvivere. I ragazzi, soprattutto, che vanno a leggere questo genere di romanzi hanno bisogno di una morale e di altri tipi di obiettivi. Stare bene con se stessi e capire cosa si vuole veramente per poi poter stare bene anche in coppia. Il personaggio preferito è stato Carole in assoluto. Spigliata e con un senso profondo di amicizia che ammiro tanto.

Mi spiace tanto, ci provo e ci proverò ancora lo giuro, ma per ora non sono ancora riuscita ad appassionarmi ad un romance (a meno che non si parli di grandi classici :P).

Buone letture Readers! 🙂

Libri Consigliati: La moglie del califfo, Il profumo del pane alla lavanda.

Il suggeritore

Il suggeritore – Donato Carrisi

Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida.

Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, l’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo…

Una storia che non dà tregua, che esplora la zona grigia fra il bene e il male fino a cogliere l’ultimo segreto, il minimo sussurro.

Recensione di “Il suggeritore”:

Buongiorno a tutti, questo per me è il giorno di quarantena numero 38. La pazzia non ha ancora preso il sopravvento di me, sarà forse perché anche prima non è che fossi così tanto normale, ma ancora non sono impazzita del tutto. Riesco effettivamente a lavorare da casa e avendo le giornate impegnate a lavorare non sono ancora uscita di senno. Ma forse poco ci manca, quindi RESTIAMO A CASA e combattiamo insieme questo virus! 🙂

Oggi vi propongo la recensione di un grande autore come Carrisi (lettura suggerita dalla mia amica Rosy): è la recensione de Il suggeritore. L’inizio un po’ lento di questo capitolo diventa un libro alla quale non si è riesce a staccare gli occhi dalle pagine. Carrisi è un grande maestro della suspense e il suo finale è una cannonate nella testa di chi cercava di trovare il colpevole. Carrisi è stato esemplare nel far pensare al lettore che avesse in mano le redini del gioco e che alla fine il colpevole non fosse così difficile da individuare. Alla fine capisci che è stato proprio l’autore a fartelo pensare e infatti, tu lettore, non ti sei nemmeno lontanamente avvicinato alla soluzione del caso.

La protagonista di questo caso si chiama Mila. La sua abilità la portano ad essere assegnata al caso della squadra di Gavila che si sta occupando del ritrovamento di sei braccia sinistri che appartengono a sei casi di bambine scomparse. Ma l’assassino sembra prenderli in giro. Lascia tracce in modo che la squadra possa venire a conoscimento di criminali che sono liberi nella città. Un vecchio caso di omicidio in un’orfanotrofio, un pazzo che ha sequestrato una famiglia in casa propria e poi li ha massacrati e fatti sparire: quello che si chiama solitamente il suggeritore. Ma ciò che sconvolgerà di più la squadra e quando gli indizi porteranno direttamente ad uno di loro. Da quel momento tutto cambierà: il male diventerò il bene e il bene il male.

Mila è un personaggio strano e contorto. Non riesce a provare dolore, ne piacere. Non riesce a provare empatia per niente e nessuno. E’ difficile immedesimarsi in lei, perché la sua vita è stata segnata da parecchi eventi non usuali, ma Carrisi riesce a far provare a noi empatia per il suo personaggio in maniera semplice e magistrale. Non vi resta che leggerlo 🙂

Libri Consigliati: Dieci piccoli indiani, il codice Da Vinci.

 

 

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La ragazza delle perle

La ragazza delle perle – Lucinda Riley

Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta.

Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero…

Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.

Recensione di “La ragazza delle perle”:

Buongiorno a tutte ragazze, ed essendo questo l’ultimo post prima del break delle feste, ne approfitto per fare a tutti i miei cari lettori un augurio di Buona Pasqua e che possiate tutti abbuffarvi di cioccolata (tanto per quest’anno la prova costume è andata!). Mi raccomando: ricordiamoci di stare tutti a casa e approfittiamone per leggere tutto ciò che ci eravamo programmate (comprese le mie recensioni :P).

Ora vi presenterò il quarto capitolo della saga de Le sette sorelle: La ragazza delle perle. Questa saga racconta la storia di sette sorelle che sono state adottate, ognuna molto diversa dalle altre, che si incontrano per commemorare la morte del loro padre adottivo. Dall’avvocato di famiglia ognuna di loro riceve una lettera del padre e qualche indizio nel caso si volesse provare a scoprire da dove sono venute e la storia della loro famiglia. Ognuna di loro porta il nome di una stella della costellazione delle pleiadi.

Questo capitolo in particolare parla della quarta sorella Cece, cresciuta fin dall’infanzia in simbiosi con la sorella Star, di poco più grande di lei. Tanto che le porterà a trasferirsi insieme a Londra e lì acquistare un appartamento per due. Ma a Star quella vita sembra stare stretta e comincia la ricerca della sua storia passata lasciando Cece sola, in balia dei suoi problemi che non sa come affrontare. Cece, creduta da tutti con un carattere forte ed espansivo, si sente spaesata e non più appoggiata dalla sorella e decide quindi di partire alla ricerca della sua storia che la porterà a vivere un’avventura pazzesca sulle coste dell’Australia.

Ogni capitolo di questa saga è molto particolare perché racconta due storie diverse: quella della protagonista-sorella in questione, e quella dell’antenata dalla quale è partita la storia della famiglia. Si può semplicemente dire che tenere alta l’attenzione del lettore su due storia diverse che si muovono nel libro in parallelo risulta davvero complicato. Ed è qui che si nota la straordinaria penna di Lucinda Riley e la fantasia nelle storie è davvero pazzesca, tanto che mi ha fatto innamorare di questa saga. Qui si racconta la famiglia, l’amore ma anche l’avventura e la crescita personale.

E’ anche vero che su una saga così lunga, il rischio di annoiare c’è e devo dire che rispetto agli altri capitoli della saga, questa è quello che ho trovato un po’ più lento nella partenza. Ma il finale stupisce così tanto da rendere impossibile non continuare con le future letture.

Non mi sono immedesimata nel personaggio più di tanto, forse anche per questo ho trovato lunga la partenza, ma ho guardato Cece con gli occhi di una sorella e la sua crescita personale mi hanno resa orgogliosa della sua crescita e della sua voglia di rinnovarsi. Non vedo l’ora di poter continuare la saga e se non vi avessi convinto a fare altrettanto, qui sotto trovate il link al primo capitolo delle serie.

Buone letture 🙂

Libri consigliati: Le sette sorelle, La moglie del califfo

 

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La piccola farmacia letteraria

La piccola farmacia letteraria – Elena Molini

A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità: guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri.

E così decide di fare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore -, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle prese con una vita sentimentale complicata. Blu ha un sogno: lavorare nel mondo dei libri. Ci ha provato con una breve esperienza in una casa editrice specializzata e, ancora, in una grossa catena di librerie.

Poi la decisione: aprire una libreria tutta sua. Ma la vita è difficile per una piccola libreria indipendente… finché Blu ha un’intuizione: trasformare i libri in “farmaci”, con tanto di indicazioni terapeutiche e posologia, per curare l’anima delle persone. Nasce così la Piccola Farmacia Letteraria, che si rivela subito un grandissimo successo.

Peccato che ora Blu abbia altro per la testa: come fare a ritrovare il meraviglioso ragazzo che sembra uscito dalle pagine del Grande Gatsby e con cui ha trascorso una serata indimenticabile, ma al quale non ha chiesto il numero di telefono?

In una divertentissima commedia dal finale sorprendente, Blu scoprirà che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.

Recensione di “La piccola farmacia letteraria”:

Buongiorno a tutti Readers accalliti, come state passando questo periodo? Essendo una persona molto abitudinaria per me è stato all’inizio per me è stato un problema perché non mi ritrovavo più in quello che facevo e dovevo fare e sentivo come un nodo alla gola che mi stringeva in una morsa e non mi faceva respirare. Sto pian piano risolvendo il problema creandomi nuove abitudini che mi piacciono. Per quanto riguarda la lettura, prima di questa pandemia leggevo tanto sul pullman all’andata e al ritorno da lavoro. Ora mi ritaglio dei momenti della giornata solo per la lettura dandomi dei piccoli obiettivi di capitoli che devo leggere in un giorno.

Ne approfitto anche per leggere generi che prima scartavo o lasciavo da parte, perché sapevo che, nella maggior parte dei casi, non mi avrebbe soddisfatto appieno. Dobbiamo avere una mente duttile e pronta al cambiamento se vogliamo non impazzire. Per questo ho provato la lettura di La piccola farmacia letteraria, una narrativa letteraria molto leggera che pensavo potesse rendere leggere anche queste giornate.

Inizio con il dire che La piccola farmacia letteraria esiste davvero a Firenze e che l’autrice del libro ne è anche la proprietaria. Questo fa sì che, una ragazza curiosa come me, voglia andare subito a Firenze a scoprire e ad acquistare un libro in questa particolare libreria che è capace di curare i mali della vita con la propria lettura: una vera e propria farmacia letteraria per l’appunto. Credo che sia un’idea molto originale e geniale.

Parliamo ora del libro: la protagonista è una ragazza della quale è facile immedesimarsi, ha trent’anni un sogno nel cassetto e dei fallimenti lavorativi alle spalle che la spingono ad aprire la sua libreria in un piccolo paesino di Firenze. Ma una libreria al giorno d’oggi fa fatica a risaltare. Perché allora non provare con un’idea geniale, tipo quella di provare con la biblioterapia e creare dei bugiardini medicinali che consigliano un libro apposito per ogni stato della mente? Con l’aiuto delle sue amiche porterà avanti questo progetto di vita trovando molto successo e forse molto di più.

La scrittura di questa autrice mi piace molto perché è VERA. Mi sono ritrovata molto spesso a pensare che anch’io, al posto di Blu, avrei risposto o pensato alla stessa maniera in quella situazione e come a Blu le piccole sfighe quotidiane mi perseguitano. La note un po’ dolente è stata la trama e la costruzione della storia. E’ particolare, certo, ma l’ho trovata un po’ vuota e monotona, forse strutturata male. E’ una lettura leggera, forse più da libro sulla spiaggia e forse più che di una storia d’amore, parla di amicizia vera.

Diciamo che nel complesso non mi ha lasciato né entusiasta né delusa. Una via di mezzo. Quello che vorrei premiare, invece, è l’idea della farmacia letteraria che credo sia, per ognuno di noi, un posto da visitare almeno una volta nella vita.

Libri Consigliati: La libreria dei desideri, E’ una specie di magia.

Le spose sepolte

Le spose sepolte – Marilù Oliva

Dove sono finite quelle donne misteriosamente sparite da anni, mogli e madri di cui i mariti sostengono di non sapere nulla? Uno dopo l’altro, i loro corpi vengono ritrovati grazie a un killer implacabile che costringe chi le ha fatte scomparire a confessare dove si trovano le loro ossa e poi uccide i colpevoli, sempre assolti dai tribunali per mancanza di prove. Il rituale è feroce e spietato: l’assassino vuole così rendere giustizia alle spose sepolte.

I pochi indizi lasciati sulla scena del crimine conducono a un piccolo paese, Monterocca, soprannominato la Città delle Donne, un territorio nell’Appennino bolognese circoscritto da mura ed elementi naturali, governato da una giunta completamente al femminile. Il team investigativo, in cui spicca la giovane ispettrice Micol Medici, si trova catapultato in una realtà di provincia quasi isolata dal mondo, con una natura montana che fa da contorno e molti misteri avvolti nella nebbia. Un inquietante enigma conduce gli inquirenti al Centro Studi Rita, un’azienda farmaceutica che sta sintetizzando un anestetico speciale: lo stesso utilizzato dal serial killer come siero della verità per far confessare i colpevoli.

Ma quanti altri segreti si nascondono dentro i confini del piccolo paese? Solo Micol ha l’innata capacità di scoprirli, anche se questo potrebbe costarle la vita…

Recensione di “Le spose sepolte”:

In questi giorni di reclusione forzata leggere è la nostra unica soluzione alla visione di un mondo esterno oltre che casa nostra. Questo periodo un po’ strano della nostra storia sta continuamente condizionandomi anche nelle letture. Vi spiego: come saprete ormai siamo obbligati a rimanere in casa per la nostra sicurezza e quella delle persone che ci circondano. I negozi sono chiusi già da un po’ e le persone, se ci capita di incontrarle, le scansiamo. Leggendo le pagine di questo libro mi chiedevo spesso come mai i negozi fossero ancora aperti a tarda sera e perché le persone si abbracciavano correndo rischi. Datemi della pazza ma non riuscivo a scollegare la testa da quello che stava accadendo. E’ capitato anche a voi, anche solo per qualche dettaglio letto?

mi sono addentrata nella lettura di questo libro, Le spose sepolte, trovato nel blog di Francesca, incuriosita dal titolo e dal genere. Mi dispiace non aver optato per altro poiché la lettura è stata davvero noiosa. Ogni dettaglio descritto che avevo lo scopo di tenere alta l’attenzione del lettore era un particolare scontato. Nella narrazione gli eventi erano tutti abbastanza scontati. Nessun colpo di scena diverso da quelli che ci si aspetta in un classico giallo. La fine, peggio che mai, arriva di punto in bianco (anche quella dopo che il lettore l’aveva già intuita da tempo) senza nessuna spiegazione del caso. “Ecco lui è il colpevole”. Fine della storia.

Mi è stato difficile anche affezionarmi e/o immedesimarmi nella protagonista poiché l’ho trovata senza carattere. Dimostra di avere una passione smisurata per il suo lavoro, si ma ridursi a dormire qualche ora per poter lavorare di più è impossibile. La mancanza di sonno porta ad avere problemi di allucinazioni, non è scientificamente né umanamente possibile una cosa simile. Vogliamo parlare della sua apatia (ogni tanto mista a tristezza) verso la sua storia, durata anni, appena terminata?! Trovo che il personaggio non abbia un senso logico. Carattere forte e determinato sul lavoro, apatico nell’amore. Cioe?! Chi mi trovo davanti?

Il retroscena di Le spose sepolte non sarebbe stato male ma credo sia stato sviluppato molto male, da rendere la sua lettura noiosa e mal descritta. Per carità, non ho fatto fatica a leggerlo ma non ho trovato nessun elemento che mi convincesse nella lettura.

Mi spiace per questo libro ma spero che la prossima lettura mi appassioni di più :).

Libri Consigliati: Ogni giorno ha il suo male, La donna silenziosa.

 

 

Finale

Finale – Stephanie Garber

Sono passati due mesi da quando i Fati sono stati liberati, due mesi da quando Legend ha reclamato per sé il trono, due mesi da quando Tella ha scoperto che il ragazzo di cui si è innamorata in realtà non esiste. Mentre vite, imperi e cuori restano in sospeso, Tella deve decidere se fidarsi di Legend o piuttosto di un ex nemico.

Dopo aver scoperto un segreto che ribalta tutta la sua vita, Rossella dovrà tentare l’impossibile per salvare coloro che ama e l’Impero. E Legend dovrà fare una scelta che lo cambierà per sempre. Caraval è finito, ma il più grande dei giochi è appena cominciato.

Non ci sono spettatori questa volta, qualcuno vincerà, e qualcuno perderà per sempre.

Recensione di “Finale”:

Buongiorno a tutte e benvenute nella recensione dell’ultimo capitolo di questa saga da me AMATISSIMA! Non vedevo davvero l’ora di poter concludere questa storia che mi ha appassionata fin dalle prime righe di Caraval. Come? Non lo avete ancora letto? Cosa state aspettando!!!

Nel primo capitolo Caraval, la protagonista dei giochi del famigerato Legend era stata la prima delle due sorelle Rossella, detta Sella, e del suo amore, nato nella corsa alla vittoria del gioco con il giovane Julian. Nel secondo capitolo Legend, invece, la protagonista era stata Tella, Donatella, la sorella minore e scapestrata, quella impulsiva e testarda e il suo amore nascente per Dante, da tutti poi conosciuto come Legend, mastro di Caraval. In questo terzo capitolo la particolarità è che il libro si divide e rende protagoniste entrambe ed entrambe le storie, dando due punti di vista della storia che si contrappongono come i caratteri delle due sorelle.

In Finale la storia protagonista e la caccia al Fato primario per salvare il mondo dal terrore provocato dai fati. La storia viene raccontata dal punto di vista di Tella e della sua lotta interna tra l’amore per Legend e l’attrazione fatale per Jacks e dal punto di vista di Sella che scopre molto del suo passato con la quale dovrà convivere. Potrà sembrare una storia banale ma vi assicuro che il tutto viene condito da magia e passione, cosa che rende le sue pagine e la sua lettura irresistibile.

Come negli altri capitoli il mio personaggio preferito è quello di Sella: amo il suo vestito che cambia colore ad ogni sua emozione, come lei mi sento di dover sempre fare la cosa giusta e rimanere sulla retta via e come lei ho amato per tutto il tempo il personaggio di Julian più che quello di Tella. Nel secondo capitolo, soprattutto nella parte finale, stentavo quasi a riconoscerla ma si è ripresa assolutamente in Finale.

Avevo quasi paura a leggerlo, e a volte ammetto che smettevo per paura che il libro finisse male. Invece il finale è stato perfetto, anche se avrei preferito conoscere un piccolo dettaglio che viene menzionato tra le pagine finali e non viene descritto nella fine. Che sarà il preludio per un futuro seguito? Io ci spero 😛

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