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La ragazza delle perle

La ragazza delle perle – Lucinda Riley

Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta.

Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero…

Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.

Recensione di “La ragazza delle perle”:

Buongiorno a tutte ragazze, ed essendo questo l’ultimo post prima del break delle feste, ne approfitto per fare a tutti i miei cari lettori un augurio di Buona Pasqua e che possiate tutti abbuffarvi di cioccolata (tanto per quest’anno la prova costume è andata!). Mi raccomando: ricordiamoci di stare tutti a casa e approfittiamone per leggere tutto ciò che ci eravamo programmate (comprese le mie recensioni :P).

Ora vi presenterò il quarto capitolo della saga de Le sette sorelle: La ragazza delle perle. Questa saga racconta la storia di sette sorelle che sono state adottate, ognuna molto diversa dalle altre, che si incontrano per commemorare la morte del loro padre adottivo. Dall’avvocato di famiglia ognuna di loro riceve una lettera del padre e qualche indizio nel caso si volesse provare a scoprire da dove sono venute e la storia della loro famiglia. Ognuna di loro porta il nome di una stella della costellazione delle pleiadi.

Questo capitolo in particolare parla della quarta sorella Cece, cresciuta fin dall’infanzia in simbiosi con la sorella Star, di poco più grande di lei. Tanto che le porterà a trasferirsi insieme a Londra e lì acquistare un appartamento per due. Ma a Star quella vita sembra stare stretta e comincia la ricerca della sua storia passata lasciando Cece sola, in balia dei suoi problemi che non sa come affrontare. Cece, creduta da tutti con un carattere forte ed espansivo, si sente spaesata e non più appoggiata dalla sorella e decide quindi di partire alla ricerca della sua storia che la porterà a vivere un’avventura pazzesca sulle coste dell’Australia.

Ogni capitolo di questa saga è molto particolare perché racconta due storie diverse: quella della protagonista-sorella in questione, e quella dell’antenata dalla quale è partita la storia della famiglia. Si può semplicemente dire che tenere alta l’attenzione del lettore su due storia diverse che si muovono nel libro in parallelo risulta davvero complicato. Ed è qui che si nota la straordinaria penna di Lucinda Riley e la fantasia nelle storie è davvero pazzesca, tanto che mi ha fatto innamorare di questa saga. Qui si racconta la famiglia, l’amore ma anche l’avventura e la crescita personale.

E’ anche vero che su una saga così lunga, il rischio di annoiare c’è e devo dire che rispetto agli altri capitoli della saga, questa è quello che ho trovato un po’ più lento nella partenza. Ma il finale stupisce così tanto da rendere impossibile non continuare con le future letture.

Non mi sono immedesimata nel personaggio più di tanto, forse anche per questo ho trovato lunga la partenza, ma ho guardato Cece con gli occhi di una sorella e la sua crescita personale mi hanno resa orgogliosa della sua crescita e della sua voglia di rinnovarsi. Non vedo l’ora di poter continuare la saga e se non vi avessi convinto a fare altrettanto, qui sotto trovate il link al primo capitolo delle serie.

Buone letture 🙂

Libri consigliati: Le sette sorelle, La moglie del califfo

 

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La piccola farmacia letteraria

La piccola farmacia letteraria – Elena Molini

A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità: guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri.

E così decide di fare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore -, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle prese con una vita sentimentale complicata. Blu ha un sogno: lavorare nel mondo dei libri. Ci ha provato con una breve esperienza in una casa editrice specializzata e, ancora, in una grossa catena di librerie.

Poi la decisione: aprire una libreria tutta sua. Ma la vita è difficile per una piccola libreria indipendente… finché Blu ha un’intuizione: trasformare i libri in “farmaci”, con tanto di indicazioni terapeutiche e posologia, per curare l’anima delle persone. Nasce così la Piccola Farmacia Letteraria, che si rivela subito un grandissimo successo.

Peccato che ora Blu abbia altro per la testa: come fare a ritrovare il meraviglioso ragazzo che sembra uscito dalle pagine del Grande Gatsby e con cui ha trascorso una serata indimenticabile, ma al quale non ha chiesto il numero di telefono?

In una divertentissima commedia dal finale sorprendente, Blu scoprirà che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.

Recensione di “La piccola farmacia letteraria”:

Buongiorno a tutti Readers accalliti, come state passando questo periodo? Essendo una persona molto abitudinaria per me è stato all’inizio per me è stato un problema perché non mi ritrovavo più in quello che facevo e dovevo fare e sentivo come un nodo alla gola che mi stringeva in una morsa e non mi faceva respirare. Sto pian piano risolvendo il problema creandomi nuove abitudini che mi piacciono. Per quanto riguarda la lettura, prima di questa pandemia leggevo tanto sul pullman all’andata e al ritorno da lavoro. Ora mi ritaglio dei momenti della giornata solo per la lettura dandomi dei piccoli obiettivi di capitoli che devo leggere in un giorno.

Ne approfitto anche per leggere generi che prima scartavo o lasciavo da parte, perché sapevo che, nella maggior parte dei casi, non mi avrebbe soddisfatto appieno. Dobbiamo avere una mente duttile e pronta al cambiamento se vogliamo non impazzire. Per questo ho provato la lettura di La piccola farmacia letteraria, una narrativa letteraria molto leggera che pensavo potesse rendere leggere anche queste giornate.

Inizio con il dire che La piccola farmacia letteraria esiste davvero a Firenze e che l’autrice del libro ne è anche la proprietaria. Questo fa sì che, una ragazza curiosa come me, voglia andare subito a Firenze a scoprire e ad acquistare un libro in questa particolare libreria che è capace di curare i mali della vita con la propria lettura: una vera e propria farmacia letteraria per l’appunto. Credo che sia un’idea molto originale e geniale.

Parliamo ora del libro: la protagonista è una ragazza della quale è facile immedesimarsi, ha trent’anni un sogno nel cassetto e dei fallimenti lavorativi alle spalle che la spingono ad aprire la sua libreria in un piccolo paesino di Firenze. Ma una libreria al giorno d’oggi fa fatica a risaltare. Perché allora non provare con un’idea geniale, tipo quella di provare con la biblioterapia e creare dei bugiardini medicinali che consigliano un libro apposito per ogni stato della mente? Con l’aiuto delle sue amiche porterà avanti questo progetto di vita trovando molto successo e forse molto di più.

La scrittura di questa autrice mi piace molto perché è VERA. Mi sono ritrovata molto spesso a pensare che anch’io, al posto di Blu, avrei risposto o pensato alla stessa maniera in quella situazione e come a Blu le piccole sfighe quotidiane mi perseguitano. La note un po’ dolente è stata la trama e la costruzione della storia. E’ particolare, certo, ma l’ho trovata un po’ vuota e monotona, forse strutturata male. E’ una lettura leggera, forse più da libro sulla spiaggia e forse più che di una storia d’amore, parla di amicizia vera.

Diciamo che nel complesso non mi ha lasciato né entusiasta né delusa. Una via di mezzo. Quello che vorrei premiare, invece, è l’idea della farmacia letteraria che credo sia, per ognuno di noi, un posto da visitare almeno una volta nella vita.

Libri Consigliati: La libreria dei desideri, E’ una specie di magia.

Le spose sepolte

Le spose sepolte – Marilù Oliva

Dove sono finite quelle donne misteriosamente sparite da anni, mogli e madri di cui i mariti sostengono di non sapere nulla? Uno dopo l’altro, i loro corpi vengono ritrovati grazie a un killer implacabile che costringe chi le ha fatte scomparire a confessare dove si trovano le loro ossa e poi uccide i colpevoli, sempre assolti dai tribunali per mancanza di prove. Il rituale è feroce e spietato: l’assassino vuole così rendere giustizia alle spose sepolte.

I pochi indizi lasciati sulla scena del crimine conducono a un piccolo paese, Monterocca, soprannominato la Città delle Donne, un territorio nell’Appennino bolognese circoscritto da mura ed elementi naturali, governato da una giunta completamente al femminile. Il team investigativo, in cui spicca la giovane ispettrice Micol Medici, si trova catapultato in una realtà di provincia quasi isolata dal mondo, con una natura montana che fa da contorno e molti misteri avvolti nella nebbia. Un inquietante enigma conduce gli inquirenti al Centro Studi Rita, un’azienda farmaceutica che sta sintetizzando un anestetico speciale: lo stesso utilizzato dal serial killer come siero della verità per far confessare i colpevoli.

Ma quanti altri segreti si nascondono dentro i confini del piccolo paese? Solo Micol ha l’innata capacità di scoprirli, anche se questo potrebbe costarle la vita…

Recensione di “Le spose sepolte”:

In questi giorni di reclusione forzata leggere è la nostra unica soluzione alla visione di un mondo esterno oltre che casa nostra. Questo periodo un po’ strano della nostra storia sta continuamente condizionandomi anche nelle letture. Vi spiego: come saprete ormai siamo obbligati a rimanere in casa per la nostra sicurezza e quella delle persone che ci circondano. I negozi sono chiusi già da un po’ e le persone, se ci capita di incontrarle, le scansiamo. Leggendo le pagine di questo libro mi chiedevo spesso come mai i negozi fossero ancora aperti a tarda sera e perché le persone si abbracciavano correndo rischi. Datemi della pazza ma non riuscivo a scollegare la testa da quello che stava accadendo. E’ capitato anche a voi, anche solo per qualche dettaglio letto?

mi sono addentrata nella lettura di questo libro, Le spose sepolte, trovato nel blog di Francesca, incuriosita dal titolo e dal genere. Mi dispiace non aver optato per altro poiché la lettura è stata davvero noiosa. Ogni dettaglio descritto che avevo lo scopo di tenere alta l’attenzione del lettore era un particolare scontato. Nella narrazione gli eventi erano tutti abbastanza scontati. Nessun colpo di scena diverso da quelli che ci si aspetta in un classico giallo. La fine, peggio che mai, arriva di punto in bianco (anche quella dopo che il lettore l’aveva già intuita da tempo) senza nessuna spiegazione del caso. “Ecco lui è il colpevole”. Fine della storia.

Mi è stato difficile anche affezionarmi e/o immedesimarmi nella protagonista poiché l’ho trovata senza carattere. Dimostra di avere una passione smisurata per il suo lavoro, si ma ridursi a dormire qualche ora per poter lavorare di più è impossibile. La mancanza di sonno porta ad avere problemi di allucinazioni, non è scientificamente né umanamente possibile una cosa simile. Vogliamo parlare della sua apatia (ogni tanto mista a tristezza) verso la sua storia, durata anni, appena terminata?! Trovo che il personaggio non abbia un senso logico. Carattere forte e determinato sul lavoro, apatico nell’amore. Cioe?! Chi mi trovo davanti?

Il retroscena di Le spose sepolte non sarebbe stato male ma credo sia stato sviluppato molto male, da rendere la sua lettura noiosa e mal descritta. Per carità, non ho fatto fatica a leggerlo ma non ho trovato nessun elemento che mi convincesse nella lettura.

Mi spiace per questo libro ma spero che la prossima lettura mi appassioni di più :).

Libri Consigliati: Ogni giorno ha il suo male, La donna silenziosa.

 

 

Finale

Finale – Stephanie Garber

Sono passati due mesi da quando i Fati sono stati liberati, due mesi da quando Legend ha reclamato per sé il trono, due mesi da quando Tella ha scoperto che il ragazzo di cui si è innamorata in realtà non esiste. Mentre vite, imperi e cuori restano in sospeso, Tella deve decidere se fidarsi di Legend o piuttosto di un ex nemico.

Dopo aver scoperto un segreto che ribalta tutta la sua vita, Rossella dovrà tentare l’impossibile per salvare coloro che ama e l’Impero. E Legend dovrà fare una scelta che lo cambierà per sempre. Caraval è finito, ma il più grande dei giochi è appena cominciato.

Non ci sono spettatori questa volta, qualcuno vincerà, e qualcuno perderà per sempre.

Recensione di “Finale”:

Buongiorno a tutte e benvenute nella recensione dell’ultimo capitolo di questa saga da me AMATISSIMA! Non vedevo davvero l’ora di poter concludere questa storia che mi ha appassionata fin dalle prime righe di Caraval. Come? Non lo avete ancora letto? Cosa state aspettando!!!

Nel primo capitolo Caraval, la protagonista dei giochi del famigerato Legend era stata la prima delle due sorelle Rossella, detta Sella, e del suo amore, nato nella corsa alla vittoria del gioco con il giovane Julian. Nel secondo capitolo Legend, invece, la protagonista era stata Tella, Donatella, la sorella minore e scapestrata, quella impulsiva e testarda e il suo amore nascente per Dante, da tutti poi conosciuto come Legend, mastro di Caraval. In questo terzo capitolo la particolarità è che il libro si divide e rende protagoniste entrambe ed entrambe le storie, dando due punti di vista della storia che si contrappongono come i caratteri delle due sorelle.

In Finale la storia protagonista e la caccia al Fato primario per salvare il mondo dal terrore provocato dai fati. La storia viene raccontata dal punto di vista di Tella e della sua lotta interna tra l’amore per Legend e l’attrazione fatale per Jacks e dal punto di vista di Sella che scopre molto del suo passato con la quale dovrà convivere. Potrà sembrare una storia banale ma vi assicuro che il tutto viene condito da magia e passione, cosa che rende le sue pagine e la sua lettura irresistibile.

Come negli altri capitoli il mio personaggio preferito è quello di Sella: amo il suo vestito che cambia colore ad ogni sua emozione, come lei mi sento di dover sempre fare la cosa giusta e rimanere sulla retta via e come lei ho amato per tutto il tempo il personaggio di Julian più che quello di Tella. Nel secondo capitolo, soprattutto nella parte finale, stentavo quasi a riconoscerla ma si è ripresa assolutamente in Finale.

Avevo quasi paura a leggerlo, e a volte ammetto che smettevo per paura che il libro finisse male. Invece il finale è stato perfetto, anche se avrei preferito conoscere un piccolo dettaglio che viene menzionato tra le pagine finali e non viene descritto nella fine. Che sarà il preludio per un futuro seguito? Io ci spero 😛

Libri consigliati: La chimera di Praga, La bussola d’oro

Tutto sarà perfetto

Tutto sarà perfetto – Lorenzo Marone

La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c’è di mezzo la famiglia. Fotografo quarantenne, single e ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero, comandante di navi a riposo, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due bambine e un evidente problema di ansia da controllo.

Quando però Marina è costretta a partire e a lasciare il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l’inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di mangiare dolci e fritti imposto da Marina è solo uno dei molti che vengono infranti. Tallonato da Cane pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre che si rifiuta di farsi trattare da infermo e che continua a sorprenderlo con richieste imprevedibili, Andrea sbarca a Procida e ritorna dopo anni tra le persone e i luoghi dell’infanzia, sulla spiaggia nera che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d’amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine.

E proprio in mezzo a quei contrasti, in quell’imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre e dal brontolio familiare della vecchia Dyane della madre, Andrea trova finalmente il suo equilibrio.

Recensione di “Tutto sarà perfetto”:

Buongiorno a tutte, care Readers del mondo, come state? Io bene, ormai sistemata nella casa nuova con la mia colossale libreria tutta da riempire. Mi sa che vi farò qualche foto, anche se ad oggi risulta ancora spoglia, causa libri parcheggiati da mia madre e non ancora recuperati. Ma a breve provvederò a fare tanti nuovi acquisti. Avete anche voi il mio stesso problema di acquisto seriale di libri? Spero di non essere l’unica.

Oggi voglio raccontarvi questo “Tutto sarà perfetto”. Ovviamente, per chi mi conosce e conosce le mie letture abituali, sa che non è il mio genere e in questo ho voluto andare un po’ fuori dagli schemi. Far parte delle challenge di altri blog a me serve proprio a provare generi nuovi o libri che vanno fuori dalla mia zona di confort. Grazie quindi a “Guess My Book” ;).

Sarà proprio per questo motivo che la sua lettura non mi ha per nulla entusiasmato. Non posso dire in effetti che sia un brutto libro, la scrittura di Lorenzo Marone è molto piacevole alla lettura e molto dettagliata nelle descrizioni sia dei luoghi che dei pensieri. La storia però alla fine mi è risultata insipida. Una storia comune di un padre e di un figlio che si parlano poco e hanno avuto poco rapporto a causa della freddezza del comportamento del padre e dei rancori di Andrea per l’affetto mai ricevuto anche verso sua madre. Marina cresciuta troppo ligia alle regole che cerca di crearsi la vita perfetta. Ma esiste poi davvero la vita perfetta?

Ho trovato la storia di base un po’ vuota, un po’ troppo comune e, per i miei gusti, un po’ troppo riflessiva. Non sono riuscita ad immedesimarmi in  nessuno dei personaggi e la sua lettura non mi ha lasciato nulla. Nessun insegnamento e nessun particolare impresso.

Mi dispiace, perché poi la scrittura di Marone è davvero piacevole. Magari gli darò una seconda possibilità con un’altra delle sue opere. A voi è mai capitato di aver letto qualcosa di insipido? Raccontatemi le vostre esperienze…

Libri Consigliati: La festa dei limoni, Dillo tu a mammà.

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Il mio cuore cattivo

Il mio cuore cattivo – Wulf Dorn

C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa, e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita.

C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come “arresto cardiaco” non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non ricorda cosa sia successo. Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia.

E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare, e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi proprio lei stessa…

Recensione di “Il mio cuore cattivo”:

Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana, anche se arrivato con un giorno di ritardo, per merito di questa stupenda rubrica e del blog di Mariarosaria ho potuto continuare con le letture del (ormai ho capito di amarlo) mio adorato Wulf Dorn. Avete mai letto nulla di suo? Una suspense continua per arriva a dei finali davvero pazzeschi ed inaspettati. Quindi grazie mille Mary per avermi fatto scegliere questo capolavoro!

Vi ricordate la storiella che tutti i genitori ci raccontavano da piccoli, quella di “Al lupo, al lupo”? mia madre, mi ricordo, che me la raccontava ogni volta che scopriva che avevo detto una qualsiasi bugia innocente. Così ho smesso di dire bugie e ogni qual volta non venivo creduta la mia rabbia era folle. Ma cosa succederebbe e cosa proveresti se, a seguito di un brutto trauma per la quale hai dovuto prendere medicinali forti, tutti smettessero di crederti e ti ritenessero solo una pazza?

Doro dovrà trovare tanta forza in se stessa per continuare a portare avanti la sua opinione anche se il mondo intorno a lei continua a non crederle e a evitarla perché solo una povera pazza. Ma Doro ha capito che solo con le sue forze potrà arrivare a capire chi davvero sta inseguendo Kevin e chi sta cercando di farla credere pazza. Ma se fosse poi la persona della quale si fida di più? Come fare per farsi credere? Anche perché Doro, piano piano, inizia a ricordare qualcosa di quel giorno traumatico che la sua mente ha deciso di dimenticare. Forse in lei c’è qualcosa che non vuole accettare. Si tratta di un cuore cattivo.

Un libro stupendo, come il primo che ho letto di questo autore. Se amate i thriller psicologici, adrenalinici fin dalla prima pagina, allora ragazze questo è l’autore che fa per voi. Racconta storie incredibile che rasentano la realtà per poi sbalordire tutti con dei finali inaspettati e mozzafiato.

Mi sono immedesimata subito nel personaggio, non tanto per l’evento traumatico che ha vissuto, ma proprio perché fin da piccola odiavo non essere creduta e non riuscivo mai a darmi pace. Il mio cuore cattivo è stato un libro che ho letto nel giro di pochi giorni nonostante la sua mole (quasi 400 pagine). Quindi ragazze dovete assolutamente leggerlo 😛

Libri consigliati: Incubo, La ragazza del treno

 

 

Evil

Evil – V. E. Schwab

Il destino di Victor è intrecciato a quello di Eli sin dai tempi dell’università, quando la loro comune sete di conoscenza, unita a una sfrenata ambizione, si rivelò fatale. Gettandosi a capofitto in una ricerca sull’adrenalina e le esperienze ai confini della morte, fecero una straordinaria scoperta: a determinate condizioni, è possibile sviluppare poteri soprannaturali.

Ma le cose precipitarono… Sono passati dieci anni da allora e Victor è evaso di prigione, determinato a trovare il suo vecchio amico. Eli ha dedicato la vita a cercare di rimediare al loro errore, dando la caccia a chiunque abbia abusato dei poteri soprannaturali. Il sodalizio di un tempo si è tramutato in rivalità e i due arcinemici sono pronti a fronteggiarsi una volta per tutte, mentre all’orizzonte si prospetta uno scontro di forze terribili.

Una battaglia che cambierà per sempre il destino del mondo.

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Recensione di “Evil”:

Parto sempre un po’ prevenuta quando si parla di Fantasy. E’ un genere molto particolare e se è scritto bene mi fa subito appassionare alla storia e non riesco più a staccarmi dalle sue pagine, se invece la scrittura risulta lenta e complessa posso stufarmene anche fin da subito.

Complice una Challenge alla quale sto partecipando Guess My Book, ho preso in mano questo libro, Evil, e ho iniziato a leggerla scettica. La copertina mi aveva attirato poco e il titolo ancora meno, ma sono lieta di dirvi che non si giudica mai un libro dalla copertina. Infatti il libro mi ha sorpreso molto e mi è piaciuto un sacco. Superato circa il 30% devo dire che non sono più riuscita a smettere di leggerlo. Capita anche a voi?

Evil è la storia di un’amicizia nata tra i banchi di scuola, dell’università per la precisione, e della normale vita di due ragazzi. Studio, esami e dinamiche amorose intrecciate, e com’è normale, anche gelosie e invidie varie. Nulla di particolare se non che Victor ed Eli, studiando medicina, si avvicinano al mondo del sovrannaturale e degli uomini EO (ExtraOrdinarie). La loro curiosità si spinge così a fondo di questa storia che i due ragazzi non si limiteranno a studiarli e ad analizzarli ma a provare a diventare come loro tramite un’esperienza di pre-morte. In questo modo le loro vite e le loro sensazioni vengono modificate ed ampliate tanto che Eli, capace di autoguarirsi, si mette nelle condizioni di poter pensare che proprio dio gli abbia donato quel potere inoffensivo proprio perché come suo seguace il suo compito sia quello di distruggere gli altri EO perché mostri contro natura.

Victor invece, condannato per la morte accidentale di una ragazza, esce di prigione con l’intento di uccidere definitivamente Eli e sbarazzarsene, facendogli pagare quello che lui ha fatto pagare a lui, condannandolo al carcere a vita e dichiarando ai quattro venti il suo stato di EO.

Ovviamente non vi svelerò come andrà a finire la battaglia ma vi assicuro che il finale è tutto da leggere.

Ho adorato il personaggio di Vic in questo libro perché nel suo essere EO, è risultato un uomo ricco di sentimenti e premure nei confronti dei suoi amici, a differenza di Eli che in modo molto freddo ha seminato morte ed uccisioni. Un po’ come se la vita da EO avesse cambiato al contrario i loro caratteri, o avesse amplificato i caratteri nascosti. Ho odiato il personaggio di Serena che in qualità di donna si è fatta abbindolare completamente da Eli tanto da pensare che fosse giusto uccidere sua sorella perché contro natura. E tu cosa saresti? Te lo sei chiesta?

A prescindere dal mio giudizio moooolto personale dovete assolutamente leggerlo e farmi sapere cosa ne pensate 😛

Libri consigliati: Caraval, Absence

Il paese delle pazze risate

Il paese delle pazze risate – Jonathan Carroll

Avete mai amato un libro più di ogni altra cosa? Thomas Abbey, insegnante di letteratura e figlio di una stella del cinema, non sa bene chi sia e cosa voglia dalla vita o dalla sua relazione con l’eccentrica Saxony Gardner.

Quello che sa perfettamente è che niente lo ha mai toccato a fondo quanto i magici libri di Marshall France, un autore di straordinarie fiabe per bambini che ha sempre vissuto isolato e che è morto ad appena quarantaquattro anni. Spinti da questa passione comune Thomas e Saxony partono per Galen, la cittadina dove Marshall ha trascorso gran parte della sua vita, decisi a scrivere la sua biografia.

A poco a poco, però, cominceranno a scoprire che qualcosa di strano e inquietante sta accadendo nel piccolo paesino e che la magia di France va ben oltre la pagina scritta… lasciandoli con un compito terrificante da intraprendere.

Recensione di “Il paese delle pazze risate”:

Avete mai trovato qualcosa di talmente coinvolgente da non poter staccare gli occhi da quell’oggetto? Una lettura strana, che non capite perché vi tenga legato ad essa, ma nonostante ciò proprio non riuscite a chiudere le sue pagine? Questo per me è stato Il paese delle pazze risate e la sua lettura. Non una lettura di mia prima scelta ma che mi ha incuriosito fin dalla prima lettura della trama.

Il protagonista, Thomas, decide di scrivere una biografia del suo autore preferito. Un autore strano, di libri per bambini, pieno di una creatività sconvolgente. Ma ben pochi lo conoscono come autore. E mentre sta cercando notizie su di lui per capire da cosa iniziare, incontra proprio lei: Saxony. La seconda, probabilmente, al mondo ad amare questo autore di nicchia. Chi se non lei potrebbe essere la scelta di Thomas come compagna di viaggio e di scrittura?! Ma si sa che, stando a stretto contatto con una persona che ci capisce si finisce quasi sempre con l’innamorarsene. Decidono quindi, insieme, di andare nel paese di Marshall France e di provare a contattare la figlia. Ma chi l’avrebbe mai detto che una storia così reale potesse risultare così surreale?

Lo so, le mie parole potrebbero essere strane ed ambigue, ma solo leggendo il libro se ne può comprendere il vero senso, sapete perché?

Perché Jonathan Carroll è il mago della scrittura surrealista. Tutto ciò che sembra reale alla fine si capisce quanto invece fosse surreale. Lo è sempre stato ma Jonathan ci ha ingannato da sotto il naso. Non ho mai letto un libro così strano e così coinvolgente al tempo stesso e ne sono rimasta davvero affascinata. Un genere nuovo per me ma davvero strepitoso. In più la scrittura semplice di Carroll rende tutto più assurdo. Davvero non mi sono accorta di nulla prima? Ebbene si!

Ed in primis il protagonista è un personaggio surreale. Non si riesce mai a capire cosa pensa e che cosa voglia davvero. Sembra cambiare idea e pensiero ad ogni pagina, tanto che ogni capitolo risulta essere la versione opposta del precedente.

Se posso consiglierei a tutti di leggerlo e di farmi sapere la vostra impressione. Perché, effettivamente, non sono ancora convinta che la mia versione non sia quella surreale, creata apposta dall’autore.

Alla prossima lettura 🙂

Consigli di lettura: Caraval, Sette giorni perfetti

Dopo di te

Dopo di te – Jojo Moyes

Quando finisce una storia, ne inizia un’altra.Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima.

I sei mesi intensi trascorsi con Will l’hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.

Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata.

Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

Recensione di “Dopo di te”:

Complice questa bellissima rubrica, e la ragazza da cui dovevo scegliere Francesca, mi sono finalmente decisa a finire questo capitolo di storia e sapete cosa ne penso?

Ho fatto male! Per carità lo stile della Moyes è sempre quello e la scrittura è molto bella e coinvolgente, tanto da avermi fatto finire un romance (quindi è tutto dire). Ma forse chissà cosa mi aspettassi, un’altro mega successo come il primo Prima di te?! Probabilmente sì e forse per questo sono rimasta molto delusa.

In questo capitolo, effettivamente vediamo una Louisa completamente diversa da quel personaggio stravagante e sempre sorridente che era stato nel primo. Avvolta da una delusione e una depressione portata dalla morte di Will e dai sensi di colpa nel pensare di non aver fatto abbastanza, la nostra Clark si è chiusa in se stessa. E cosa ne è stato di lei dopo Will? Un vero e proprio fallimento. Se il consiglio di quel ragazzo che ha scelto di morire era stato quello di dirle di godersi ogni istante e di vivere, mi sa che allora le sue parole si sono perse in un bistrot di Parigi. Louisa infatti si è accontentata di una vita vissuta a metà nella sua classica routine che non le fa pensare (o così lei si convince) a ciò che era stata la sua con Will.

Posso capire che, anche nella vita reale, un fatto del genere possa segnare davvero l’animo umano, ma vi assicuro che quella descritta nel libro non è Louisa. Se il libro fosse stato raccontato senza il libro precedente, l’avrei letto con più gusto. Ma qui sembra davvero che si sia dovuto dare un seguito ad una storia che terminava nel primo ed unico libro? Perché forzare una storia riempiendola di cliché e storie già trite e ritrite?

E poi scusate ma quando Louisa è passata dall’essere un’ombra nera ad essere quella ragazza sexy che i ragazzi sognano la notte nel primo libro?

Avrei davvero preferito che questo libro fosse stato presentato come una storia a parte e non come il seguito di una storia che avrei definito “perfettamente studiata e scritta” con la fine nel primo capitolo. No alle forzature, grazie!

Libri consigliati: Io prima di te, Un altro giorno ancora

Da dove la vita è perfetta

Da dove la vita è perfetta – Silvia Avallone

C’è un quartiere vicino alla città ma lontano dal centro, con molte strade e nessuna via d’uscita. C’è una ragazzina di nome Adele, che non si aspettava nulla dalla vita, e invece la vita le regala una decisione irreparabile. C’è Manuel, che per un pezzetto di mondo placcato oro è disposto a tutto ma sembra nato per perdere. Ci sono Dora e Fabio, che si amano quasi da sempre ma quel “quasi” è una frattura divaricata dal desiderio di un figlio.

E poi c’è Zeno, che dei desideri ha già imparato a fare a meno, e ha solo diciassette anni. Questa è la loro storia, d’amore e di abbandono, di genitori visti dai figli, che poi è l’unico modo di guardarli. Un intreccio di attese, scelte e rinunce che si sfiorano e illuminano il senso più profondo dell’essere madri, padri e figli. Eternamente in lotta, eternamente in cerca di un luogo sicuro dove basta stare fermi per essere altrove.

Silvia Avallone ha parole come sentieri allungati oltre un orizzonte che davamo per scontato. Fa deflagrare la potenza di fuoco dell’età in cui tutto accade, la forza del destino che insegue chi vorrebbe solo essere diverso. Apre finestre, prende i dettagli della memoria e ne fa mosaici. Sedetevi con lei su una panchina e guardate lontano, per scoprire che un posto da dove la vita è perfetta, forse, esiste.

 

Recensione “Da dove la vita è perfetta”:

Buongiorno a tutti e scusatemi se sono stata latitante per così tanto tempo, ma non potevo immaginare che un trasloco e una piccola ristrutturazione della casa, sarebbe stata così impegnativa e dispendiosa di energie e tempo. Fortunatamente è quasi finita, così riesco a ritagliarmi del tempo anche per me. Non vi preoccupate, tra poco tornerò operativa a pieno regime.

In questo periodo, però, ho voluto cimentarmi con una lettura che, normalmente, è distante dalle mie consuetudini letterali. Ho provato a leggere un romanzo contemporaneo che tratta di argomenti molto attuali. In questo libro Silvia Avallone ha voluto trattare l’argomento della gravidanza, mettendo in contrapposizione la storia di una coppia che, a causa della disabilità della moglie, non riesce ad avere un bambino così tanto desiderato, e la storia di una ragazzina liceale che rimane incinta senza volerlo e senza poterselo permettere. Tutta colpa di Rosy!

Dove la vita è perfetta? In effetti questo libro non mi è proprio piaciuto: raccontando un qualcosa di veritiero ha dato, secondo me, un’idea di quello che potrebbe essere davvero giusto fare. I libri non dovrebbero anche insegnare un po’ una morale?

Potrebbero esserci spoiler da qui in poi.

La morale in questo capitolo è stata che una famiglia che si distrugge e si strugge per il fatto di non potere avere un figlio alla fine vince: ma la felicità di una coppia può davvero arrivare solo dall’arrivo di un bambino? Penso che una coppia debba stare bene insieme in ogni momento e in ogni situazione prima di poter dare degli insegnamenti a un nuovo essere umano. Alla fine cresceranno bambini problematici e quando alla fine i figli se ne andranno di casa la coppia si sfascerà definitivamente. Non si può vivere ed uscire pazzi solo per avere dei figli, o no?!

In più aggiungiamoci l’idea che possa dare a dei ragazzini: effettivamente la protagonista giovane aveva preso la decisione più giusta per il bene del bambino, e poi? Un piccolo capriccio, la convinzione adolescenziale che tutto possa essere un problema semplice da risolvere e manda tutto in vacca. Secondo me argomento sbagliato da presentare a degli adolescenti.

Condiamo il tutto con il fatto che l’autrice ha condito il tutto con uno stile letterario molto bello se usato nel modo giusto. Iniziare raccontando la fine per poi ripercorrere la serie degli eventi è utile fin tanto che si stupisce il lettore con una storia completamente al di fuori dai canoni di quello che ci si poteva aspettare. Se durante il racconto mi viene descritto ciò che mi aspetto allora questo stile è stato buttato. L’inizio del libro è stato semplicemente uno spoiler.

Mi spiace ma questo libro lo devo proprio bocciare e non consigliare :(.

Libri consigliati: Il patto, La strada in fondo al mare