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Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso

Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso – Nancy Springer

Enola Holmes non augurerebbe a nessuno di essere la sorella minore dei due zucconi inglesi più famosi al mondo. Mycroft e Sherlock Holmes. Che la guardano sempre dall’alto e la credono una femminuccia capricciosa. Per fortuna la loro madre la pensa diversamente…

Quando però la donna scompare nel nulla, le cose per Enola precipitano e i fratelli decidono di spedirla in collegio, convinti che quel posto farà di lei una docile signorina. Ma Enola, che non ha mai obbedito a Mycroft e Sherlock un solo giorno in vita sua, non inizierà certo adesso. E se quei due sono troppo ottusi per aiutarla nella ricerca della madre, ci penserà lei a indagare. Così, in sella alla sua bicicletta, Enola fugge di casa e si mette in viaggio verso Londra.

E se sulla strada dovesse imbattersi nello strano rapimento di un giovane marchese, be’… sarebbe l’occasione perfetta per dimostrare quanto risolvere casi sia elementare, per una Holmes! Tra intrighi, indagini e inseguimenti mozzafiato, con questo romanzo iniziano le avventure di un’eroina intelligente e caparbia, capace di farla sotto il naso dello stesso Sherlock Holmes.

Recensione di “Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso”:

Buongiorno a tutti, oggi voglio parlarvi di questa opera molto divertente e leggera, da leggere con spensieratezza e da far leggere anche ai nostri ragazzi, per la felicità di Chicca :P.

Enola è un personaggio creato all’avanguardia per il suo periodo. Ci troviamo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. La donna ovviamente aveva da sempre e ancora un ruolo marginale nella vita quotidiana: vengono ritenute non in grado di agire sotto ragione e sono ancora sotto la potestà del marito. Non viene loro attribuita nemmeno l’eredità, ma solo l’usufrutto. Qualcosa inizia a smuoversi tra le donne, ma l’emancipazione è ancora lontana.

Enola però viene cresciuta unicamente da sua madre con l’idea che da sola riuscirà ad ottenere tutto quello che vorrà dalla sua vita. Enola infatti al contrario si legge Alone (= sola). Da sola questa ragazzina potrà andare molto lontano.

Enola viene lasciata sola da sua madre il giorno del compleanno e i suoi fratelli, venuti in suo “soccorso” la sottovalutano, ritenendola una ragazzina poco educata a causa delle mancanze della madre e da rimettere in riga. Enola, però, possiede l’ingegno e l’astuzia di suo fratello Sherlock, e non volendo stare alle loro regole decide di scappare e prendere in mano la sua vita. Oltre ad essere un bel libro, scritto bene e coinvolgente, Enola Holmes è un esempio di ragazza avventurosa che decide di affrontare le sue paure per vivere la sua vita come vuole e non come gli altri la vogliono per lei.

Ho odiato nel mio profondo il personaggio di Mycroft e anche quello di Sherlock non mi è stato molto simpatico. Però penso che sia ben descritti per il tempo in cui vivono. Una famiglia comunque abbiente con due figli maschi cresciuti nell’idea di ereditare tutto perché l’uomo (come genere) è più potente e solo egli ha diritti.

Assolutamente consigliato e sicuramente continuerò la serie. Unica pecca: la copertina del primo libro è stata presa dal film ed è diversa dalla serie (che odio!).

Libri Consigliati: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Il morso della vipera.

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Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito – Salvatore Basile

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre.

Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.

Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui.

Ora c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.

Recensione di “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento di “Tu Leggi? Io scelgo!”. Questo mese la scelta è ricaduta sul blog di MariaRosaria e devo dire che la è stata ardua, dati i tanti libri che avrei potuto scegliere di leggere, ma mi sono fatta attrarre da questo strano libro che normalmente avrei saltato a piè pari.Grazie istinto e grazie Mary che invece me lo avete fatto scoprire.

Sì, perché questo libro è stata una vera sorpresa. Già dalle prime pagine non si può non iniziare a provare emozioni di qualsiasi tipo e, a volte contrastanti tra di loro. Ogni personaggio descritto all’interno è capace di darti un insegnamento e di essere ispirazione per i fatti della tua vita quotidiana. Michele è un protagonista molto controverso che subisce una crescita personale repentina e netta. Non è un personaggio della quale si prova empatia subito: ha un carattere molto chiuso dovuto al suo trascorso, ma è capace di farti affezionare nel tempo insieme alla sua crescita. Elena invece è una bomba ad orologeria: è la classica persona che normalmente possiamo conoscere nella nostra vita quotidiana, che sorride sempre ed è sempre positiva, ma che nasconde un grande dolore.

Lei è riuscita a crescere e lo ha fatto da sola, ma il suo vero scopo nella vita era quello do trovare Michele e far crescere lui. Dargli degli insegnamenti importanti che non aveva ancora appreso.

Il mio personaggio preferito, però, è stato Roberto. Sì perché è lui mi ha ricordato quelle persone che si incontrano normalmente nella vita. Un cuore gigantesco, ma diffidente, prudente, perché nella vita è facile trovare qualcuno che ti possa imbrogliare. Che ti faccia pensare di essere felice e sereno e che poi si riveli tutt’altro, come i due ragazzi che pensavamo avrebbero aiutato Michele nella ricerca di sua madre.

Il finale, poi, è proprio quello che mi ci voleva per ritornare a sperare (non posso dirvi altro ma se leggerete il libro, capirete il perché).

Potrei stare ore qui a parlarvi delle grandi emozioni che mi ha dato questo libro, degli insegnamenti che sento dentro che mi ha dato questo libro. Della scrittura un po’ ricercata, con termini a volte non comuni, ma efficaci, che mi sono arrivati dritto al cuore. Il mio vero consiglio, però, è quello di trovare un po’ di tempo per provare a leggerlo e provare a scoprire cosa c’è dietro alle persone. Perché secondo me questo è l’insegnamento più grande che può dare questa lettura.

Libri Consigliati: La strada in fondo al mare, Tutto sarà perfetto.

Reading Challenge – Vintage Trial

Reading Challenge – Vintage Trial

Questa è una sfida di lettura. Io, Chicca e Chiara saremo le amministratrici, ma siamo soprattutto lettrici accanite e negli anni abbiamo partecipato (e continuiamo a farlo) a diverse challenge. Per creare la nostra Reading Challenge ci siamo quindi ispirate a ciò che abbiamo provato, traendo spunto da ciò che ci piaceva maggiormente.

Lo scopo di una challenge secondo noi è la sfida: lo è prima di tutto con noi stessi, oltre che verso altri lettori. Non è solo la vincita finale (che per colpa delle leggi sui giveaway non sarà meravigliosa come vorremmo), ma la gara, il provare a superare i propri limiti, uscendo magari dalla comfort zone. Per noi è stato così e abbiamo pensato di creare qualcosa con la stessa finalità, che sia però fattibile anche per chi non riesce a leggere quanto vorrebbe.

Ecco la sfida:

La challenge avrà la durata di un anno, suddivisa in bimestri, e sarà così composta:

  • 15 libri vintage da recuperare definiti a inizio sfida
  • 15 Obiettivi semplici dati a inizio sfida
  • 2 Obiettivi complessi ogni bimestre 
  • 3 bonus ogni bimestre (in forma di giochini) un libro scelto a testa, magari qualcosa che ci è piaciuto particolarmente ecc. I giochini sono i soliti, anagramma, cover distorta, incipit ecc

I 15 libri da recuperare sono 15 titoli che vorreste leggere quest’anno, che avete già e che decidete voi prima di iniziare la sfida. Dovrete proprio fornirci l’elenco e potrete leggerli nel corso dell’anno come meglio vi pare, senza bisogno di una costante di continuità. Per noi è un modo di recuperare titoli messi da parte, finora non letti.

Gli obiettivi semplici saranno indicati nel primo post, mentre quelli bimestrali verranno svelati di volta in volta, alternativamente su questo blog e quello delle altre amministratrici. I bonus sono titoli da indovinare, troverete qualche giochino (anagramma, rebus, ghigliottina, cover distorta ecc.) che dovrete risolvere. Potete chiedere conferma privatamente a una di noi conduttrici, ma possiamo rispondere solamente sì o no, senza altri indizi.

Gli obiettivi complessi e i bonus da indovinare del bimestre potranno essere letti anche passato il bimestre in questione, ma il punteggio verrà dimezzato. 

Non c’è minimo di lettura per “passare” al bimestre successivo, si può partecipare sempre una volta iscritti.

Punteggio:

  • I libri vintage valgono 8 punti
  • Gli obiettivi semplici valgono 3 punti
  • Gli obiettivi complessi valgono 6 
  • I titoli bonus valgono 10 punti
  • È possibile aggiungere 1 punto ogni lettura in più, cioè se si è già usato quell’obiettivo e si legge altro che corrisponde al requisito, ma solo per un massimo di dieci volte all’anno (come totale) e solo per gli obiettivi semplici. Non è necessario alcun requisito di letture/punti per poterlo fare

Per sapere se un libro esaudisce o meno i criteri richiesti da un obiettivo chiedete a noi, abbiamo l’ultima parola su questo. Se siete in dubbio vi consigliamo sempre di chiedere a noi prima di cominciare a leggere, cercheremo di rispondere sempre in pochissimo tempo.

Premi:

Cosa si vince? Al primo classificato un libro cartaceo a scelta fra l’elenco che metteremo a disposizione (già letti da noi, usati e in nostro possesso) e qualche gadget fatto a mano o del valore minore di €1,00. Al secondo classificato un libro cartaceo a scelta fra l’elenco che metteremo a disposizione (già letti da noi, usati e in nostro possesso), al terzo classificato qualche gadget fatto a mano o del valore minore di €1,00.

Ci saranno dei premi intermedi. Ogni bimestre decreteremo la recensione migliore per noi e chi l’ha scritta otterrà un nostro libro (già letto, usato e in nostro possesso).

Per partecipare basta compilare il modulo qui sotto. Sarebbe gradito anche seguirci sui vari blog e social (Blog: La biblioteca dei Desideri, Librintavola, La lettrice sulle nuvole. Instagram: La biblioteca dei Desideri, Librintavola, La lettrice sulle nuvole. Facebook: La biblioteca dei Desideri, Librintavola, La lettrice sulle nuvole). Se avete un profilo facebook abbiamo creato un gruppo nel quale confrontarci e chiedere eventuali delucidazioni (cliccare QUI). L’elenco dei libri vintage deve pervenirci prima dell’invio della prima recensione, potete mandarlo via mail, via social, pubblicarlo sul gruppo, come preferite, ricordate solo sempre di taggarci.

Ci sarà un documento condiviso nel quale monitorare man mano i progressi e dove consultare l’elenco dei libri vintage da recuperare.

La sfida inizierà il 1 gennaio 2021, troverete il post nel blog di Chiara, La lettrice sulle nuvole. Nel post iniziale ci sarà il modulo per inviare i link delle recensioni, che dovranno essere fatte su una piattaforma pubblica (blog, goodreads, anobii) e dovranno essere un minimo articolate. Non basta dire mi è piaciuto, lo consiglio. 

Non sono validi fumetti, manga o libri illustrati e nemmeno gli audiolibri. I libri devono avere un minimo di 150 pagine (farà fede cosa indicato su Amazon sezione libro).

Per ogni eventuale dubbio noi siamo a disposizione.

Spero che l’idea vi piaccia e che partecipiate in tanti.

Io, Chicca e Chiara vi aspettiamo, buone letture a tutti e buon anno di challenge!

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Magic

Magic – V.E. Schwab

Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia.

Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura.

Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…

Recensione di “Magic”:

Spinta dalla curiosità di aver letto recensioni di amiche su Magic e la sua serie (per esempio Chiara eh?! :P), ho intrapreso anche io la sua lettura e direi che la scelta è stata proprio azzeccata. Avevo letto, mesi fa, un altro libro della stessa autrice che mi era piaciuto ma non mi aveva entusiasmato troppo. Questo invece l’ho davvero adorato.

Il personaggio di Kell mi è piaciuto tanto: un lato un po’ misterioso e quel conflitto interno di chi vorrebbe sentirsi parte di una famiglia, ma al contrario si sente un oggetto di sfoggio per quelli che sono i reali della sua città. Lui vive nella Londra Rossa, quella più prosperosa e dove la magia è più comune, ma ama collezionare oggetti che arrivano da ogni Londra, anche questo sua passione non è ben vista dal “fratello” Rhy, che lo ritiene un gesto pericoloso per i mondi.

Lila è un personaggio molto particolare, a tratti la sua descrizione mi ricordava un po’ Peter Pan. Piccola, minuta, che cerca di mescolarsi nella popolazione di Londra Grigia, facendosi passare come uomo. Lei è un’abile furfante e, scappata da suo padre, cerca di sopravvivere come può, con furtarelli in giro per la città. Ma Lila sogna l’avventura, sogna un’occasione per poter scappare dalla sua vita, vorrebbe rubare una barca e poter diventare un pirata. Quando incontra Kell per caso, ecco che la sua occasione per un’avventura e una svolta le si apre davanti agli occhi e per nulla al mondo se la lascerebbe scappare, nemmeno se per farlo potrebbe rimetterci la vita.

Ho amato la contrapposizione tra questi due personaggi descritta molto bene in Magic: uno in cerca di una casa e di una famiglia che lo accolga con amore e non come un oggetto, e l’altra in cerca di una fuga, di qualcosa che la faccia sentire viva e non ancorata alla sua solita routine odiosa.

Il personaggio di Holland è stato il personaggio della crescita: all’inizio non si può non odiarlo per il suo comportamento e per la sua lotta con Kell. Arrivati alla fine del libro, invece, vi assicuro che cambierete idea su di lui e vi farà anche molta tenerezza (non posso dirvi altro per non rovinarvi il finale :P).

Ho adorato anche la storia, come sapete amo i libri che parlano di magia in ogni sua forma e in Magic ne è la protagonista, la scrittura dell’autrice, poi, mi ha sorpreso in positivo. Sono contenta di averle dato un’altra possibilità e, vi dirò di più, non vedo l’ora di continuare la saga (cosa che succederà molto presto :P).

Il finale penso che, per quanto potessero essere diverse le mie volontà, sia davvero azzeccato e coerente con i personaggi descritti.

Libri consigliati: La chimera di Praga, Evil.

 

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Le segnatrici

Le segnatrici – Emanuela Valentini

Le cose che nascondiamo a noi stessi possono ucciderci. O salvarci. Il ritrovamento delle ossa di Claudia, bambina scomparsa ventidue anni fa, richiama a Borgo Cardo, nell’Appennino emiliano, Sara Romani, chirurgo oncologico di stanza a Bologna. Per lei il funerale è una pericolosa occasione di confronto con un passato da cui è fuggita appena ne ha avuto la possibilità. Al ritorno nella routine bolognese, il desiderio è quello di dimenticare.

I segreti, gli amici d’infanzia rimasti inchiodati a una realtà carica di superstizioni e pregiudizi, le ossa di una compagna di giochi riemerse da un tempo lontano. Finché scompare un’altra bambina: Rebecca. Sara ha avuto giusto il tempo di conoscerla. Dopo il funerale Rebecca le ha curato una piccola ferita secondo l’antica tradizione della segnatura e adesso Sara è in debito con lei. Un legame che sa di promessa. Un filo rosso che unisce il passato di Sara, schiava della convinzione di dover salvare tutti, con un incubo appena riemerso dall’oblio. Mentre il paese si mobilita per ritrovare Rebecca, la donna è costretta a tornare.

È l’inizio di una discesa negli inferi dell’Appennino, un viaggio doloroso nelle storie sepolte nel tempo attraverso strade, boschi, abitazioni e volti che lei aveva imparato a cancellare dalla memoria, e che ora diventano luoghi neri in cui cercare una bambina innocente. Quale oscuro mistero si cela dietro la secolare tradizione delle segnatrici?

In una sfrenata corsa contro il tempo per scoprire chi ha rapito Rebecca e riuscire a salvarla prima che sia troppo tardi, Sara dovrà scendere a patti con una parte di sé messa a tacere ventidue anni prima. A costo di perdersi nel labirinto dei ricordi e non trovare più la via d’uscita.

Recensione di “Le segnatrici”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento del Gruppo di Lettura, L’assassino è il maggiordomo, creato da me. Se sei appassionato alla lettura del genere giallo/thriller, qui potrai condividere con noi questa passione e la scoperta dell’assassino. Ti stiamo aspettando 🙂

Questo mese il libro in questione era Le segnatrici di Emanuela Valentini e per me è una bocciatura totale. La protagonista Sara è assolutamente un personaggio ambiguo e mal descritto. Si interessa ad un caso di sparizione nella sua vecchia città in senso di riscatto per l’amica, scomparsa quando lei era piccola, e per un senso di debito. Ma quali sono le sue capacità per potersi improvvisare investigatrice, a parte sentire delle voci nella testa che la indirizzano al continuare? Nessuna!

Tanto che rischia di compromettere le prove, porta la polizia a risultati sbagliati e rischia lei stessa la vita. E la sua amica poliziotta cosa fa? Le dice continuamente di smettere e di non continuare perché non è addestrata. Ma davvero? Lavori nella polizia, stanno mettendo disordine e tu le recrimini il fatto di non essere addestrata? Inverosimile.

Mi dispiace poi perché l’autrice sembra voler inserire nelle varie descrizioni dei luoghi frasi filosofiche, facendo diventare lo scritto troppo pomposo. Ricordiamoci che stiamo scrivendo un thriller. L’esempio lampante è quando descrivendo la casa della vecchia dice (non con le medesime parole, ma il significato è quello) che la casa è protetta dalle montagne e mai vento, né bufere di neve e né altro potranno scalfirla. Infatti, da che mondo è mondo, la montagna non ha mai distrutto case a causa di frane, tempeste, incendi etc, vero? (questa era ironica).

Mi è sembrato che la scrittrice volesse esagerare, forse per paura di essere banale, arrivando però al punto di esagerare in ogni aspetto: descrizioni, dialoghi e personaggi. Questo è il mio pensiero.

Il finale non è nemmeno così tanto chiaro e vengono lasciati dei dettagli al caso (non posso dire di più perché farei spoiler). L’assassino non l’avevo indovinato, in effetti, ma giuro che sarebbe stato davvero difficile a causa della confusione della storia.

Voto 2, perché “1” lo do solamente ai casi gravi, dove vorrei chiudere già dalle prime pagine il libro perché noioso.

Libri consigliati: Il buio dentro, Scomparsa.

Vertigine

Vertigine – Sophie Jomain

All’alba dei diciotto anni, Hannah è semplicemente furiosa all’idea di lasciare Parigi per trascorrere un’altra vacanza estiva a Wick, la piccola cittadina a nord della Scozia dove vive la nonna. Per una ragazza della sua età, abituata alla frenesia della metropoli, non esiste posto più noioso.

A risollevarle il morale, per fortuna, ci sono le vecchie amicizie ma anche le nuove conoscenze, fra cui il misterioso Leith, dalla bellezza statuaria e dal fascino irresistibile. Non importa se su di lui circolano strane voci: l’attrazione è immediata, reciproca e incontenibile.

Per Hannah sembra che stia iniziando la storia d’amore che tutte le ragazze sognano, ma ogni fiaba che si rispetti ha il suo lato oscuro, e quella della giovane si sta per trasformare in un incubo.

 

Recensione di “Vertigine”:

Buongiorno a tutti, cari lettori, ecco che oggi ci ritroviamo ad un altro appuntamento di Tu Leggi? Io scelgo, rubrica creata da Chiara e Rosy, ormai mie amiche di lettura con la quale condividiamo questa passione. Per questa mese la mia scelta sarebbe ricaduta sulle letture del blog Libri al caffè di Erika.

Mi sono fatta consigliare dalla mia amica su quali letture potevo scegliere, avevo bisogno di qualcosa di leggero e infatti mi ha consigliato questo libro perfetto per lo scopo.

Vertigine è una classica storia d’amore tra una ragazza parigina, costretta a trasferirsi in Scozia per stare con la nonna, e il classico super figo del paese che, guarda caso, è un lupo mannaro. Hannah ha un bellissimo carattere con la quale mi sono trovata subito affine e che dire sui suoi gusti in fatto di ragazzi: super approvata! La storia è ben scritta e ben descritta e in effetti ho finito il libro praticamente in una notte. E’ davvero molto leggero e piacevole da leggere, scorrevole e scritto bene.

Ci sono all’interno, però, davvero troppi cliché: la ragazza in pericolo che viene salvata dal super figo. Lui che compare sempre in ogni luogo, come lei scopre che lui è un lupo. Tutti questi dettagli troppo scontati lo fanno sembrare un Twilight versione lupi. Mi è piaciuta molto l’ambientazione con le descrizioni dell’isola, del faro e del mare. L’ho davvero adorata. Se vi piace il genere o siete in cerca di una lettura leggera, o qualcosa da far leggere ai vostri figli adolescenti è super consigliato. Sicuramente leggerò altro dell’autrice.

Letture consigliate: Book Jumpers, Gala Cox.

La nona casa

La nona casa – Leigh Bardugo

Galaxy “Alex” Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent’anni, è l’unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l’impensabile.

Ancora costretta in un letto d’ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo.

Dov’è l’inganno? E perché proprio lei?

Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto “tombe” senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street.

E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.

Recensione di “La nona casa”:

Buongiorno a tutte e benvenute nel mio piccolo mondo. Oggi purtroppo la mia recensione sarà negativa. Sono stata spinta a leggere questo libro dalla mia curiosità. La maggior parte delle blogger che conosco ha letto questo libro e i pareri erano discordanti, più a favore che contro. Io invece non mi ci sono proprio trovata.

L’idea generale del “La nona casa” mi piaceva molto, adoro tutto ciò che parla e riguarda la magia in genere: pozioni, incantesimi (anche se non chiamati così :P). La penna della Bardugo non è nemmeno così male e le descrizioni mi sono piaciute. Quando Alex soffriva per le botte ricevute giuro che mi sono alzata dal divano come se fossi io ad essere dolorante.

Passiamo, però, alle noti dolenti. Purtroppo ho trovato la storia molto confusa. All’inizio non riuscivo a capire se stesse ancora parlando del presente o del passato. Non riuscivo a ricordare i nomi (ci sono anche tanti personaggi) e quindi non riuscivo a mantenere la linea della storia. Ultimo, ma non per questo meno importante, la trama non partiva. Era noioso e io non riuscivo davvero a trovare la voglia di continuarlo. Ci ho messo circa un mese a finirlo e nel frattempo ho terminato altre 4/5 letture.

La fine poi (dal 75% in poi) è stata una sorpresa in positivo. Davvero originale e non credo che ci sarei mai arrivata. Sono riuscita anche ad affezionarmi a qualche personaggio come la Daws e Alex stessa, che prima era rimasta molto enigmatica.

Penso che in futuro le darò un’altra possibilità. Ho letto che ha scritto parecchie opere. Adesso però sono rimasta scottata un po’ in negativo. (Scusa Chiara ahahahah :P)

Libri consigliati: La chimera di Praga, Caraval.

La sesta opera

La sesta opera – Luca Centi

1863, New Orleans. Lavinia ha quindici anni e vive a villa Menard con zia Sabine fin da quando è rimasta orfana.Ma la famiglia Menard non è come le altre, fa parte delle cinque Famiglie eredi della Sibilla che anticamente ha scisso il suo Potere creando così le cinque Opere. Lavinia viene cresciuta come una Scevra, una semplice umana senza alcun dono, nel disprezzo della zia che non fa altro che definirla Mezzosangue.

Nessuno conosce però il segreto della ragazza: nonostante non sia mai stata preparata per fare il suo ingresso nel Conclave delle Sibille, riesce comunque ad accedere al Limbo, la realtà che i Testimoni delle Opere del Futuro e del Passato proteggono.

A Lavinia basta canticchiare mentalmente una Filastrocca per ritrovarsi in quel luogo incantato e poter scorgere attraverso i due Veli del Tempo.Il giorno dell’iniziazione di Claudia e Marcus, inaspettatamente però accade qualcosa di terribile e un’entità oscura annuncia che i cancelli del Limbo sono definitivamente chiusi. Solo Lavinia riesce ancora a creare un varco tra i due mondi e con l’aiuto di Marcus e Alistair, il primogenito di zia Sabine disconosciuto perché figlio di un amore proibito, scoprirà la terrificante verità su chi si cela davvero dietro le oscure ombre che hanno invaso il Limbo con lo scopo di soggiogare anche il mondo reale.

Recensione di “La sesta opera”:

La sesta opera è un fantasy nuovo, con una storia mai letta ed originale, nato dallo studio dell’autore sul quartiere francese di New Orleans e sulla cultura creola. Il romanzo ha una scrittura semplice e che arriva subito ai sentimenti. Fin dal principio mi sono legata al personaggio di Lavinia, protagonista, che fin da piccola ha avuto la sventura di perdere entrambi i genitori e dover andare a vivere con la zia. Una zia fredda e calcolatrice che non nasconde il fatto che Lavinia per lei sia un peso.

I personaggi sono davvero realistici in ogni loro emozione, fin da subito avevo capito che il cugino Marcus, anche se messo in mezzo dalla zia a bugie e intrighi, sarebbe stato uno dei “buoni” della storia e mi è piaciuto subito, ha sempre protetto Lavinia, in fin dei conti. Non ho mai sopportato, invece, la zia Sabine, troppo fredda e austera e rancorosa nei confronti della nipote. Odiosa che di più non si può.

Le ambientazioni e le loro descrizioni sono davvero stupende. Ho amato quelle parti dove veniva descritta la villa, in particolar modo la biblioteca, e il quartiere creolo. fatto di queste capanne molto spartane ma ricche di cultura e del valore del rispetto della propria gente. Non so se l’ho reso proprio chiaro, ma nel caso ribadisco che ho amato la sua scrittura :P.

Credo poi che la storia sia unica nel suo genere, molto ben pensata e studiata. Curiosa come sono penso che avrei voluto ereditare l’Opera del Futuro, ma anche quella della mente mi attira molto, perché non un miscuglio allora :P.

Mi dispiace solo che siano stati poco descritte le Opere della vita e della morte. Non essendo, forse, i protagonisti della storia sono stati un po’ relegati a semplici menzioni. Mi sarebbe piaciuto se nel corso del racconto si fossero approfonditi anche quei temi e curiosità. In più credo che la parte della sesta opera sia stata un po’ troppo breve e descritta troppo di sfuggita. Va bene essere legata ad un alone di mistero ma mi è sembrato un po’ eccessivo, visto che l’autore ha descritto molti dettagli anche più piccoli molto bene. Mi ha dato l’impressione di essere lasciata un po’ troppo al caso.

Sono certa per che il secondo capitolo spiegherà meglio i dettagli e questi miei quesiti avranno sicuramente un riscontro. In effetti bisogna lasciare un po’ di materiale per il secondo capitolo no?!

Nel frattempo vi lascio i link per altri due fantasy straordinari sempre della stessa casa editrice. Buone letture 🙂

Libri consigliati: Luna d’inverno, Bringer.

Ringrazio La Corte per la copia omaggio del libro.

La legge del drago

La legge del drago – Lorenzo Visconti

«E questo dove sta scritto?»

«Da nessuna parte: è la legge del Drago. Se non la rispetti ti spezzo le ossa.»

Lorenzo Visconti, detto il Drago, è un poliziotto della questura di Milano che dopo essere stato incastrato per un delitto che non ha commesso, vede andare in frantumi la propria carriera. Rilasciato in attesa di processo ha un solo obiettivo: scoprire il vero colpevole.

Senza lavoro e senza prospettive, non gli resta che mettere l’esperienza e il fiuto da ex sbirro a disposizione del miglior offerente, legale o illegale che sia.

Quando però viene assunto per indagare sull’apparente suicidio di una ragazzina in un parco, si trova invischiato in una storia più grande di lui che lo proietta in un incubo di marciume e violenza. A coprirgli le spalle la sua ex collega Lara Serrano e Jamel Blanchard, un francese dalla pelle scura con la fissa per le nuove tecnologie.

La legge del Drago è un noir dai toni forti, in una Milano corrotta e spietata, nel pieno di una crisi economica che sta per devastare le esistenze di molti.

Recensione di “La legge del drago”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento di L’assassino è il maggiordomo, GdL nato per condividere assieme la passione per i libri gialli e per il tentare di scoprire l’assassino.

In questo capitolo, devo dire, che la scelta a metà mese su chi poteva essere l’assassino è stata ardua. Arrivati infatti a metà del libro le cose e le storie erano così intrecciate da non poter capire bene quale sarebbe stato l’epilogo del tutto. Il libro è molto particolare e la bravura dello scrittore è stata proprio quella di legarmi ai suoi personaggi e alle loro storie fin da subito.

I due personaggi sono in netta contrapposizione ed è per questo che, in maniera simpatica ci si lega subito a loro. Lorenzo è il classico bulletto che sta dalla parte del giusto e che pensa di poter risolvere tutti i problemi con le botte, ma è vegetariano (già questo non vi fa un po’ ridere?). Jamal è un marocchino francese buono e che viene vessato a causa della sua ingenuità. Proprio l’opposto di ciò che gli stereotipi ci fanno credere tutti i giorni :).

La storia mi è piaciuta davvero un sacco e tanto mi è piaciuto anche il tema della mafia italiana che si mescola con le grandi opere. Soprattutto a Milano, dove le grandi opere sono sempre di più. Un tema molto attuale e della quale ho sentito sempre poco parlare. Il racconto poi viene raccontato secondo due punti di vista differenti. Quella del Drago, Lorenzo Visconti, e del suo amico Jamal. Entrambi raccontati in prima persona. Scelta particolare, non credete? Solitamente i punti di vista sono sempre la parte del buono e la parte del cattivo. Qui invece entrambi sono dalla parte del buono ma raccontano le cose secondo due prospettive diverse. Scelta molto curiosa e davvero simpatica :).

Il libro è super consigliato e con il gruppo penso che continueremo la serie. Se volete partecipare vi aspetto a L’assassino è il maggiordomo :P.

Buona festa di Halloween a tutti :).

Libri consigliati: Ogni giorno ha il suo male, Il mercante di libri maledetti.

Acqua passata

Acqua passata – Valeria Corciolani

Una colf dai fianchi robusti e dalla mente sottile capace di leggere la realtà più lucidamente di Sherlock Holmes.

Chiavari. In un vicolo della placida cittadina ligure, uno sconosciuto viene rinvenuto in fin di vita. Poche ore dopo, Alma Boero, quarantenne dallo sguardo acuto, poche parole e selvatica fierezza, trova il cadavere di una giovane editor nel palazzo dove lavora come colf.

A indagare sui casi è l’ispettore Jules Rosset, che resta presto folgorato dalle intuizioni della giunonica colf e dalla sua capacità di fotografare le persone scandagliandole attraverso le loro abitudini, la loro spazzatura, il loro modo di sistemare i calzini e dalle piccole e grandi manie che ogni essere umano custodisce gelosamente.

Quando alle indagini si aggiunge un nuovo mistero, Rosset capisce di avere per le mani uno strumento impareggiabile per sbrogliare la matassa di quegli eventi all’apparenza slegati tra loro e per evitare le reticenze investigative del questore: una colf insospettabile, discreta e affidabile, che può infilarsi nelle pieghe più intime delle vite altrui. Ma Alma – quattro figli, una suocera e un ex marito – è uno strumento tutt’altro che facile da usare.

Recensione di “Acqua passata”:

Era da tanto che vedevo circolare questo libro tra le letture di chi conoscevo e tra le proposte di Amazon. Sono un’amante del genere giallo, anche quello leggero se dichiarato tale e quindi mi sono fatta convincere facilmente alla sua lettura.

I protagonisti sono effettivamente insoliti: un’ispettore separato con un figlio, spedito da una località di montagna ad una di mare con gravi problemi di ipocondria, e una colf madre di due coppie di gemelli abbandonata dal marito con una suocera a carico. Non è stato facile immedesimarsi in questi due personaggi, tanto che mi è piaciuta di più la suocera (che avrebbe dovuto essere un elemento discordante di amore e odio) e il figlio Luca, che porta alla luce il problema del bullismo nelle scuole.

Adoro gli studi di Lombroso e ne sono sempre stata affascinata. Ma sono anche stati superati dalla scienza. Non è possibile che persone diverse con tratti somatici simili possano considerarsi anche simili nei comportamenti e nel carattere. Mi piacerebbe tanto, sarebbe quasi più semplice conoscere le persone e le loro personalità. Ma la scienza ha provato, già tempo fa, che non esiste alcuna relazione tra le due cose. Per questo credo che il libro, che si basa su questa caratteristiche per trovare le prove di un crimine e del colpevole, non sia per nulla credibile.

Mi è piaciuta, però, l’ironia che viene messo in tutto il racconto. Quel gioco di battute che Alma utilizza sia con l’ispettore Rosset sia con la suocera. Ho anche apprezzato la scrittura scorrevole e la bravura di Valeria. Per l’idea del racconto, invece, siamo proprio lontani dal mio gusto.

Libri consigliati: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Il buio dentro.

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