Crea sito

Perché non l’hanno chiesto a Evans?

Perché non l’hanno chiesto a Evans? – Agatha Christie

Chi sostiene che il golf è uno sport tranquillo e rilassante non deve mai essersi trovato nella situazione di Bobby Jones, dinamico giocatore inglese, golfista di second’ordine che, proprio per un tiro maldestro, scopre uno sconosciuto morente precipitato da una scogliera. E questo non è che il male minore, la vita di Bobby infatti, dopo la poco piacevole scoperta si trasforma in uno sfrenato susseguirsi di sventure provocate dalla curiosità del giovanotto e dall’intraprendenza di Frankie, la sua graziosa amica.

Ma chi vuole uccidere i due giovani?

Chi è la donna ritratta nella fotografia trovata nella tasca dello sconosciuto?

E, soprattutto chi è il misterioso Evans nominato dal morente?

Recensione di “Perché non l’hanno chiesto a Evans?”:

Buongiorno a tutti cari lettori, questo mese per la rubrica di Tu Leggi? Io scelgo, la lettura è ricaduta sul blog di Elisa e quale scelta migliore se non un libro della grandiosa e più grande giallista di tutti i tempi, Agatha Christie?

Bobby e Francy si rincontrano su un treno e si raccontano gli ultimi tempi passati. Bobby, figlio del vicario, passa le sue giornate svagandosi e provando a cercare lavoro, ma senza troppo successo. Franco, ricca di famiglia grazie al padre, passa le sue giornate ad annoiarsi. Ma ecco che un caso strano di suicidio e un piccolo incidente a Bobby, iniziano a rendere le giornate interessanti. Sarà forse che Bobby sa troppo e il suicidio non era un vero suicidio? E chi è Evans, nome indicato dall’uomo sconosciuto prima di morire? Ecco che risolvere questi misteri diventerà il nocciolo delle loro giornate.

Ovviamente Agatha è una maestra del crimine ed anche in questo episodio non si è mai smentita. I personaggi sono ben caratterizzati per l’epoca e per la loro estrazione sociale, con piccoli dettagli tipo: è probabile che una donna sia più incline ad avere incidenti e una persona ricca si annoia facilmente della quotidianità.

Ho adorato Francy fin dall’inizio, ha un carattere particolare perché è di alta estrazione sociale quindi superficiale su alcuni dettagli, ma davvero una super donna: impavida e senza paura e, un po’ come me, curiosa a tal punto da mettersi nei guai pur di arrivare al nocciolo della questione. Bobby, adorabile, ma forse un po’ troppo ingenuo e troppo persuasibile.

La storia è molto intrigata, ci sono molti dettagli e molti personaggi che si intrecciano. Devo dire che però, a differenza di altre volte, non ho fatto fatica a riconoscere i personaggi, poiché molto diversi gli uni dagli altri e perché ben caratterizzati. La lettura è molto scorrevole e leggera e si fa prendere così bene da terminare in pochi giorni. Molto bello davvero.

Ve lo consiglio, se volete una lettura facile e spensierata che parla di piccoli gialli.

Libri Consigliati: Il morso della vipera, Acqua passata.

I ricordi non fanno rumore

I ricordi non fanno rumore – Carmen Laterza

Bianca è una bambina allegra e vivace e vive con sua madre Giovanna in casa dei signori Colombo. La sua vita è fatta di cose semplici ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale travolge gli equilibri familiari e Bianca è costretta a lasciare Milano per andare in campagna dalla zia, dove pensa di poter cominciare una nuova vita.

Bianca scopre ben presto che la guerra è ovunque intorno a lei, fuori e ancora di più dentro casa, e l’unica possibilità di sopravvivere è rendersi autonoma, imparare a contare solo su se stessa. Ma per riuscirci deve mettere in discussione le proprie convinzioni sui rapporti familiari, sulle regole sociali e sulla verità dei propri ricordi.

Perché i ricordi sembrano cimeli di un passato lontano ma quando riemergono, di fronte agli snodi cruciali della vita, si rivelano per quello che sono: compagni silenziosi e discreti del nostro cammino che determinano la rotta delle nostre scelte. E come una bussola interiore ci guidano così: senza fare rumore.

Sullo sfondo di un’Italia divisa tra due guerre, quella ufficiale degli eserciti e quella clandestina dei partigiani, Carmen Laterza mette in scena una straordinaria parabola di formazione e resilienza in cui, ancora una volta, il messaggio di rinascita e speranza è affidato a figure femminili profonde e indimenticabili.

Recensione di “I ricordi non fanno rumore”:

I ricordi non fanno rumore è un libro che parla di vita quotidiana. Di famiglie che vengono attanagliate da guerre continue, povertà e infine discriminazione.

Giovanna cerca di scappare dal suo passato e trova lavoro e serenità con sua figlia Bianca a servizio di una famiglia ebrea. I signori Colombo iniziano a risentire delle discriminazione che vedono il centro del problema le minoranze di religione come la loro. Gli affari del signor Colombo iniziano ad andare male e la loro vita normale inizia a cambiare. Ma la cosa che spaventa più di tutto Giovanna è la paura di abitare in una città che potrebbe mettere a repentaglio la vita di sua figlia Bianca.

La sua unica soluzione e prendere in mano il suo passato, affrontarlo una volta per tutte e chiedere asilo e aiuto a sua sorella e alla sua famiglia. Il passato di Giovanna però torna a far capolino. Sua sorella decide di allontanarla da casa ma con la promessa di tenere al sicuro Bianca fino al giorno in cui tutto sarà finito e Giovanna potrà ritornare e riprendersela. Ma la vita non va sempre come noi decidiamo e vogliamo.

Si arriva subito a provare compassione per la vita di Giovanna, ne ha passate davvero tante e comunque si è sempre rialzata. Il periodo che vivono queste due donne è anche molto complicato e imprevedibile. Lavoro e cibo scarseggiano e le soluzioni per continuare a vivere sembrano venir meno.

Amo parlare di questo periodo storico, perché è stato così vicino a noi e sembra sempre un argomento troppo attuale da affrontare. Carmen riesce con la sua dialettica perfetta a prendere una vita “comune” e a renderla speciale ai nostri occhi. Giovanna e Bianca vengono sfiorate dalla Seconda Guerra Mondiale, dovrebbero esserne il contorno, due gocce che passano accanto al lago. L’autrice invece le ha rese due fiumi che intrecciano e arrivano insieme al mare, in fondo al loro cammino. E’ la guerra a risultare un contorno per questa famiglia particolare. Sono rimasta affascinata dalla scritture dell’autrice e credo che leggerò altro di suo.

Libri consigliati: Il paese delle pazze risate; La strada in fondo al mare.

Il cacciatore di anime

Il cacciatore di anime – Romano De Marco

Angelo Crespi è uno dei maggiori esperti italiani di serial killer. Ne ha catturati tre, grazie alla capacità di entrare nelle loro menti e anticiparne le azioni criminali. La sua è stata una carriera straordinaria, fino a quel giorno maledetto. Il giorno in cui ha dovuto pagare un prezzo troppo alto per chiunque. Quando il dolore è impossibile da sopportare, l’unica alternativa al suicidio è scomparire dalla faccia della terra.

Addio al lavoro, ai legami, persino alla propria identità. Con un nuovo nome, da oltre vent’anni, Crespi vive un’esistenza diversa, cercando di venire a patti con i fantasmi del passato. Ha trovato rifugio in un paese defilato, avvolto nella placida atmosfera delle colline toscane, in provincia di Pisa. Peccioli sembra la meta ideale per il suo buen retiro, fino a quando anche in quel luogo ameno qualcuno inizia a uccidere. Delitti rituali, spietati, legati al patrimonio artistico cittadino.

L’uomo chiamato a indagare è il capitano Mauro Rambaldi del reparto operativo dei Carabinieri. Un uomo d’azione, pragmatico, un investigatore di talento. Ma quando la sua indagine si rivela più complessa del previsto, Rambaldi non può fare a meno di chiedere a Crespi di gettarsi ancora una volta nella mischia per aiutarlo a catturare l’assassino. Per il cacciatore di anime, dunque, si profila una nuova sfida…

E stavolta potrebbe essere l’ultima.

Recensione di “Il cacciatore di anime”:

Un nuovo appuntamento per il Gruppo di Lettura – L’assassino è il maggiordomo. Come iniziare bene l’anno se non con una novità? E’ stato proprio un bel inizio anno per quanto riguarda la lettura, almeno :P.

Il cacciatore di anime inizia subito con un colpo di scena, che ti porta subito a legarti al libro. In questo, Romano De Marco, è molto bravo. Il linguaggio che utilizza e le sue descrizioni fanno sì che si entri proprio all’interno della storia e si partecipi attivamente alle ricerche del colpevole. Il personaggio alla quale sono riuscita a legarmi di più è stato proprio Angelo Crespi. Il dolore accomuna le persone e le rende comprensibili. La sua tragedia fa sì che riesca a rintanarsi in un paesino sperduto e a tenere nascosta la sua vera identità. Forse fuggire dal dolore non è la cosa più saggia per dimenticarlo, ma almeno fa sì che si Angelo possa vivere in pace quello che gli resta della sua vita.

Mauro Rambaldi potrebbe essere un piccolo Angelo Crespi, è bravo e concentrato sul suo lavoro. Anche lui riesce a risolvere ogni caso che gli viene posto davanti. Ma in questo omicidio qualcosa gli sfugge proprio. Gli mancano dei dettagli e dei particolari per capire cosa si nasconde dietro a queste morti sospette e teatrali. Forse solo l’aiuto e il ritorno di Angelo farà sbloccare qualcosa.

Le descrizioni sono la parte più bella di questo libro. Non sono mai stata a Peccioli ma mi sembra di conoscerla a memoria. Romano è stato anche molto bravo a infondere in noi il sospetto su più personaggi e con le più svariate motivazioni, allontanandoci effettivamente dalla risoluzione del caso. Un espediente efficace e d’impatto che tiene legato il lettore fino all’ultima pagina per poi sorprenderti con il finale shock!

Il cacciatore di anime è super, mega – consigliato se vi piace il genere.

Libri consigliati: Ogni giorno ha il suo male, Il buio dentro.

Cavie. Identità

Cavie. Identità – Liliana Marchesi

Cora è riuscita a sopravvivere al folle esperimento a cui l’hanno sottoposta e a fuggire dalla struttura in cui era rinchiusa. Ma è davvero libera? Ciò che ha scoperto durante la fuga ha messo in dubbio ogni verità a cui pensava di essere giunta, soprattutto quelle riguardanti la sua identità.

Per questo, con l’aiuto di Roger, un uomo che sostiene di conoscerla, e della sua squadra pronta a tutto, decide di fare ritorno al luogo dove il suo incubo peggiore ha avuto inizio.

Riuscirà Cora a mettere fine agli esperimenti della KCALL e a svelare il mistero che la riguarda per ritrovare finalmente se stessa?

 

Recensioni di “Cavie. Identità”:

Avevamo lasciato Cora, la nostra protagonista nel bel mezzo della storia. Cosa sarebbe successo ora alla nostra cavia, senza un posto dove andare e senza sapere chi è davvero? Vediamolo subito attraverso la rubrica creata da Chiara e Rosy.

In questo nuovo capitolo sembra che l’intento sia rispondere a questa ultima domanda: chi è davvero Cora?! Qual’è la sua vera identità? La risposta non appare semplice. A lei si affiancano un gruppo di ragazzi che le dicono di essere suoi amici e di essere in combutta proprio con lei per l’eliminazione della KCALL. Lei in realtà non sarebbe Ora, ma una certa Isabel che, attraverso un dispositivo iniettato nel corpo della cavia, avrebbe preso possesso del corpo di Cosa.

Verrà spiegato come funziona questo dispositivo e verranno mostrati i poteri e gli effetti che si hanno. Cosa sarebbe successo se la mente di una persona fosse stata iniettata nel corpo di un clone potenziato? Avrebbero davvero potuto distruggere questa azienda dall’interno e questa sarà l’obiettivo comune, anche a Cora/Isabel.

Ma se tutto quello che credete di sapere fosse nuovamente una bugia?

Cora si ritrova nella posizione di non sapere più a chi credere e una serie di eventi entusiasmanti e intricati vi terrà incollati al libro fino a che non capirete qual’è davvero la verità che si cela dietro alla creazione di questo dispositivo. Il libro racconta quello che avviene empiricamente quando si legge: io mi sono immedesimata così tanto che ad un certo punto non sapevo se io fossi davvero io. Ti crea un dubbio, ti coinvolge nella sua storia e nel suo “non sapere”. Nella sua ricerca della verità e della cosa giusta da fare. Ho amato particolarmente la figura di Andrea (attenzione: proprio Andrea e non Cora) è la persona che più cresce in tutta questa storia. Alla fine scopriremo come è partita e come è cresciuta fino a diventare un’altra donna: forte e saggia.

La scena finale ha fatto piangere anche me, anche se non mi aspettavo il dettaglio finale così lontano dall’idea di fantascientifico. Unico spassionato consiglio: leggetelo in un weekend. Finirete, altrimenti, a perdervi tra i nomi e i corpi cambiati. E’ un bellissimo libro e non farete fatica a finirlo in breve tempo.

Libri Consigliati: Illuminae, Bringer.

Le piume del drago

Le piume del drago – Lorenzo Visconti

Lorenzo Visconti detto il Drago continua a “non” essere un investigatore privato: non ha licenze ufficiali e nemmeno regole (tranne le sue). Ex sbirro che ha avuto qualche problema con la divisa e le istituzioni, il suo ufficio è un bar in via Gluck a Milano. Ed è lì che una mattina di luglio si presenta Valeria Zamperini chiedendogli di trovare la sorella scomparsa da cinque mesi. Iniziano così le indagini del Drago, aiutato dal socio Jamel, giovane francese mago dei computer, sulle tracce della ragazza.

Nel frattempo un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po, dove uccide le sue vittime con un macabro rituale. A indagare sugli omicidi ci sarà una vecchia conoscenza del Drago: il maresciallo Barillà, del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Milano.

Due casi in apparenza molto distanti, ma che si riveleranno intimamente collegati.

Con Le piume del Drago Lorenzo Visconti ci riporta in una Milano rovente, violenta e sporca, alternando le luci della città ai paesaggi del grande fiume malato, depredato e sfruttato dall’uomo, e alle parole di un vecchio pescatore.

Recensione di “Le piume del drago”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento del GdL – L’assassino è il maggiordomoPer questo mese abbiamo deciso di continuare con la lettura della serie del Drago, ex poliziotto incastrato ed accusato di omicidio e che poi si è riscattato facendo trovare il vero colpevole.

Questa serie è molto interessante per diversi punti. In tanto l’autore scrive sotto lo pseudonimo di Lorenzo Visconti, che è proprio il nostro protagonista. Come fosse lui stesso a raccontare cosa accade nella sua Milano. Il secondo punto molto interessante di questa serie è che vengono trattati temi un po’ dolenti come quelli in cui centrano le mafie. Queste organizzazioni vanno ad interferire nella vita quotidiana delle grandi città, rovinando tutto ciò che conta e Lorenzo ha il coraggio di raccontarle e portarcele. Credo che nelle sue storie inventate ci sia come un fondo di verità: vengono costruiti edifici potenzialmente benefici per la città, ma vengono nascosti dei segreti; oppure eventi che si rivelano catastrofici per l’ambiente vengono insabbiati dai poteri forti.

Credo che sia giusto narrarli e rendere pubblici questi problemi quotidiani, anche se con fatti e personaggi inventati. Quindi dico grazie a tutti gli autori che hanno il coraggio di trattare questi argomenti molto delicati.

Tornando a questo secondo capitolo l’autore ha reso molto più coinvolgente il secondo caso, quello che il Drago tratta come detective privato (non troppo legalmente) è la cosa mi è piaciuta molto. La scomparsa di Marina ha gettato sua sorella nello sconforto. La polizia aveva già provato a trovare delle tracce senza risultati. Ma lei non si arrende e, sotto consiglio di Lara, si rivolge al Drago, che tutto può. Ho trovato solo un po’ noioso la parte iniziale che riguardava il fiume, ma perché per essere precisi e per far capire al lettore cosa voleva dire bisognava entrare bene nei dettagli. E’ giusto, ma l’ho trovato ugualmente troppo lungo. La seconda voce questa volta non è quello di Jamel, ma proprio dell’assassino che Barillà, conoscente del Drago, sta cercando in ogni luogo. Ma questo assassino si può ritenere tale se uccide solo chi vecchi colpevoli con accuse insabbiate?

Per quanto riguarda i personaggi, adoro l’amicizia di Jamel e la loro contrapposizione secondo i pregiudizi, e adoro molto di più il fatto che loro trattino la cosa con risate e scherzi. La storia con Lara invece inizia a prendere una piega inaspettata. Davvero il Drago prova dei sentimenti per una donna? Mi sa che nel prossimo capitolo lo scopriremo.

Leggete anche le recensioni di Punto di lettura e Ladre di libri al centro del caos.

Buon Anno Nuovo a tutti, che sia migliore e che porti un briciolo di serenità in tutti noi. Possiamo dire addio a questo difficile 2020!

Libri Consigliati: Il morso della vipera, Ogni giorno ha il suo male.

 

Croce d’argento

Croce d’argento – Ilaria Varese

A Los Angeles Gwen sembra aver trovato un nuovo equilibrio. Lavora al Revel’s pub, va in palestra e frequenta l’Alfa della contea, con il quale ha una proposta di matrimonio in sospeso.
Apparentemente la sua vita funziona, ma l’instabilità emotiva di Chase, che lo trascina in un baratro fatto di perdizione e droga, complica le cose. Gwen non può abbandonarlo una seconda volta, a costo di scontrarsi con Christian e con tutto il suo branco.

Quando anche le pressioni di Nicholas si fanno sempre più insostenibili, la giovane dai capelli color della luna trova rifugio in Jayden e nel suo gruppo. Ben presto, però, si accorgerà che c’è una minaccia più spaventosa dell’assassino di suo padre, un predatore silenzioso che ha tessuto la rete intorno a lei ed è pronto a chiuderla nella sua morsa, in una trappola senza via d’uscita. Tutte le bugie crolleranno, creando un effetto domino dalle conseguenze devastanti e irreversibili.

Dopo Luna d’Inverno e Bacio di Fuoco, Croce d’Argento cambia tutte le regole per abbattere ogni certezza. Riuscirà Gwen a salvare le persone che ama senza perdere se stessa?

Recensione di “Croce d’argento”:

Buongiorno a tutti, la fine dell’anno è arrivata ed è sempre più vicina. Meno male che i libri ci accompagnano sempre. Oggi la mia recensione sarà per Croce d’argento, terzo libro della saga Winter Fe’ di Ilaria Varese. Questa serie intera è stata una vera scoperta. Solitamente non mi fanno impazzire i libri sui lupi mannari (come quelli sui vampiri) perché in giro ce n’è davvero tanti e le storie sono un po’ inflazionate.

Questa serie invece è stata completamente diversa fin dall’inizio. Gwen è un personaggio insolito: non è la solita super figa, tacchi e minigonna che fa impazzire il cuore di tutti i ragazzi che la circondano e non è nemmeno la solita ragazza sfigata e bruttina che non verrebbe guardata mai da nessuno. Lei sta nel mezzo (e se fa impazzire i ragazzi a causa del suo sangue, certo non è colpa sua). Ecco perché ci è così facile affezionarci a lei, anche se non ci è così poco simile.

In questo capitolo, però, i personaggi compiono una specie di regressione. Quì, nessuno riesce a maturare o ad imparare qualcosa e al contrario tutti sbagliano in qualcosa, nell’atteggiamento o nelle parole o nel non comprendere qualcosa, tanto che la fine è la conseguenza degli errori di tutti. Christian è molto concentrato sui doveri che gli sono imposti dal proprio cognome e quasi si dimentica dell’amore che lo ha sempre legato a Gwen. Gwen invece certo non gli rende le cose facili. Lei e il suo carattere duro e la sua voglia di risolvere i propri problemi senza chiedere nulla a nessuno, fanno sì che gli eventi peggioreranno sempre più, facendo loro prendere una via senza ritorno. Vogliamo poi parlare di Chase? Nel suo cercare di prendere finalmente in mano la propria vita continuerà a sbagliare con le persone che attorno gli vogliono più bene e a poco varranno le sue scuse se poi l’atteggiamento non cambierà.

Da leggere assolutamente!

Diciamo che questo capitolo è proprio una transizione degli eventi: quì le cose stanno svolgendo verso l’oblio e verso l’irreparabile. E’ stato un libro difficile da leggere (a livello emotivo) e la fine non è quella che tutti ci aspetteremo, ma quella giusta per poter ricominciare un nuovo capitolo di cambiamenti.

Super consigliata tutta quanta la saga ( e se vi prenderà come ha preso a me in una settimana li avrete già finiti. Sì perchè questo l’ho di nuovo finito in due giorni). Ora interpellerò Ilaria dandole massimo 3 mesi per far uscire il nuovo capitolo, se no le conseguenze per lei saranno più drastiche di quelle prese per Gwen ;P

Libri Consigliati: Luna d’inverno, Bacio di fuoco.

Pubblicato in Review | Commenti disabilitati su Croce d’argento

Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso

Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso – Nancy Springer

Enola Holmes non augurerebbe a nessuno di essere la sorella minore dei due zucconi inglesi più famosi al mondo. Mycroft e Sherlock Holmes. Che la guardano sempre dall’alto e la credono una femminuccia capricciosa. Per fortuna la loro madre la pensa diversamente…

Quando però la donna scompare nel nulla, le cose per Enola precipitano e i fratelli decidono di spedirla in collegio, convinti che quel posto farà di lei una docile signorina. Ma Enola, che non ha mai obbedito a Mycroft e Sherlock un solo giorno in vita sua, non inizierà certo adesso. E se quei due sono troppo ottusi per aiutarla nella ricerca della madre, ci penserà lei a indagare. Così, in sella alla sua bicicletta, Enola fugge di casa e si mette in viaggio verso Londra.

E se sulla strada dovesse imbattersi nello strano rapimento di un giovane marchese, be’… sarebbe l’occasione perfetta per dimostrare quanto risolvere casi sia elementare, per una Holmes! Tra intrighi, indagini e inseguimenti mozzafiato, con questo romanzo iniziano le avventure di un’eroina intelligente e caparbia, capace di farla sotto il naso dello stesso Sherlock Holmes.

Recensione di “Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso”:

Buongiorno a tutti, oggi voglio parlarvi di questa opera molto divertente e leggera, da leggere con spensieratezza e da far leggere anche ai nostri ragazzi, per la felicità di Chicca :P.

Enola è un personaggio creato all’avanguardia per il suo periodo. Ci troviamo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. La donna ovviamente aveva da sempre e ancora un ruolo marginale nella vita quotidiana: vengono ritenute non in grado di agire sotto ragione e sono ancora sotto la potestà del marito. Non viene loro attribuita nemmeno l’eredità, ma solo l’usufrutto. Qualcosa inizia a smuoversi tra le donne, ma l’emancipazione è ancora lontana.

Enola però viene cresciuta unicamente da sua madre con l’idea che da sola riuscirà ad ottenere tutto quello che vorrà dalla sua vita. Enola infatti al contrario si legge Alone (= sola). Da sola questa ragazzina potrà andare molto lontano.

Enola viene lasciata sola da sua madre il giorno del compleanno e i suoi fratelli, venuti in suo “soccorso” la sottovalutano, ritenendola una ragazzina poco educata a causa delle mancanze della madre e da rimettere in riga. Enola, però, possiede l’ingegno e l’astuzia di suo fratello Sherlock, e non volendo stare alle loro regole decide di scappare e prendere in mano la sua vita. Oltre ad essere un bel libro, scritto bene e coinvolgente, Enola Holmes è un esempio di ragazza avventurosa che decide di affrontare le sue paure per vivere la sua vita come vuole e non come gli altri la vogliono per lei.

Ho odiato nel mio profondo il personaggio di Mycroft e anche quello di Sherlock non mi è stato molto simpatico. Però penso che sia ben descritti per il tempo in cui vivono. Una famiglia comunque abbiente con due figli maschi cresciuti nell’idea di ereditare tutto perché l’uomo (come genere) è più potente e solo egli ha diritti.

Assolutamente consigliato e sicuramente continuerò la serie. Unica pecca: la copertina del primo libro è stata presa dal film ed è diversa dalla serie (che odio!).

Libri Consigliati: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Il morso della vipera.

Pubblicato in Review | Commenti disabilitati su Enola Holmes. Il caso del marchese scomparso

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito – Salvatore Basile

Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto da scuola, ma quando apre la porta della sua casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre.

Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.

Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile, ma sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui.

Ora c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.

Recensione di “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito”:

Buongiorno a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento di “Tu Leggi? Io scelgo!”. Questo mese la scelta è ricaduta sul blog di MariaRosaria e devo dire che la è stata ardua, dati i tanti libri che avrei potuto scegliere di leggere, ma mi sono fatta attrarre da questo strano libro che normalmente avrei saltato a piè pari.Grazie istinto e grazie Mary che invece me lo avete fatto scoprire.

Sì, perché questo libro è stata una vera sorpresa. Già dalle prime pagine non si può non iniziare a provare emozioni di qualsiasi tipo e, a volte contrastanti tra di loro. Ogni personaggio descritto all’interno è capace di darti un insegnamento e di essere ispirazione per i fatti della tua vita quotidiana. Michele è un protagonista molto controverso che subisce una crescita personale repentina e netta. Non è un personaggio della quale si prova empatia subito: ha un carattere molto chiuso dovuto al suo trascorso, ma è capace di farti affezionare nel tempo insieme alla sua crescita. Elena invece è una bomba ad orologeria: è la classica persona che normalmente possiamo conoscere nella nostra vita quotidiana, che sorride sempre ed è sempre positiva, ma che nasconde un grande dolore.

Lei è riuscita a crescere e lo ha fatto da sola, ma il suo vero scopo nella vita era quello do trovare Michele e far crescere lui. Dargli degli insegnamenti importanti che non aveva ancora appreso.

Il mio personaggio preferito, però, è stato Roberto. Sì perché è lui mi ha ricordato quelle persone che si incontrano normalmente nella vita. Un cuore gigantesco, ma diffidente, prudente, perché nella vita è facile trovare qualcuno che ti possa imbrogliare. Che ti faccia pensare di essere felice e sereno e che poi si riveli tutt’altro, come i due ragazzi che pensavamo avrebbero aiutato Michele nella ricerca di sua madre.

Il finale, poi, è proprio quello che mi ci voleva per ritornare a sperare (non posso dirvi altro ma se leggerete il libro, capirete il perché).

Potrei stare ore qui a parlarvi delle grandi emozioni che mi ha dato questo libro, degli insegnamenti che sento dentro che mi ha dato questo libro. Della scrittura un po’ ricercata, con termini a volte non comuni, ma efficaci, che mi sono arrivati dritto al cuore. Il mio vero consiglio, però, è quello di trovare un po’ di tempo per provare a leggerlo e provare a scoprire cosa c’è dietro alle persone. Perché secondo me questo è l’insegnamento più grande che può dare questa lettura.

Libri Consigliati: La strada in fondo al mare, Tutto sarà perfetto.

Reading Challenge – Vintage Trial

Reading Challenge – Vintage Trial

Questa è una sfida di lettura. Io, Chicca e Chiara saremo le amministratrici, ma siamo soprattutto lettrici accanite e negli anni abbiamo partecipato (e continuiamo a farlo) a diverse challenge. Per creare la nostra Reading Challenge ci siamo quindi ispirate a ciò che abbiamo provato, traendo spunto da ciò che ci piaceva maggiormente.

Lo scopo di una challenge secondo noi è la sfida: lo è prima di tutto con noi stessi, oltre che verso altri lettori. Non è solo la vincita finale (che per colpa delle leggi sui giveaway non sarà meravigliosa come vorremmo), ma la gara, il provare a superare i propri limiti, uscendo magari dalla comfort zone. Per noi è stato così e abbiamo pensato di creare qualcosa con la stessa finalità, che sia però fattibile anche per chi non riesce a leggere quanto vorrebbe.

Ecco la sfida:

La challenge avrà la durata di un anno, suddivisa in bimestri, e sarà così composta:

  • 15 libri vintage da recuperare definiti a inizio sfida
  • 15 Obiettivi semplici dati a inizio sfida
  • 2 Obiettivi complessi ogni bimestre 
  • 3 bonus ogni bimestre (in forma di giochini) un libro scelto a testa, magari qualcosa che ci è piaciuto particolarmente ecc. I giochini sono i soliti, anagramma, cover distorta, incipit ecc

I 15 libri da recuperare sono 15 titoli che vorreste leggere quest’anno, che avete già e che decidete voi prima di iniziare la sfida. Dovrete proprio fornirci l’elenco e potrete leggerli nel corso dell’anno come meglio vi pare, senza bisogno di una costante di continuità. Per noi è un modo di recuperare titoli messi da parte, finora non letti.

Gli obiettivi semplici saranno indicati nel primo post, mentre quelli bimestrali verranno svelati di volta in volta, alternativamente su questo blog e quello delle altre amministratrici. I bonus sono titoli da indovinare, troverete qualche giochino (anagramma, rebus, ghigliottina, cover distorta ecc.) che dovrete risolvere. Potete chiedere conferma privatamente a una di noi conduttrici, ma possiamo rispondere solamente sì o no, senza altri indizi.

Gli obiettivi complessi e i bonus da indovinare del bimestre potranno essere letti anche passato il bimestre in questione, ma il punteggio verrà dimezzato. 

Non c’è minimo di lettura per “passare” al bimestre successivo, si può partecipare sempre una volta iscritti.

Punteggio:

  • I libri vintage valgono 8 punti
  • Gli obiettivi semplici valgono 3 punti
  • Gli obiettivi complessi valgono 6 
  • I titoli bonus valgono 10 punti
  • È possibile aggiungere 1 punto ogni lettura in più, cioè se si è già usato quell’obiettivo e si legge altro che corrisponde al requisito, ma solo per un massimo di dieci volte all’anno (come totale) e solo per gli obiettivi semplici. Non è necessario alcun requisito di letture/punti per poterlo fare

Per sapere se un libro esaudisce o meno i criteri richiesti da un obiettivo chiedete a noi, abbiamo l’ultima parola su questo. Se siete in dubbio vi consigliamo sempre di chiedere a noi prima di cominciare a leggere, cercheremo di rispondere sempre in pochissimo tempo.

Premi:

Cosa si vince? Al primo classificato un libro cartaceo a scelta fra l’elenco che metteremo a disposizione (già letti da noi, usati e in nostro possesso) e qualche gadget fatto a mano o del valore minore di €1,00. Al secondo classificato un libro cartaceo a scelta fra l’elenco che metteremo a disposizione (già letti da noi, usati e in nostro possesso), al terzo classificato qualche gadget fatto a mano o del valore minore di €1,00.

Ci saranno dei premi intermedi. Ogni bimestre decreteremo la recensione migliore per noi e chi l’ha scritta otterrà un nostro libro (già letto, usato e in nostro possesso).

Per partecipare basta compilare il modulo qui sotto. Sarebbe gradito anche seguirci sui vari blog e social (Blog: La biblioteca dei Desideri, Librintavola, La lettrice sulle nuvole. Instagram: La biblioteca dei Desideri, Librintavola, La lettrice sulle nuvole. Facebook: La biblioteca dei Desideri, Librintavola, La lettrice sulle nuvole). Se avete un profilo facebook abbiamo creato un gruppo nel quale confrontarci e chiedere eventuali delucidazioni (cliccare QUI). L’elenco dei libri vintage deve pervenirci prima dell’invio della prima recensione, potete mandarlo via mail, via social, pubblicarlo sul gruppo, come preferite, ricordate solo sempre di taggarci.

Ci sarà un documento condiviso nel quale monitorare man mano i progressi e dove consultare l’elenco dei libri vintage da recuperare.

La sfida inizierà il 1 gennaio 2021, troverete il post nel blog di Chiara, La lettrice sulle nuvole. Nel post iniziale ci sarà il modulo per inviare i link delle recensioni, che dovranno essere fatte su una piattaforma pubblica (blog, goodreads, anobii) e dovranno essere un minimo articolate. Non basta dire mi è piaciuto, lo consiglio. 

Non sono validi fumetti, manga o libri illustrati e nemmeno gli audiolibri. I libri devono avere un minimo di 150 pagine (farà fede cosa indicato su Amazon sezione libro).

Per ogni eventuale dubbio noi siamo a disposizione.

Spero che l’idea vi piaccia e che partecipiate in tanti.

Io, Chicca e Chiara vi aspettiamo, buone letture a tutti e buon anno di challenge!

Pubblicato in Challenge | Commenti disabilitati su Reading Challenge – Vintage Trial

Magic

Magic – V.E. Schwab

Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia.

Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura.

Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…

Recensione di “Magic”:

Spinta dalla curiosità di aver letto recensioni di amiche su Magic e la sua serie (per esempio Chiara eh?! :P), ho intrapreso anche io la sua lettura e direi che la scelta è stata proprio azzeccata. Avevo letto, mesi fa, un altro libro della stessa autrice che mi era piaciuto ma non mi aveva entusiasmato troppo. Questo invece l’ho davvero adorato.

Il personaggio di Kell mi è piaciuto tanto: un lato un po’ misterioso e quel conflitto interno di chi vorrebbe sentirsi parte di una famiglia, ma al contrario si sente un oggetto di sfoggio per quelli che sono i reali della sua città. Lui vive nella Londra Rossa, quella più prosperosa e dove la magia è più comune, ma ama collezionare oggetti che arrivano da ogni Londra, anche questo sua passione non è ben vista dal “fratello” Rhy, che lo ritiene un gesto pericoloso per i mondi.

Lila è un personaggio molto particolare, a tratti la sua descrizione mi ricordava un po’ Peter Pan. Piccola, minuta, che cerca di mescolarsi nella popolazione di Londra Grigia, facendosi passare come uomo. Lei è un’abile furfante e, scappata da suo padre, cerca di sopravvivere come può, con furtarelli in giro per la città. Ma Lila sogna l’avventura, sogna un’occasione per poter scappare dalla sua vita, vorrebbe rubare una barca e poter diventare un pirata. Quando incontra Kell per caso, ecco che la sua occasione per un’avventura e una svolta le si apre davanti agli occhi e per nulla al mondo se la lascerebbe scappare, nemmeno se per farlo potrebbe rimetterci la vita.

Ho amato la contrapposizione tra questi due personaggi descritta molto bene in Magic: uno in cerca di una casa e di una famiglia che lo accolga con amore e non come un oggetto, e l’altra in cerca di una fuga, di qualcosa che la faccia sentire viva e non ancorata alla sua solita routine odiosa.

Il personaggio di Holland è stato il personaggio della crescita: all’inizio non si può non odiarlo per il suo comportamento e per la sua lotta con Kell. Arrivati alla fine del libro, invece, vi assicuro che cambierete idea su di lui e vi farà anche molta tenerezza (non posso dirvi altro per non rovinarvi il finale :P).

Ho adorato anche la storia, come sapete amo i libri che parlano di magia in ogni sua forma e in Magic ne è la protagonista, la scrittura dell’autrice, poi, mi ha sorpreso in positivo. Sono contenta di averle dato un’altra possibilità e, vi dirò di più, non vedo l’ora di continuare la saga (cosa che succederà molto presto :P).

Il finale penso che, per quanto potessero essere diverse le mie volontà, sia davvero azzeccato e coerente con i personaggi descritti.

Libri consigliati: La chimera di Praga, Evil.

 

Pubblicato in Review | Commenti disabilitati su Magic