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Il morso della vipera

Il morso della vipera — Alice Basso

Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole.

Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa.

Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c’è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.

Recensione di “Il morso della vipera”:

Buongiorno a tutti, cari lettori. Eccoci oggi che vi propongo il primo capitolo di un’autrice che già conosciamo. Eh sì, Alice abbiamo imparato a conoscerla con la bellissima saga di Vani, una ghostwriter di Torino.

Ho adorato questa autrice fin da subito per la sua ironia che si distingue notevolmente nei suoi libri e per il fatto che lei scriva e ambienti i suoi libri nella mia città, Torino. Il morso della vipera è il primo libro della sua nuova saga sempre ambientato a Torino ma, pensate un po’, nel 1935, periodo storico importante poiché si vede arrivare e prendere piede il fascismo nelle città e il suo regime. Cosa mai potrebbe convincermi di più se non leggere un libro dell’epoca che preferisco ambientato proprio nella mia città?!

(Vi ho mai detto che amo gli storici ambientati a Torino? No?! Ecco ora lo sapete. ihih)

Il suo stile è inconfondibile, leggero e soave e caratterizzato da ironia pura che i suoi personaggi utilizzano come fossero proprio di fronte a noi, e le descrizioni sono davvero minuziose e per nulla noiose. Si vede lo studio che c’è dietro a questo libro sui luoghi della città e sugli usi e costumi della popolazione dell’epoca. Torino all’epoca era poco più che un piccolo centro abitato e già metà Corso Francia era tutta periferia e campagna.

Una cosa mi ha disturbato durante tutto il libro: le incursioni tutt’altro che storiche. Sì, perchè Alice racconta la storia di Anita come fosse proprio lei stessa (Alice) a raccontarla, inserendo parole e luoghi che nel 1935 erano sconosciute. Comprendo che lo stile di Alice faccia sì che questo dettaglio detti ancora più ironia, ma per me che sono un’amante degli storici, questo dettaglio è fastidioso.

Nel lessico utilizzato per scrivere un romanzo storico (o più generalmente ambientato in un’epoca che non è la nostra), lo studio che si fa per i luoghi è il medesimo che si fa per il lessico utilizzato e trovo che utilizzare un lessico sbagliato vada a sminuire la storicità del testo.

Con questo concludo la recensione e ve ne consiglio la sua lettura. Fatemi sapere cosa ne pensate :).

Libri consigliati: L’imprevedibile caso di una scrittrice senza nome, La città delle streghe.

Il baco da seta

Il baco da seta – Robert Galbraith

Londra. L’eccentrico scrittore Owen Quine non si fa vedere da giorni. Non è la prima volta che scompare improvvisamente, ma non è mai stato via così tanto tempo e la moglie ha bisogno di ritrovarlo. Decide così di assumere l’investigatore privato Cormoran Strike per riportare a casa il marito.

Ma appena Strike comincia a indagare, appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto di più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore se n’è andato portando con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce, soprattutto di quelle che ruotano attorno al suo mestiere. Se venisse pubblicato, il libro di Quine rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler mettere a tacere lo scrittore…

Ricco di colpi di scena, uno spaccato degli intrighi del mondo editoriale londinese, “Il baco da seta” è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

Recensione di “Il baco da seta”:

Ero rimasta un po’ delusa dal primo capitolo di questa serie, Il richiamo del cuculo, aspettandomi forse che lo stile della Rowling fosse inconfondibile. Nei suoi thriller invece la storia rimane in sospeso fino alla fine della storia. L’autrice dissemina in tutta la prima parte del libro elementi vaghi su tutti i sospettati. Arrivi a pensare che la tua intuizione sia effettivamente l’unica possibile e anche quella più geniale. La fine poi ti spiazza e capisci che la soluzione era sotto il tuo naso fin dall’inizio ma chissà come mai non ci hai proprio pensato. L’autore è stato più bravo di te a portarti dove volevi. In più in questo capitolo Robin e Cormoran si avvicinano sempre di più, ma anche qui le cose si fanno più confuse. È solo un piacere lavorativo o c’è qualcosa di più? Il matrimonio di Robin si avvicina, ma loro due vicini fanno partire qualche scintilla a cui ancora non viene dato un esplicito significato.

In questo capitolo Cormoran viene assunto per trovare un autore scomparso. Verrà trovato in una vecchia seconda casa totalmente sventrato e mezzo corroso da un acido che gli è stato versato addosso. I colpevoli possono essere tanti: editori, agenti, amanti e autori rivali. Tener conto di ogni movente sembra difficile ma la soluzione sarà invece tutto il tempo sotto il nostro naso.

Che dire: questo capitolo mi ha appassionato anche più del primo, ma qualche dettaglio in più all’inizio non guasterebbe. Far iniziare tutto il “casino” al 70% del libro forse è un po’ tardino. Basta un qualche dettaglio in più nel corso della storia che sembrerà decisivo alle indagini in corso.

Leggerò il terzo capitolo per curiosità e perché Cormoran mi piace un sacco. Ma credo che lo stile dal “tutto alla fine” rimarrà anche nell’ultimo capitolo.

Libri Consigliati: Il richiamo del cuculo, La ragazza del treno

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Illuminae

Illuminae. File 1 – Amie Kaufman & Jay Kristoff

Quel giorno, quando si è svegliata, Kady pensava che rompere con Ezra sarebbe stata la cosa più difficile da affrontare. Poche ore dopo il suo pianeta è stato invaso. Anno 2575: il cielo di Kerenza, un pianeta poco più grande di un granello di sabbia coperto di ghiaccio e sperduto nell’universo, si oscura all’improvviso.

Tra le esplosioni e le urla degli abitanti terrorizzati, una squadra d’assalto della… una potente corporation interstellare, dà inizio all’invasione. Ed Ezra e Kady, che si rivolgono a malapena la parola, sono costretti a cercare insieme una via di fuga. Alcuni giorni dopo, però, un mortale… mutante inizia a diffondersi a bordo di una delle navi sulle quali si trovano i due ragazzi e gli altri superstiti. Come se non bastasse, AIDAN, l’intelligenza artificiale che dovrebbe… pare essersi trasformato nel nemico.

E nessuno dei militari incaricati delle operazioni di salvataggio sembra intenzionato a spiegare ciò che sta accadendo. Quando Kady riesce ad accedere a… strettamente riservate, le è subito chiaro che l’unica persona che può aiutarla è anche l’unica con la quale pensava non avrebbe più avuto nulla a che fare.

Recensione di “Illuminae”:

Buongiorno e benvenuti ad un altro appuntamento di Tu Leggi? Io scelgo!, rubrica ideata da Chiara e Rosy, ormai compagne di viaggi avventurosi intorno ai libri. Questo mese la scelta era particolare e volontaria, non dettata dal caso. Proprio dal blog di Chiara ho deciso di farmi tentare e provare con una lettura particolare, per me un genere inusuale: uno sci-fi.

Illuminae è un racconto molto particolare di una guerra intergalattica ambientato nel futuro. A seguito di un attacco da parte del pianeta madre, i sopravvissuti sono costretti a fuggire attraverso 3 navi spaziali per raggiungere un pianeta sicura. Tra questi sono presenti anche Ezra e Kady, il primo a bordo dell’Alexander e la seconda a bordo dell’ Hypatia. Delle cose molto strane avvengono dopo che il cervellone che governa le navi ha deciso in solitaria di abbattere una delle tre navi, la Copernicus, per non si sa quale ragione, uccidendo tutti i suoi abitanti.

Ovviamente le avventure all’interno sono tantissime e sono anche tanti i segreti a cui dovranno far fronte i due ragazzi, che proprio dopo questa tragedia si sono ritrovati innamorati l’uno dell’altro. Le emozioni che proverete leggendolo saranno tante: ansia, paura, felicità e di nuovo tanta ansia, ma il finale che vi aspetta varrà tutte le vostre emozioni.

Il libro è davvero stupefacente: la creatività che è stata pensata per questo libro è ineguagliabile e davvero per ora non ho trovato nessun libro al suo pari. Tutto è raccontato sotto forma di file riguardanti la vicenda che sono stati trovati e spediti al committente. Email, lettere e conversazione tra i membri dell’equipaggio. Le descrizioni dell’ambientazione è stata curata nei minimi dettagli e i disegni delle navi ne sono la prova concreta. I personaggi, poi, sono davvero realistici. AIDAN, il cervellone che governa le operazioni io l’ho odiato fin dall’inizio. Ogni volta che c’era la sua parte mi montava su una rabbia che non riuscivo a sfogare. Alla fine stavo quasi per piangere per lui (sì, sono lunatica ma non è questo il caso :P).

Consigliatissimo, ma solo in cartaceo perché credo sia l’unico modo in cui renda al 100%!

Libri consigliati: Bringer, La chimera di Praga.

Super

Super – A cura di Antonio Lanzetta

C’è una donna che dà alla luce un bambino con i super poteri e la sua vita viene stravolta. C’è un ragazzo che scopre di poter vedere le ombre delle persone assassinate. C’è un’adolescente che sogna di salvare il mondo e scopre invece che vogliono usare i suoi poteri per scatenare una guerra.
Ma ci sono soprattutto 18 grandi scrittori che hanno deciso di regalarci questi meravigliosi racconti e che hanno realizzato un’antologia unica nel suo genere.

Potrete infatti leggere i supereroi come non avete mai fatto prima.
18 racconti d’autore grazie ai quali potrete ritrovarvi nel sottoscala di Mister Magic, incontrare il ragazzo che ha scoperto di poter sfuggire ai bulli trasformandosi in pietra, scoprire che fine ha fatto il supereroe più famoso di tutti i tempi che ha deciso di ritirarsi dalle scene lasciando i fan disperati.

18 diversi punti di vista, 18 storie straordinarie, un unico grande fine.

Autori

Alice Basso, Sara Bilotti, Manlio Castagna, Fabio Cicolani, Alessio Cuffaro, Romano De Marco, Paolo Di Orazio, Francesco Falconi, Antonio Lanzetta, Giovanni Lucchese, Francesca Maccani, Maico Morellini, Gianluca Morozzi, Angelo Petrella, Piergiorgio Pulixi, Adrian R. Rednic, Patrizia Rinaldi, Paolo Valentino.

Recensione di “Super”:

E’ bello leggere le storie che raccontano di grandi uomini e grandi donne che salvano il mondo, la terra e l’umanità intera. Ma qual’è stata la vita dei nostri supereroi quando erano piccoli? Come sono quando vanno a fare la spesa insieme a noi comuni mortali? E come ci si sente quando il tuo super-potere non è poi così super?

Insomma, siamo così abituati a leggerli nei loro momenti migliori che abbiamo dimenticato tutto il loro contorno. Ecco che entra in scena Super a ricordarci e a farci provare ogni tipo di emozione che riguardano i nostri super eroi classici e i nuovi.

Una mamma che deve crescere un piccolo supereroe, un uomo con un potere imbarazzante, un eroe che cambia il suo potere alle 7 in punto e che deve salvare la sua città e rancori di vecchie nostre conoscenze che si sono protratte nel tempo.

Un libro tutto da leggere e da scoprire, creato da 18 autori diversi che mescolano i loro stili in un’esplosione di racconti straordinari. Tutto questo è nato ed è stato creato a scopo di beneficenza. Eh si, perché parte del ricavato del suo acquisto andrà in beneficenza alla Fondazione Bambino Gesù, che si occupa di sostenere la ricerca medica e la cura delle malattie dei pazienti pediatrici.

In ordine i tre racconti che più mi sono piaciuti sono stati: Il fulmine, un mini thriller il cui finale mi ha lasciato senza fiato; Il supermercato, mi ha fatto piangere ma ancora non ho capito se di tristezza o di gioia per il coraggio di quel ragazzo e infine La mamma di Tornado Rosso, la cui autrice ho seguito (e seguo ancora) e ho amato proprio per l’ironia che la contraddistingue sempre anche in questo racconto.

Se già avete letto questo racconto scrivetemi nei commenti le vostre storie preferite :).

Libri consigliati: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Il buio dentro.

Un ristretto in tazza grande

Un ristretto in tazza grande – Federico Maria Rivalta

Riccardo Ranieri è un giornalista della sezione economica del Mattino di Padova, anche se in realtà la sua attività principale è frequentare con assiduità il Golf Club Frassanelle, pur essendo un giocatore palesemente modesto. Tutto ha inizio il giorno dopo una partita al club con alcuni amici, quando Riccardo rinviene il cadavere di uno di loro.

Non sarà l’ultimo. Da quel momento si susseguono una serie di eventi che lo vedranno sempre più coinvolto in un caso che, da una parte, deve coprire in qualità di giornalista spostato per la circostanza alla cronaca e, dall’altra, è costretto a seguire perché semplicemente si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Infatti qualcuno sta cercando di ucciderlo. Individuare il movente diventa una questione di vita odi morte, ma gli eventi incalzano a un ritmo frenetico complicando terribilmente le cose.

Poi, pian piano, i nodi della storia iniziano ad allentarsi e il detective-suo-malgrado si troverà a portare avanti le indagini come può, e cioè con l’imprevedibilità delle sue mosse e l’incapacità cronica di gestire le situazioni, anche quelle più semplici.

Recensione di “Un ristretto in tazza grande”:

Grazie al GDL – L’assassino è il maggiordomo sono riuscita a leggere questo capitolo giallo che avevo adocchiato già da un po’ di tempo. Lo scopo del gruppo di lettura è quello di condividere insieme la lettura di un libro giallo, ci si ferma a metà e si cerca di capire chi potrebbe essere l’assassino ( e vi assicuro non c’è nulla di facile :P).

Questo capitolo è stato molto particolare come giallo: la tipologia di scrittura mi è piaciuta. Semplice e che cerca di risultare divertente, un po’ umoristico e spensierato. Adoro i libri così. Peccato però per la trama gialla che è in questo caso superflua e pensata male. La storia gialla risulta troppo semplicistica e fa sembrare che l’autore l’abbia creata solo come sottofondo al personaggio di Riccardo.

Anche il finale è un po’ buttato lì e poco ragionato, come se si dovesse far terminare il libro nel giro di qualche parola, poiché il limite di quest’ultime era stato raggiunto.

Ho adorato il protagonista Riccardo e la sua descrizione di uomo sfortunato un po’ in tutto, e contornato da brutte figure (sì, mi ci sono immedesimata parecchio :P). Avrei però dedicato un po’ più di tempo alla sua love story con il commissario così da giustificare il finale, anche perché io mi sento di non conoscere appieno Giulia come personaggio. Mi piace, sì, ma forse avrei preferito una descrizione un po’ più approfondita di lei.

C’è del potenziale e davvero la sua scrittura  e le descrizioni mi sono piaciute. Forse bisognerebbe lavorare sulle storie che contornano i personaggi. Gli darò sicuramente un’altra possibilità.

Libri consigliati: L’imprevedibile piano di una scrittrice senza nome, Bugie

 

Ci proteggerà la neve

Ci proteggerà la neve – Ruta Sepetys

Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce.

Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l’unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta.

Emilia, una ragazza polacca che a soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un’unica eco: sopravvivere.

E quando la nave finalmente si intravede all’orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino…

Recensione di “Ci proteggerà la neve”:

Buongiorno a tutti, lettrici e lettori. Oggi vi propongo la recensione di Ci proteggerà la neve di Ruta Sepetys, libro che parla e racconta la tragedia della Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista di quelle persone che vivevano in Germania, e per i propri motivi cercarono di scappare dallo stato. Chi per non essere catturato, chi per cercare la propria famiglia, chi per cercare nuove possibilità e chi per fuggire dal passato per cercare un nuovo futuro altrove.

Mi piace leggere di questo periodo e credo che continuare a leggere delle atrocità successe mantenga in noi la memoria di quello che l’uomo ha fatto all’uomo e di quello che non si dovrebbe mai più fare. Ho letto libri che parlavano dei campi di concentramento e di ciò che succedeva all’interno. Di ciò che succedeva ai tedeschi fuori nel bel mezzo della guerra. Di che cosa erano costretti a fare per Hitler. Non conoscevo però la storia della Wilhelm Gustloff e sono contenta di aver potuto arricchire la mia conoscenza in merito grazie a questo libro.

La scrittura poi è semplice e il racconto è strutturato bene. Viene descritto il momento della fuga e del raggiungimento della costa per la partenza da parte di quattro punti di vista diversi: un fuggitivo, una polacca, un’infermiera e un marinaio qualunque in cerca di gloria. Ognuno di loro ha la propria storia da portare avanti e un passato da cambiare e ognuno di loro arricchisce il racconto con dettagli reali di quello che avveniva davvero in quel periodo. La tragedia della Gustloff ha preso storie diverse e le ha rese comuni le une con le altre.

Ci proteggerà la neve è un racconto di forza e di coraggio, di dolore e di riscatto. E’ vero che la fine me l’aspettavo leggermente diversa e mi sarebbe piaciuto che il racconto fosse raccontato nel suo finale da Joana, questo però non ha inficiato la sua vera bellezza.

Libri consigliati: Le assaggiatrici, La strada in fondo al mare.

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Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente

Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente – Suzanne Collins

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria.

La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi.

I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Recensione di “Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente”:

Per questo mese ragazzi ho colto la palla al balzo e ne ho approfittato per leggere questo libro, appena uscito, che aspettavo di leggere da circa un annetto. Grazie a Graziella per averlo letto così io ho potuto sceglierlo :P.

Vi è mai capitato di finire di leggere un libro e non sapere che emozioni vi ha lasciato perché sono troppo contrastanti? Ecco questo è proprio il caso.

Il libro mi è piaciuto e tanto e non vedo l’ora di leggere il seguito. Ho amato entrare nei dettagli della vita di Snow e di leggere quali sentimenti e quali avvenimenti della sua vita lo hanno portato a quello che poi noi conosciamo per la saga di Hunger Games. L’unica cosa è che mi aspettavo più riferimenti chiari al seguito della saga.

C’è una relazione di rabbia con il distretto 12 e finalmente viene chiarito il senso delle rose bianche, molto presenti nella saga primaria. Ma perchè non dire che alla fine lui odiava il distretto 12, così anche da capire la sua rabbia verso Katniss? Viene lasciata intuire ma nulla di concreto. Adoro quando vengono concatenati avvenimenti del presente e del passato. Qui invece i due libri risultano completamente scollegati e sconnessi (a parte per il protagonista e per l’ambientazione).

Mi è piaciuta la descrizione della guerra e di quello che ha portato anche alla sua famiglia. Mi è piaciuta la motivazione psicotica che viene data alla creazione degli Hunger Games, ma penso che sia surreale coinvolgere degli adolescenti in qualcosa di questo tipo. Sarebbe stato più realistico se alla base dell’idea degli sponsor ci fosse stato uno stratega o un aiuto stratega piuttosto che dei ragazzi.

Per concludere ripeto che il libro mi è piaciuto, ma forse mi ero aspettata che fosse più collegato alla saga e mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Sono sicura che i seguiti mi chiariranno meglio le idee. Per ora, come voto, rimango a metà, perché ho ancora bisogno di tempo per metabolizzarlo.

Buone letture a tutte voi.

Libri consigliati: Bringer, Absence. Il gioco dei quattro.

Il collegio

Il collegio – Tana French

Il detective Stephen Moran lavora ai Casi Freddi con un unico obiettivo, entrare a far parte della Omicidi della polizia di Dublino. Quello che gli serve è soltanto un’occasione e quando Holly Mackey si presenta nel suo ufficio, sembra che quel momento sia arrivato. Holly ha nuove informazioni sul caso di un ragazzo trovato ucciso l’anno prima nel collegio piú prestigioso d’Irlanda.

L’indagine, subito riaperta, viene affidata a Moran e Conway, una collega tutt’altro che facile da gestire. Gli indizi portano alla scuola di Holly, alla vita segreta delle ragazze. Ben presto, Moran si troverà invischiato in una rete di gelosie, violenze e misteri.

Recensione di “Il Collegio”:

Holly, vecchia conoscenza di Moran che studia in un prestigioso collegio, si presenta al suo ufficio per informarlo che proprio quella mattina ha trovato uno strano biglietto sulla bacheca della scuola che parlava di un vecchio caso di omicidio. Holly pensa che solo un detective come Moran potrà risolvere il caso in maniera adeguata, di lui si fida. Moran pensa di poter usare il caso per farsi finalmente notare dalla omicidi e poter cambiare settore. La cosa, però, non sembra essere così facile.

Il libro è iniziato subito un po’ lento ed è stato faticoso iniziarlo e portarlo avanti. Arrivati però al momento degli interrogatori, dove entra in scena la bravura di Moran il libro cambia completamente registro e da lì ho faticato a staccarmi dalle sue pagine. L’inizio è pieno di dettagli del vecchio caso, ovviamente utili per capirne poi lo svolgimento successivo e di dettagli sul funzionamento del reparto omicidi, gerarchie e quant’altro. Viene inoltre presentata la detective Conway, odiosa scontrosa e sempre sulla difensiva. Per carità non è facile farsi rispettare quando sei una donna che svolge un lavoro prettamente maschile, ma il suo comportamento distaccato e astioso verso il mondo, lo trovo un po’ eccessivo. Quasi speravo che alla fine se ne andasse e rimanesse solo Moran :P.

Il personaggio di Moran invece l’ho adorato: molto attento ai dettagli, tanto da fargli capire alla prima occhiata con che tipo di adolescente aveva a che fare durante l’interrogatorio. Cerca molto di entrare nella testa delle persone e di assecondarle per entrare nelle loro grazie e trarne un profitto. Questo dettaglio lo trovo molto interessante perché denota un livello di attenzione generale grandioso, ma lo trovo controproducente poiché non si riesce mai a capire il carattere vero della persona perché troppo abituata a fare quello che gli altri vorrebbero da lui.

Su chi potesse essere il colpevole fin da subito aveva messo gli occhi sulla giusta persona, ma ammetto che il movente l’avevo balzato in pieno. Anzi devo dire che mi è piaciuta molto questa tipologia di storia perché nuova, finalmente non si parla solo di omicidio per i classici tre moventi: Amore, Soldi, Vendetta. E’ stata una piacevole sorpresa il riscontro finale.

La scrittura poi è pulita e lineare e facile alla lettura e il libro mi è davvero volato, inizio lento a parte :P. Nel complesso lo consiglierei volentieri, anche per leggere qualcosa di diverso.

Libri Consigliati: Il buio dentro, La donna silenziosa.

Ossigeno

Ossigeno – Sacha Naspini

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite.

L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita. E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all’aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa.

La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?

Recensione di “Ossigeno”:

Sarà un problema di stanchezza di fine mese che mi porta a essere meno tollerante, ma anche qui, cari lettori, devo dare una gran bella stroncata.

Il libro parte dal racconto di un rapimento per poi suddividersi in cinque capitoli separati che raccontano la storia di quel rapimento, del prima e del dopo, da cinque punti di vista differenti. Vediamo il punto di vista della vittima, della madre di lei, del figlio del rapitore, dell’amica di infanzia (anche se per 5 pagine) e della coppia finale. Ogni storia è completamente separata e autoconclusiva e non ha nulla in comune con le altre se non il filo conduttore del rapimento iniziale.

Dire che leggerlo è stato noioso è solo l’inizio: purtroppo ne ho trovato la lettura inutile. Non ne ho avuto nessun valore aggiunto alla fine e anche il libro stesso, se lo si analizza è inconsistente. Non ha un nesso logico il suo racconto e come iniziano le storie si concludono senza né capo né coda. Vengono spiegate delle dinamiche nei racconti che non sono richieste, non arricchiscono la storia con dettagli, ma sono fuorvianti per il filo logico che sta seguendo il lettore (parlare tipo della vita della madre della vittima nel dettaglio è inutile poiché la protagonista non è lei). viene menzionata l’amica di infanzia che si incolpa del rapimento di Laura, ma non viene fatta parola del punto di vista del rapitore. Qual è il senso?

Viene venduto un libro di genere thriller che di thriller non ha nemmeno il nome: il titolo Ossigeno non ha alcun significato per il racconto, o almeno non viene spiegato e non viene valorizzato, così come la sua copertina che non ha nessun nesso. Mi ha ricordato davvero tanto un altro libro terribile ed altrettanto inutile che lessi tempo fa.

L’unica nota positiva? L’ho letto in 3 giorni e così me ne sono liberata in fretta. Consiglio: non perdeteci tempo 🙂

Libri Consigliati (thriller davvero): Scomparsa, La donna silenziosa.

 

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Gala Cox

Gala Cox – Raffaella Fenoglio

Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento. Ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n’è andato di casa.

Ora vive solo con la mamma, Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del papà alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo.

Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto e lei dovrà ricredersi e affrontare una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.

Recensione di “Gala Cox”:

Buongiorno a tutte e buon Martedì, che è sempre meglio del Lunedì. Oggi vi presento la mia nuova lettura: Gala Cox, scelta la blog La biblioteca del libraio di Floriana. Mi sono fatta attirare molto dalla copertina e dalla trama che mi aveva dato l’idea di nuove avventure nel corso del tempo, misto a qualcosa di mistico e paranormale. La trama in effetti prometteva bene, ma ragazzi poi l’ho letto e mi sono un po’ cadute le braccia.

Gala sta facendo di tutto per dimenticare ciò che è successo in passato e che ad oggi ha cambiato tutto il suo mondo. La sua migliore amica, Nadia, è morta in un tragico incidente e ora lei si ritrova in una nuova scuola, a doversi fare dei nuovi amici, e in più suo padre è scomparso e con sua madre non riesce ad avere un rapporto sano, ma fatto solo di fronzoli e circostanza. Meno male che vicino a lei c’è sempre la sua super tata Matunaaga. Lui fa parte della cerchia di “amici” della mamma che può vedere solo lei. Perché dovete sapere che sua mamma è una medium e, spesso, in giro per casa ci sono personaggi strani che vanno e vengono per essere aiutati proprio da sua madre. Ma adesso il suo obiettivo è quello di ritrovare suo padre, scomparsa che nessuno in casa sembra notare. Insieme al suo amico Dennis ripercorreranno insieme tutti i passaggi alla ricerca di Sam. Ma come spiegare anche il ritorno di Nadia?

Quando mi sono fatta attrarre da questo libro ero in cerca di qualcosa di leggero, facile da leggere e che mi portasse nuove avventure tutta da vivere. Sono rimasta un po’ delusa perché la storia già dall’inizio faticava a partire e a diventare interessante. I personaggi sono descritti male e a volte in maniera contrastante. Dennis viene descritto all’inizio come uno “sfigatello” (passatemi il termine) per poi sembrare tutt’altro: bello, alto e forte, ricercato da più donne. E la madre viene descritta come fredda, calcolatrice, abituata alla routine (una signorina Rottenmeier) per poi vederla abbracciare la figlia e consolarla (due comportamenti opposti e contrastanti. La figura che mi è piaciuta di più è stata proprio quella del padre Sam, di cui si parla bene ma che non è quasi mai presente.

La storia, poi, risulta davvero noiosa. ho fatto davvero fatica a leggerla. Credo che sia più un libro per ragazzini sui 10 anni. Magari che si affacciano da poco alla lettura. Scrittura e descrizioni semplici ma a mio parere mancava qualcosa a livello di struttura. La fine poi è davvero troppo banale e scontata.

Speriamo nelle prossime letture allora 😛

Libri consigliati: Harry Potter, Absence.