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La moglie del califfo

La moglie del califfo – Renèe Ahdieh

Shahrzad lo sapeva perché era stata una sua scelta: l’aveva fatto per salvare sua sorella e la sua famiglia, il suo popolo, le altre ragazze, ma soprattutto lo faceva perché doveva vendicarsi per la morte della sua migliore amica Shiva. Il califfo era conosciuto per il mostro che era. Ogni giorno sposava una fanciulla e all’alba di lei non si sapeva più nulla. Ma per lei era diverso, lei si era offerta volontaria perché aveva un compito ben preciso.

Lei doveva e voleva scoprire quale fosse il punto debole del Califfo e poi l’avrebbe ucciso, ogni ragazza così sarebbe stata salvata da un uomo sadico e mostruoso come Kalhid, il Califfo.

Riuscì a guadagnare una notte e poi un’altra ancora, ma qualcosa di più si nascondeva dietro al cuore di Kalhid il mostro, qualcosa che forse può spiegare tutto il male inferto al suo popolo, alle sue famiglie e alle giovani spose che furono scelte per essere sacrificate. Ma questo basterà a tenere chiusa la rabbia e la fame di vendetta di Sharhzad?

““Un inganno. Una tattica per rimandare la tua esecuzione…iniziare una storia che non avevi intenzione di finire”. La sua voce era mortalmente bassa. “Ho tutta l’intenzione di terminarla. Domani notte. Che questo accada o meno, dipende solo da voi. “ Lo fissò, stringendo i pugni sotto la shamla. “Hai detto di aver capito che la tua vita era perduta. Era chiaro fin dal principio”. Sharhzad si alzò in piedi, raddrizzò le spalle e spinse in fuori il mento appuntito. Quando parlò, si adeguò al tono morbido e pungente di lui. “Le vite di tutti noi sono perdute sayyidi. E’ solo questione di tempo. E mi piacerebbe avere un giorno in più”. La fulminò con lo sguardo, il profilo tagliente del suo viso era evidenziato ancora di più dalla rabbia che gli colorava le guance. Bussarono delicatamente alla porta. “Solo uno”, sussurrò lei.

Commento:

Ragazze non ho davvero parole per descrivere la bellezza di questo libro: giuro che quando l’ho iniziato ero davvero scettica e me ne dispiaccio. La copertina probabilmente in libreria non mi avrebbe intrigato più di tanto se non me l’avesse strettamente consigliato un’amica. Pensando fosse la solita storia che racconta la vita difficile di una moglie di un re ambientato nel medio oriente.

La storia è strepitosa. Prende spunto, bisogna essere sinceri, dal vecchio libro de “Le mille e una notte”, ma i risvolti che ne conseguono sono davvero stupefacenti. La trama e il modo in cui viene raccontata sono davvero imparagonabili.

Difficilmente sono riuscita a fermarmi dal non riportare qui sopra tutto il capitolo del libro che racconta il primo incontro della nostra Sharhzad e di Khalid.

Diciamo anche che, anche se ognuno lo immagina a suo modo, per come viene descritto il Califfo, viene difficile non innamorarsi di lui: il solito bello e impossibile perché freddo, ostinato e scontroso, che riesce a far breccia nel cuore di tutte in pochi passi.

Mamma mia ragazze, questo libro l’ho letto in due giorni e non vedo l’ora di leggerne il seguito.

Correte a iniziarlo subito e salutate amici e parenti per qualche giorno, perché non riuscirete a vedere né sentire nessuno finché sarete impegnati con la sua lettura.

Buona lettura a tutte/i voi!

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Shining – 3° parte

SHINING – STEPHEN KING

Shining (3° parte) – Stephen King

Jack si ritrova sul tetto, mentre cerca di aggiustare delle tegole rotte, a pensare alla sua vita che considera costellata di fallimenti, il suo lavoro come professore dalla quale è stato esonerato a causa di un litigio con uno studente finito male, il suo stesso matrimonio dalla quale entrambi si stanno riprendendo e andato male per un periodo a causa dell’alcolismo di Jack ed ora il suo blocco dello scrittore che non gli permette di finire la sua opera. Ma forse qualcosa di sconvolgente in vecchi diari dell’Overlook gli fanno venire un’ altra idea per un libro.

Danny nel frattempo dopo un ultimo attacco e dopo una visita approfondita da un medico, sembra essersi separato dal suo amico invisibile che, da quando si erano trasferiti all’Overlook non faceva che mostrargli scene brutte e spaventose e poi c’è ancora qualcosa che non gli lascia scampo. Ha fatto una promessa, quella di non entrare nella stanza numero 217, ma Halloran gli ha detto che niente di quello che troverà in quella stanza potrà fargli mai del male. Qualcosa di quella stanza lo attira troppo e non sa quanto riuscirà a resistergli.

““Maledetta schifosa figlia di puttana!” Jack Torrance si lasciò sfuggire questa esclamazione con un grido di sorpresa e di dolore mentre si batteva la mano destra contro la camicia da lavoro di tela azzurra, scostando la grossa vespa strisciante che l’aveva punto. Dopo di che, prese a inerpicarsi su per il tetto, volgendosi a guardare da sopra la spalla se i fratelli e le sorelle della vespa si levavano dal nido che aveva messo allo scoperto, decisi a dar battaglia. In tal caso le cose potevamo anche mettersi male; il nido si trovava tra lui e la scala, e la botola per la quale si scendeva nella soffitta era sbarrata dall’interno.”

Commento:

In questi capitoli entriamo un po’ nel vivo della storia: Jack inizia a mostrare quel velo di pazzia e di doppia personalità che inizia a farci paura e a farci temere per la vita di sua moglie e del figlio Danny.

C’è qualcosa che lo tormenta dentro e noi sappiamo benissimo che non ha ripreso a bere, ma c’è una domanda che dobbiamo porci: è la sua vera doppia personalità che sta uscendo a causa di una reclusione forzata con la sua famiglia, o è davvero l’influenza dell’Overlook che fa si che Jack abbia strani comportamenti? E’ lo spirito maligno dell’Overlook che lo sta portando ad impazzire?

In tutto questo sua moglie non sembra accorgersene più di tanto, come ci si fa a sentire legate ad una persona così che sembra essere perennemente nel suo mondo delle favole?! Nella sua testa va tutto bene, suo figlio è felice e suo marito sta uscendo finalmente da un periodo molto difficile, anche se qualche dubbio le viene rivedendo in Jack strani comportamenti che aveva quando beveva.

I libri di King riportano sempre un po’ quest’aria misteriosa che attanaglia le menti dei suoi personaggi e Jack viene descritto in modo perfetto, tanto da poter pensare di averlo nella stessa stanza quando si parla di lui.

Le descrizioni poi sono precise e chiare: per uno scrittore la capacità di descrivere un luogo che la tua mente ha creato è fondamentale, e sembra che King non faccia nessuna fatica a risolvere il suo compito.

Una blogger per amica:

Ragazze qui è stata presentata la seconda tappa del Gruppo di Lettura “Una blogger per amica” per la quale è stato scelto come primo libro Shining di Stephen King.

A voi è piaciuta questa parte? O siete in attesa di entrare nel vivo della storia?

Fammi sapere come sta andando la tua lettura e cosa ne pensi dei capitoli alla quale siamo arrivati.

Se vuoi rileggere cosa è successo nella prima e seconda parte, la trovi QUI e per i successivi capitoli dovrai avere un po’ di pazienza.

Se invece non ti sei ancora iscritta, cosa stai aspettando? Ti aspetto a Una blogger per amica!

Buona lettura a tutte/i voi!

Il dio delle piccole cose

Il dio delle piccole cose – Arundhati Roy

La storia narra di due piccoli gemellini dizigoti nati in India su una corriera per l’ospedale. Fin da subito il legame tra i due piccoli è molto speciale: sembra che entrambi riescano a percepire tutto ciò che fa l’altro e questo di sicuro li rende molto uniti; ognuno dei due sa che la propria vita dipende da quella dell’altro ma un giorno vengono separati e il piccolo Estha restituito mentre la piccola Rahel rimane con la madre Ammu. Attraverso gli occhi di due piccoli uomini viene raccontata una storia difficile di una donna separata con due piccoli bimbi al seguito che torna a casa.

Molte cose possono succedere nel giro di pochi anni di vita, una molestia, un amore pericoloso tra due persone molto diverse che secondo la società non possono stare insieme, l’arrivo di una piccola mol e la disgrazia e poi, finalmente, il ritrovo di due gemellini molto legati tra di loro che vengono separati e finalmente possono ritrovarsi.

““Noi siamo prigionieri di Guerra” disse Chacko. “I nostri sogni sono stati manipolati. Non apparteniamo a nessun posto. Navighiamo senza ormeggi in un mare agitato. Non ci sarà mai permesso di attraccare. I nostri dolori non saranno mai abbastanza felici. I nostri sogni mai abastanza grandiosi. Le nostre vite mai abbastanza importanti. Per contare qualcosa.” Quindi, per dare a Estha e Rahel il senso della prospettiva storica (benchè la prospettiva fosse una cosa di cui, nelle settimane a venire, Chacko stesso sarebbe stato desolatamente privo), parlò loro della donna Terra.”

Commento:

Mamma mia ragazzi, non avete idea di quanto tempo io ci abbia messo a leggere e a finire questo libro: dicono che sia corto ma a me è sembrato davvero eterno. La scrittura è davvero particolare: le frasi sono molto corte e l’autore si esprime molto spesso in metafore o sotto piccole allusioni da lui create. In più le descrizioni non sono precise. Ho fatto davvero molta fatica a leggerlo; non mi ha preso la sua storia in nessun punto e molte volte facevo fatica a capire cosa stessi leggendo: si perdevano i soggetti nelle frasi o anche i luoghi. Non c’era un nesso logico nelle cose che venivano raccontate: epilogo di vita quotidiana raccontate ma senza avere una cronologia logica se non quella del tempo.

Mi dispiace ma non mi sento di consigliare questo libro, magari è stata colpa mia e non sono riuscita a coglierne il suo senso interno, o forse semplicemente non è assolutamente il mio genere.

Mai come in questo caso dovete assolutamente farmi sapere cosa ne pensate e nel frattempo…

Buona lettura a tutte/i voi!

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Uomini che odiano le donne

Uomini che odiano le donne (#1) – Stieg Larsson

Dopo essere stato accusato dal grande imprenditore locale Wennerstorm di diffamazione e perde la causa, il giornalista Mikael Blomkvist decide di dimettersi da direttore del suo giornale Millenium e accettare un lavoro che coinvolge un vecchio conoscente di suo padre. Il signor Henrik Vanger lo contatta per chiedergli aiuto a risolvere un enigma che lo attanaglia da quarant’anni: da quando la sua dolce nipotina preferita è scomparsa in un giorno di festa.

Tutti hanno sempre creduto che fosse morta, forse annegata, ma lui è convinto che uno della famiglia l’abbia uccisa. Ogni anno il giorno del suo compleanno Henrik riceve lo stesso dono che lei gli faceva avere ogni anno come dimostrazione del fatto che l’omicidio della nipote possa essere stato voluto e pensato solo da un membro che conosceva bene Harriet. In questa avventura Mikael incontra un’investigatrice e hacker, un po’ bizzarra, introversa e sprezzante della vita, che lo aiuterà e lo seguirà per arrivare al nocciolo della faccenda e dopo quarant’anni svelare il mistero che ha sempre circondato la vita di questa famiglia.

“Mikael si guardò intorno e si chiese quale folle impulso avesse soddisfatto, quando aveva accettato l’invito dell’avvocato Frode. Decise che, se fosse stato possibile, sarebbe tornato a Stoccolma già quella sera stessa. Una scala di pietra conduceva all’ingresso, ma prima ancora che ci arrivassero la porta si aprì. Mikael riconobbe subito Henrik Vanger dalle immagini su Internet. Nelle foto era più giovane, ma aveva ancora un’aria sorprendentemente vigorosa per i suoi ottantadue anni; un corpo robusto con un viso severo segnato dal sole e dalle intemperie e una capigliatura grigia folta, pettinata all’indietro, che lasciava intendere che i suoi geni non incoraggiavano la calvizie. Indossava pantaloni scuri stirati alla perfezione, camicia bianca e un comodo cardigan da casa marrone. Aveva baffi sottili e occhiali dalla leggera montatura metallica.”

Commento:

Ottimo libro per chi volesse iniziare ad approcciarsi a una tipologia di storie thriller: la storia è molto intricata ma descritta molto bene nei minimi dettagli, tanto che non risulta troppo complicato seguire il filo logico della storia. Immagino poi che per chi si approccia a questo tipo di scrittura non sia semplice non cadere nel banale per quanto riguarda le storie descritte e invece Uomini che odiano le donne mi sembra una storia molto originale e ben pensata o studiata. Come dicevo poi le descrizioni sono molto chiare, aiutate anche dal fatto che l’autore usa un tipo di linguaggio semplice e molto comune anche in momenti in cui l’enfasi delle emozioni da descrivere forse non aiutano molto.

L’unica piccola pecca è l’inizio che è molto lento, ma penso che sia una piccola sofferenza che dobbiamo sopportare per capire meglio tutti i fatti della trilogia!

Sono molto curiosa di leggere i due libri che seguono, e voi? Già li conoscete?

Nel frattempo…

Buona lettura a tutte/i voi!

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La verità sul caso Harry Quebert

La verità sul caso di Harry Quebert – Joel Dicker

Aurora è una piccola cittadina dov’è tutti gli abitanti si conoscono tra di loro; sempre molto tranquilla fino a che la scomparsa di una ragazzina di 15 anni, Nola Kellergan, non butta la città nel caos totale, sconvolgendo le abitudini di persone molto semplici. Ma dopo trentatré anni, quando si pensava che questa storia fosse superata, ecco che viene di nuovo tutto a galla con il ritrovamento del corpo della giovane Nola, sepolta nel giardino del grande scrittore Harry Quebert.

Il suo amico e vecchio studente Marcus Goldman, saputo dalle TV dell’arresto del suo vecchio professore e amico, si precipita ad Aurora per cercare in ogni modo di fare luce sulla questione e di trovare la verità sul caso di Nola, così da poter scagionare il suo amico che ha sempre creduto innocente. Marcus perseguitato dal blocco dello scrittore decide di scrivere un libro su questo caso per poter raccontare al mondo la verità che c’è dietro a tutta questa tragedia. Ma alla fine della storia riuscirà a trovare la verità su Nola ed Harry?

“All’inizio del 2008, all’incirca un anno e mezzo dopo essere diventato, grazie al mio primo romanzo, il nuovo beniamino delle lettere americane, fui colpito dal blocco dello scrittore, una sindrome che sembra piuttosto diffusa tra gli autori baciati da un successo istantaneo e clamoroso. La malattia non era arrivata di colpo: si era insinuata dentro di me lentamente. Era come se il mio cervello, una volta infetto, si fosse bloccato un po’ per volta.”

Commento:

Il libro è davvero fantastico: già dalle prime pagine ho trovato difficile interromperlo anche solo per andare a lavorare. La scrittura è facile e scorrevole e le parole sono esattamente quelle esatte che riescono a descrivere le situazioni e i momenti tanto da non dover fare alcuna fatica per immaginarle. Mi sembra di essere stata davvero ad Aurora.

La storia, per quanto la di possa considerare piena di avvenimenti, è molto coinvolgente e anche se in ogni capitolo qualche elemento ricambiava tutte le carte in gioco e sembrava che il vero colpevole non lo si potesse trovare mai, ho deciso di dargli 5 stelle poiché io da quel libro non riuscivo davvero a staccare gli occhi. In più è la prima volta che invece di immedesimarmi nel protagonista, riesco a comprendere quelli che sono i pensieri e gli atteggiamenti del soggetto del libro: in questa caso proprio del considerato colpevole Harry.
Fidatevi di me: anche se un po’ lunghino ed intricato, leggetelo e non ve ne pentite!

Buona lettura a tutte/i voi!

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Il nome della rosa

Il nome della rosa – Umberto Eco

Verso la fine del Medioevo, Guglielmo, ex inquisitore, viene chiamato da un abate di un monastero nel nord Italia per scoprire la causa e l’artefice di un assassinio. Insieme ad un giovane frate, Adso, affidatogli all’inizio del suo viaggio per comprendere e intraprendere quella che sarà la sua vita da religioso, si reca in questo monastero benedettino dell’Italia settentrionale e in sette giorni riuscirà a scoprire la natura del primo omicidio e di tutti quelli che purtroppo seguiteranno ad esso.

Molto di più si cela dietro a queste spesse mura e l’Abate, ignaro di quello che accade all’interno, cerca di nascondere e proteggerne i suoi abitanti. Ma forse è protio all’interno che scorre il fiume del pericolo. Forse gli omicidi non sono l’unica cosa che accade nel monastero?! Forse altri eventi stanno macchiando il buon nome del monastero e di chi ne è a capo, l’abate Abbone?!

“Accanto al salterio v’era, evidentemente terminato da poco, uno squisito libro d’ore, dalle dimensioni incredibilmente piccole, sì che avresti potuto tenerlo nel palmo della mano. Esigua la scrittura, le miniature marginali erano a malapena visibili a prima vista e chiedevano che l’occhio le esaminasse da vicino per apparire in tutta la loro bellezza (e ti chiedevi con quale strumento sovrumano il miniatore le avesse tracciate per ottenere effetti di tanta vivacità in uno spazio così ridotto).”

Commento:

Ragazzi non avete idea di quanto sia stato difficile portare a termine questo libro, ma era un mio obiettivo e quindi ce l’ho fatta!

Il problema non è nemmeno il racconto in se ma tutto ciò che gli gira attorno: la scrittura (con anche parti in latino) diciamo che non è delle più semplici, alcune frasi ho dovuto rileggerle più volte perché troppo lunghe e spariva così il soggetto in questione; il racconto viene spesso interrotto da spiegazioni e precisazioni su quello che è il mondo della cristianità all’epoca, poiché molti si sono divisi dal ramo classico sulla base de pensiero “Dio era povero, dobbiamo esserlo anche noi” e quindi vengono fornite spiegazioni su ogni fazione nata; infine, il libro è ricchissimo di descrizioni, pagine e pagine vengono spese solo per descrivere nei minimi dettagli molte cose, che a volte sono inutili (come nel caso della biblioteca) poiché tanto senza una mappa non ci avrei capito una mazza lo stesso. Il libro nel complesso però è proprio bello e mostra una cultura sull’argomento che fa paura. Bravo Guglielmo che alla fine svela il mistero: personaggio un po’ particolare che si differenzia dagli altri poiché riesce a trovare un equilibrio per quello che è il suo credo e il suo sapere, per la prima volta nella storia si trova un personaggio che fa viaggiare di pari passo la Chiesa e la Scienza!

In più il suo intuito è spettacolare: è come se avesse un albero in testa, dove ogni ramo diventa un’ipotesi che spiega quel fatto, ogni particolare in più trovato va a far cadere quelle che sono le ipotesi sbagliate e a far ingrandire le ipotesi giuste fino ad arrivare ad un’unica soluzione, il tronco!

Buona lettura a tutte/i voi!

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Esco a fare due passi

Esco a fare due passi – Fabio Volo

Nico ha 28 anni e si ritrova davanti ad una decisione per molti semplici ma che per lui sembra un bivio che cambierà per sempre la sua vita.

Come sempre nella sua vita, davanti alle decisioni importanti, lui ha deciso di girargli intorno e ignorarle e continuare a vivere nella sua apatia perenne, ma questa volta è diverso e per capire davvero cosa fare scrive una lettera a se stesso psicoanalizzando la sua vita fino a quel momento. Gli amori che ha conosciuto ed ha lasciato andare così come le ore della sua intera vita passate lavorando alla radio e a casa a farsi canne su canne.

Lui si definisce Immaturo, io lo credo molto più insicuro di se stesso, tanto da non sapere mai quale decisione prendere per paura di sbagliare. O magari senza la voglia di prenderle perché convinto che sarà il tempo a prenderle per te e tu così potrai liberarti dalla responsabilità di aver fatto una scelta magari sbagliata e di doverne superare le conseguenze.

“Speravo che crescendo sarebbe stato tutto più chiaro. Speravo di capire le cose che voglio, i miei obbiettivi, i miei gusti, i miei desideri, e invece no, qui è sempre tutto da capo. A volte vorrei già essere più grande. Avere quell’età in cui ciò che volevo fare purtroppo non l’ho fatto, ma ormai è tardi, e così lo metto via e non ci penso più. Mi accontento, mi standardizzo, insomma mi sistemo. Ma quali cacchio sono le cose che voglio fare? Per esempio, parlando di lavoro, ti ricordi di Paolo? Lui alle medie diceva che avrebbe fatto l’architetto, e architetto è diventato: ha scelto la sua strada e l’ha percorsa. Via degli architetti. Io invece la mia strada non l’ho ancora decisa, o meglio non l’ho ancora capita.”

Commento:

Questa si chiama Ignavia!
Detto sinceramente da Volo mi sarei aspettata molto di più, forse perché tutti mi avevano raccontato la storia di un grande scrittore e le mie aspettative erano molto alte, ma devo dire che questo libro non mi ha entusiasmato più di tanto e me ne dispiaccio. Magari sarà solo il primo libro. Mi sembra così vuoto e privo di significato, o magari sono solo io che non riesco a trovare un senso a questo racconto. Ho già deciso però che gli darò un’altra possibilità appena ce ne sarà l’occasione.

Come potete vedere anche la trama rimane molto breve, perché cosa c’è da raccontare di un ragazzo qualunque che racconta nelle pagine di un libro la sua vita sempre uguale e che non ha voglia di cambiare non si sa se per colpa della pigrizia piuttosto che della non voglia di vivere una vita piena?! Non riesco ad immedesimarmi in lui e forse è questo il vero motivo del fatto che il libro non mi è assolutamente piaciuto. Bisogna prendersi le responsabilità delle proprie azioni e agire!

Come piccolo consiglio, magari questo libro saltatelo; spero invece che gli altri mi stupiscano in meglio.

Buona lettura a tutte/i voi!

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WWW Wednesday

WWW Wednesday #1

Benvenuti a tutti, miei cari lettori, al primo appuntamento del nostro WWW Wednesday, dove ci racconteremo insieme quali libri stiamo leggendo, quali abbiamo appena finito di leggere e quali libri leggeremo nel breve tempo.

Spero che questa rubrica possa coinvolgervi abbastanza da poter condividere tutti insieme una piccola parte di noi, la nostra passione per la lettura.

Partiamo con le 3 domande che caratterizeranno la rubrica.

1. Cosa hai appena finito di leggere?

Gli ultimi due libri che ho letto sono esattamente Ogni giorno come fossi bambina e Le case degli altri. Devo ammettere che il primo dei due ha una storia davvero incredibile e toccante e il finale è proprio una lettura leggera e piacevole; il seconodo invece rimane più elaborato dal punto di vista della storia e più intricato, ma allo stesso tempo più afascinante. Non so, sarà perchè mi piace molto il genere.

2. Cosa leggi attualmente?

Attualmente sto leggendo questi due libri: entrambi nel loro genere sono considerati dei capolavori, per quanto uno sia più conosciuto dell’altro. Sono sincera però quando dico che il secondo non mi sta entusiasmando più di tanto, La scrittura non è semplice da seguire e le descrizioni lasciano un po’ a desiderare. Bisognausare tantissimo la nostra immaginazione. Di Shining che dire: è esattamente la scrittura  enigmatica e pragmatica di Stephen king.

3. Cosa leggerai prossimamente?

Mi piacerebbe prossimamente leggere questi due libri. Adoro Dan Brown e non vedo l’ora di finirli tutti, anche se poi finiti dovrò aspettare un bel po’ per riuscire a leggere il suo prossimo capolavoro. Invece mi piacerebbe tantissimo iniziare la saga egiziana di Jacq, della quale mi hanno parlato super bene e per la quale sono diventata super curiosa. E voi che ne pensate? siete già riuscite/i a leggerli? Rispondete si, ma senza spoiler ;)!

Alla prossima avventura e nel frattempo…

Buona lettura a tutte/i voi!

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Il bacio di mezzanotte

Il bacio di Mezzanotte (#1) – Lara Adrian

Gabrielle Maxwell lo conobbe in una notte qualunque; era lì, di fronte alla porta di casa sua, sui gradini del suo appartamento che fingeva di essere un poliziotto venuto ad aiutarla a fare luce sull’omicidio straziante di cui era stata testimone la notte successiva e alla quale nessuno voleva credere.

Eppure lei lo aveva visto con i suoi occhi: aveva visto quei ragazzi, che riteneva drogati, fare a pezzi con le loro stesse mani il corpo di un altro uomo, in un piccolo vicolo nascosto dietro casa sua. Lucan, Gen Uno della Stirpe, guerriero e guida per i suoi leali amici che insieme a lui cercavano di liberare il mondo da quelli che, bramosi di sangue, non rispettavano il codice d’onore creato dalla sua generazione: quelli che loro solevano chiamare i Ribelli.

Ma proprio lui, comandante forte e coraggioso, ora si faceva trascinare da qualcosa che nemmeno lui sapeva spiegare il cui centro abitava proprio in quella casa. Appena l’aveva vista una passione travolgente lo aveva obbligato a seguirla e a cercarla ancora in tutta Boston.

Tolse la catenella, aprì la porta e lo fece entrare, osservandolo mentre le sue ampie spalle riempivano la soglia. La sua presenza pareva occupare l’intero ingresso. Era un omone, alto e dalla corporatura robusta sotto le pieghe del soprabito nero, i vestiti scuri e i serici capelli corvini riflettevano la debole luce del lampadario sopra la sua testa. Aveva un portamento sicuro di se, quasi regale, e la sua espressione era gravemente seria, come se fosse più adatto a comandare un battaglione di cavalieri in armatura piuttosto che trascinarsi fino a Beacon Hill per confortare una signora che soffriva di allucinazioni.”

Commento:

Ed ecco arrivare lui, l’oscuro e possente Lucan, una specie di cavaliere oscuro, capace di far innamorare tutte le ragazze al solo suo passaggio. Capelli lunghi, occhi seducenti e sguardo tenebroso, spalle e fisico da sogno capaci di proteggere qualunque donzella in pericolo, e di chi si va ad innamorare?!

Tranquille fanciulle non di me, ma non siate troppo gioiose perché alla fine di questo libro non sarà diventato nemmeno vostro, ma almeno sarà stato in grado di farci sognare un po’. Devo ammettere che è stato proprio un bel fantasy, non come i libri che ci propinavamo ormai con la classica storia d’amore impossibile tra il vampiro immortale e la ragazza esile e sfigata che nessuno si cagava prima di allora. Almeno qui ci hanno messo un po’ di realismo, il sesso! Per quanto la storia che gira attorno ai membri della stirpe sia di pura fantascienza, il libro risulta davvero originale, per questo non si fa fatica a leggerlo e ad entrare nel vivo della storia. Sembra una bella saga, leggera e di quelle che ti fanno sognare un po’.

Quindi cosa state aspettando?!

Buona lettura a tutte/ voi!

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Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale – J.K.Rowling

Nello sgabuzzino di una grande casa di Londra abita Harry Potter, un nome comune per qualsiasi londinese ma molto famoso per coloro che conosco Hogwarts, il mondo della magia e non fanno parte della schiera dei Babbani. Il bambino che è sopravvissuto: questa è l’affermazione con la quale viene riconosciuto quel piccolo miracolo. Ma lui non sa nulla; gli zii Vernon e Petunia Darcy hanno giurato, il giorno in cui hanno accettato di prendersi cura del piccolo, che mai la magia sarebbe entrata in casa loro. Ma il giorno dell’undicesimo compleanno di Harry la lettera arrivò lo stesso, e tutti i tentativi degli zii non basteranno a tenere lontano Harry dal mondo che lo attende: quello di frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.

Hagrid, un mezzo gigante, è colui che introduce Harry al mondo magico che lo aspetta: presentandogli Diagon Alley, la Gringot e tutto il mondo che lo aspetterà e raccontadogli anche la storia che lo ha reso famoso ancora prima che lui potesse imparare una parola e che ha visto morire i suoi genitori. Purtroppo la sua avventura al primo anno non sarà rosa e fiori: Harry e i suoi amici Hermione e Ron si troveranno a fare i conti con il passato da sconfiggere.

In Privet Drive non s’era mai visto niente di simile. Era alto, magro e molto vecchio, a giudicare dall’argento dei capelli e della barba, talmente lunghi che li teneva infilati nella cintura. Indossava abiti lunghi, un mantello color porpora che strusciava per terra e stivali dai tacchi alti con le fibbie. Dietro gli occhiali a mezzaluna aveva occhi di un azzurro chiaro, luminosi e scintillanti, e il naso era molto lungo e ricurvo, come se fosse stato rotto almeno due volte. L’uomo si chiamava Albus Silente. Albus Silente non sembrava rendersi conto di essere appena arrivato in una strada dove tutto, dal suo nome ai suoi stivali, risultava sgradito. Si dava un gran da fare a rovistare sotto il mantello, in cerca di qualcosa. Sembrò invece rendersi conto di essere osservato, perché all’improvviso guardò il gatto, che lo stava ancora fissando dall’estremità opposta della strada.”

Commento:

Ormai è nota a tutti la storia di Harry Potter e questo in particolare “Harry Potter e la pietra filosofale” è il primo di una lunga e stupenda serie; una raccolta di avventure che è entrata nei cuori di tutti, grandi e piccini. La Rowling è nata dando vita ad un mondo sognato dai più piccini e diventato realtà. Harry Potter, infatti, rappresenta tutti quei bimbi (che tutti siamo stati) un po’ sfigatelli e tormentati dai bulli che arrivano ad ottenere il loro momento di gloria (forse nella realtà questo è mancato). Diciamo che con questa saga abbiamo iniziato a sognare tutti di ricevere la nostra lettera, perché, diciamocelo, ce lo meritiamo di essere ammessi anche noi alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts (anche se in effetti adesso abbiamo superato già da un po’ gli undici anni che ci vogliono per entrare).

La scrittura semplice e le perfette descrizioni della scrittrice, poi, ci hanno fatto visualizzare quel magico mondo ancora prima che ne uscissero i film: l’enorme castello tanto grande da perdercisi dentro, i grandi corridoi e le piccole scale a cui piace muoversi. Penso che sia difficile in questo racconto dire a quale personaggio ci siamo legati di più; tutti i buoni hanno suscitato qualche sentimento buono in noi tanto da farci attaccare al loro modo di essere.

Adoro Albus nella sua bontà e grande intelligenza, ma adoro anche la McGranit nella suo cinismo verso le persone che nasconde invece una grande dolcezza celata dietro un enorme carattere. Per non parlare di Hagrid e della famiglia di Ron, insomma tutti i buoni sono in qualche modo entrati nel nostro cuore, non c’è stato nulla da fare!

Fatelo leggere ai vostri figli. Ne rimarranno incantati e ameranno la lettura.

Buona lettura a tutte/i voi!

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