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Tutto sarà perfetto

Tutto sarà perfetto – Lorenzo Marone

La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c’è di mezzo la famiglia. Fotografo quarantenne, single e ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero, comandante di navi a riposo, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due bambine e un evidente problema di ansia da controllo.

Quando però Marina è costretta a partire e a lasciare il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l’inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di mangiare dolci e fritti imposto da Marina è solo uno dei molti che vengono infranti. Tallonato da Cane pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre che si rifiuta di farsi trattare da infermo e che continua a sorprenderlo con richieste imprevedibili, Andrea sbarca a Procida e ritorna dopo anni tra le persone e i luoghi dell’infanzia, sulla spiaggia nera che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d’amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine.

E proprio in mezzo a quei contrasti, in quell’imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre e dal brontolio familiare della vecchia Dyane della madre, Andrea trova finalmente il suo equilibrio.

Recensione di “Tutto sarà perfetto”:

Buongiorno a tutte, care Readers del mondo, come state? Io bene, ormai sistemata nella casa nuova con la mia colossale libreria tutta da riempire. Mi sa che vi farò qualche foto, anche se ad oggi risulta ancora spoglia, causa libri parcheggiati da mia madre e non ancora recuperati. Ma a breve provvederò a fare tanti nuovi acquisti. Avete anche voi il mio stesso problema di acquisto seriale di libri? Spero di non essere l’unica.

Oggi voglio raccontarvi questo “Tutto sarà perfetto”. Ovviamente, per chi mi conosce e conosce le mie letture abituali, sa che non è il mio genere e in questo ho voluto andare un po’ fuori dagli schemi. Far parte delle challenge di altri blog a me serve proprio a provare generi nuovi o libri che vanno fuori dalla mia zona di confort. Grazie quindi a “Guess My Book” ;).

Sarà proprio per questo motivo che la sua lettura non mi ha per nulla entusiasmato. Non posso dire in effetti che sia un brutto libro, la scrittura di Lorenzo Marone è molto piacevole alla lettura e molto dettagliata nelle descrizioni sia dei luoghi che dei pensieri. La storia però alla fine mi è risultata insipida. Una storia comune di un padre e di un figlio che si parlano poco e hanno avuto poco rapporto a causa della freddezza del comportamento del padre e dei rancori di Andrea per l’affetto mai ricevuto anche verso sua madre. Marina cresciuta troppo ligia alle regole che cerca di crearsi la vita perfetta. Ma esiste poi davvero la vita perfetta?

Ho trovato la storia di base un po’ vuota, un po’ troppo comune e, per i miei gusti, un po’ troppo riflessiva. Non sono riuscita ad immedesimarmi in  nessuno dei personaggi e la sua lettura non mi ha lasciato nulla. Nessun insegnamento e nessun particolare impresso.

Mi dispiace, perché poi la scrittura di Marone è davvero piacevole. Magari gli darò una seconda possibilità con un’altra delle sue opere. A voi è mai capitato di aver letto qualcosa di insipido? Raccontatemi le vostre esperienze…

Libri Consigliati: La festa dei limoni, Dillo tu a mammà.

Il mio cuore cattivo

Il mio cuore cattivo – Wulf Dorn

C’è un vuoto nella memoria di Dorothea. Quella sera voleva uscire a tutti i costi ma i suoi l’avevano costretta a fare la babysitter al fratello minore mentre loro erano a teatro. Ricorda che lui non ne voleva sapere di dormire e urlava come un pazzo. Ricorda una telefonata che l’aveva sconvolta, ricorda di aver perso la testa, e poi più niente. Più niente fino agli occhi sbarrati del fratellino, senza più vita.

C’è un abisso in quel vuoto di memoria, un abisso che parole come “arresto cardiaco” non riescono a colmare. Perché la verità è che lei non ricorda cosa sia successo. Solo adesso, dopo mesi di ospedale psichiatrico, di terapie, di psicologi, ha raggiunto faticosamente un equilibrio precario. Ha cambiato casa, scuola, città: si aggrappa alla speranza di una vita normale. Ma una notte vede in giardino un ragazzo terrorizzato che le chiede aiuto e poi scompare senza lasciare traccia.

E quando, dopo qualche giorno, Dorothea scopre l’identità del ragazzo e viene a sapere che in realtà lui si sarebbe suicidato prima del loro incontro, le sembra di impazzire di nuovo. I fantasmi del passato si uniscono a quelli del presente precipitandola in un incubo atroce in cui non capisce di chi si può fidare, e in cui la sua peggiore nemica potrebbe rivelarsi proprio lei stessa…

Recensione di “Il mio cuore cattivo”:

Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana, anche se arrivato con un giorno di ritardo, per merito di questa stupenda rubrica e del blog di Mariarosaria ho potuto continuare con le letture del (ormai ho capito di amarlo) mio adorato Wulf Dorn. Avete mai letto nulla di suo? Una suspense continua per arriva a dei finali davvero pazzeschi ed inaspettati. Quindi grazie mille Mary per avermi fatto scegliere questo capolavoro!

Vi ricordate la storiella che tutti i genitori ci raccontavano da piccoli, quella di “Al lupo, al lupo”? mia madre, mi ricordo, che me la raccontava ogni volta che scopriva che avevo detto una qualsiasi bugia innocente. Così ho smesso di dire bugie e ogni qual volta non venivo creduta la mia rabbia era folle. Ma cosa succederebbe e cosa proveresti se, a seguito di un brutto trauma per la quale hai dovuto prendere medicinali forti, tutti smettessero di crederti e ti ritenessero solo una pazza?

Doro dovrà trovare tanta forza in se stessa per continuare a portare avanti la sua opinione anche se il mondo intorno a lei continua a non crederle e a evitarla perché solo una povera pazza. Ma Doro ha capito che solo con le sue forze potrà arrivare a capire chi davvero sta inseguendo Kevin e chi sta cercando di farla credere pazza. Ma se fosse poi la persona della quale si fida di più? Come fare per farsi credere? Anche perché Doro, piano piano, inizia a ricordare qualcosa di quel giorno traumatico che la sua mente ha deciso di dimenticare. Forse in lei c’è qualcosa che non vuole accettare. Si tratta di un cuore cattivo.

Un libro stupendo, come il primo che ho letto di questo autore. Se amate i thriller psicologici, adrenalinici fin dalla prima pagina, allora ragazze questo è l’autore che fa per voi. Racconta storie incredibile che rasentano la realtà per poi sbalordire tutti con dei finali inaspettati e mozzafiato.

Mi sono immedesimata subito nel personaggio, non tanto per l’evento traumatico che ha vissuto, ma proprio perché fin da piccola odiavo non essere creduta e non riuscivo mai a darmi pace. Il mio cuore cattivo è stato un libro che ho letto nel giro di pochi giorni nonostante la sua mole (quasi 400 pagine). Quindi ragazze dovete assolutamente leggerlo 😛

Libri consigliati: Incubo, La ragazza del treno

 

 

Evil

Evil – V. E. Schwab

Il destino di Victor è intrecciato a quello di Eli sin dai tempi dell’università, quando la loro comune sete di conoscenza, unita a una sfrenata ambizione, si rivelò fatale. Gettandosi a capofitto in una ricerca sull’adrenalina e le esperienze ai confini della morte, fecero una straordinaria scoperta: a determinate condizioni, è possibile sviluppare poteri soprannaturali.

Ma le cose precipitarono… Sono passati dieci anni da allora e Victor è evaso di prigione, determinato a trovare il suo vecchio amico. Eli ha dedicato la vita a cercare di rimediare al loro errore, dando la caccia a chiunque abbia abusato dei poteri soprannaturali. Il sodalizio di un tempo si è tramutato in rivalità e i due arcinemici sono pronti a fronteggiarsi una volta per tutte, mentre all’orizzonte si prospetta uno scontro di forze terribili.

Una battaglia che cambierà per sempre il destino del mondo.

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Recensione di “Evil”:

Parto sempre un po’ prevenuta quando si parla di Fantasy. E’ un genere molto particolare e se è scritto bene mi fa subito appassionare alla storia e non riesco più a staccarmi dalle sue pagine, se invece la scrittura risulta lenta e complessa posso stufarmene anche fin da subito.

Complice una Challenge alla quale sto partecipando Guess My Book, ho preso in mano questo libro, Evil, e ho iniziato a leggerla scettica. La copertina mi aveva attirato poco e il titolo ancora meno, ma sono lieta di dirvi che non si giudica mai un libro dalla copertina. Infatti il libro mi ha sorpreso molto e mi è piaciuto un sacco. Superato circa il 30% devo dire che non sono più riuscita a smettere di leggerlo. Capita anche a voi?

Evil è la storia di un’amicizia nata tra i banchi di scuola, dell’università per la precisione, e della normale vita di due ragazzi. Studio, esami e dinamiche amorose intrecciate, e com’è normale, anche gelosie e invidie varie. Nulla di particolare se non che Victor ed Eli, studiando medicina, si avvicinano al mondo del sovrannaturale e degli uomini EO (ExtraOrdinarie). La loro curiosità si spinge così a fondo di questa storia che i due ragazzi non si limiteranno a studiarli e ad analizzarli ma a provare a diventare come loro tramite un’esperienza di pre-morte. In questo modo le loro vite e le loro sensazioni vengono modificate ed ampliate tanto che Eli, capace di autoguarirsi, si mette nelle condizioni di poter pensare che proprio dio gli abbia donato quel potere inoffensivo proprio perché come suo seguace il suo compito sia quello di distruggere gli altri EO perché mostri contro natura.

Victor invece, condannato per la morte accidentale di una ragazza, esce di prigione con l’intento di uccidere definitivamente Eli e sbarazzarsene, facendogli pagare quello che lui ha fatto pagare a lui, condannandolo al carcere a vita e dichiarando ai quattro venti il suo stato di EO.

Ovviamente non vi svelerò come andrà a finire la battaglia ma vi assicuro che il finale è tutto da leggere.

Ho adorato il personaggio di Vic in questo libro perché nel suo essere EO, è risultato un uomo ricco di sentimenti e premure nei confronti dei suoi amici, a differenza di Eli che in modo molto freddo ha seminato morte ed uccisioni. Un po’ come se la vita da EO avesse cambiato al contrario i loro caratteri, o avesse amplificato i caratteri nascosti. Ho odiato il personaggio di Serena che in qualità di donna si è fatta abbindolare completamente da Eli tanto da pensare che fosse giusto uccidere sua sorella perché contro natura. E tu cosa saresti? Te lo sei chiesta?

A prescindere dal mio giudizio moooolto personale dovete assolutamente leggerlo e farmi sapere cosa ne pensate 😛

Libri consigliati: Caraval, Absence

Il paese delle pazze risate

Il paese delle pazze risate – Jonathan Carroll

Avete mai amato un libro più di ogni altra cosa? Thomas Abbey, insegnante di letteratura e figlio di una stella del cinema, non sa bene chi sia e cosa voglia dalla vita o dalla sua relazione con l’eccentrica Saxony Gardner.

Quello che sa perfettamente è che niente lo ha mai toccato a fondo quanto i magici libri di Marshall France, un autore di straordinarie fiabe per bambini che ha sempre vissuto isolato e che è morto ad appena quarantaquattro anni. Spinti da questa passione comune Thomas e Saxony partono per Galen, la cittadina dove Marshall ha trascorso gran parte della sua vita, decisi a scrivere la sua biografia.

A poco a poco, però, cominceranno a scoprire che qualcosa di strano e inquietante sta accadendo nel piccolo paesino e che la magia di France va ben oltre la pagina scritta… lasciandoli con un compito terrificante da intraprendere.

Recensione di “Il paese delle pazze risate”:

Avete mai trovato qualcosa di talmente coinvolgente da non poter staccare gli occhi da quell’oggetto? Una lettura strana, che non capite perché vi tenga legato ad essa, ma nonostante ciò proprio non riuscite a chiudere le sue pagine? Questo per me è stato Il paese delle pazze risate e la sua lettura. Non una lettura di mia prima scelta ma che mi ha incuriosito fin dalla prima lettura della trama.

Il protagonista, Thomas, decide di scrivere una biografia del suo autore preferito. Un autore strano, di libri per bambini, pieno di una creatività sconvolgente. Ma ben pochi lo conoscono come autore. E mentre sta cercando notizie su di lui per capire da cosa iniziare, incontra proprio lei: Saxony. La seconda, probabilmente, al mondo ad amare questo autore di nicchia. Chi se non lei potrebbe essere la scelta di Thomas come compagna di viaggio e di scrittura?! Ma si sa che, stando a stretto contatto con una persona che ci capisce si finisce quasi sempre con l’innamorarsene. Decidono quindi, insieme, di andare nel paese di Marshall France e di provare a contattare la figlia. Ma chi l’avrebbe mai detto che una storia così reale potesse risultare così surreale?

Lo so, le mie parole potrebbero essere strane ed ambigue, ma solo leggendo il libro se ne può comprendere il vero senso, sapete perché?

Perché Jonathan Carroll è il mago della scrittura surrealista. Tutto ciò che sembra reale alla fine si capisce quanto invece fosse surreale. Lo è sempre stato ma Jonathan ci ha ingannato da sotto il naso. Non ho mai letto un libro così strano e così coinvolgente al tempo stesso e ne sono rimasta davvero affascinata. Un genere nuovo per me ma davvero strepitoso. In più la scrittura semplice di Carroll rende tutto più assurdo. Davvero non mi sono accorta di nulla prima? Ebbene si!

Ed in primis il protagonista è un personaggio surreale. Non si riesce mai a capire cosa pensa e che cosa voglia davvero. Sembra cambiare idea e pensiero ad ogni pagina, tanto che ogni capitolo risulta essere la versione opposta del precedente.

Se posso consiglierei a tutti di leggerlo e di farmi sapere la vostra impressione. Perché, effettivamente, non sono ancora convinta che la mia versione non sia quella surreale, creata apposta dall’autore.

Alla prossima lettura 🙂

Consigli di lettura: Caraval, Sette giorni perfetti

Dopo di te

Dopo di te – Jojo Moyes

Quando finisce una storia, ne inizia un’altra.Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima.

I sei mesi intensi trascorsi con Will l’hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.

Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata.

Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

Recensione di “Dopo di te”:

Complice questa bellissima rubrica, e la ragazza da cui dovevo scegliere Francesca, mi sono finalmente decisa a finire questo capitolo di storia e sapete cosa ne penso?

Ho fatto male! Per carità lo stile della Moyes è sempre quello e la scrittura è molto bella e coinvolgente, tanto da avermi fatto finire un romance (quindi è tutto dire). Ma forse chissà cosa mi aspettassi, un’altro mega successo come il primo Prima di te?! Probabilmente sì e forse per questo sono rimasta molto delusa.

In questo capitolo, effettivamente vediamo una Louisa completamente diversa da quel personaggio stravagante e sempre sorridente che era stato nel primo. Avvolta da una delusione e una depressione portata dalla morte di Will e dai sensi di colpa nel pensare di non aver fatto abbastanza, la nostra Clark si è chiusa in se stessa. E cosa ne è stato di lei dopo Will? Un vero e proprio fallimento. Se il consiglio di quel ragazzo che ha scelto di morire era stato quello di dirle di godersi ogni istante e di vivere, mi sa che allora le sue parole si sono perse in un bistrot di Parigi. Louisa infatti si è accontentata di una vita vissuta a metà nella sua classica routine che non le fa pensare (o così lei si convince) a ciò che era stata la sua con Will.

Posso capire che, anche nella vita reale, un fatto del genere possa segnare davvero l’animo umano, ma vi assicuro che quella descritta nel libro non è Louisa. Se il libro fosse stato raccontato senza il libro precedente, l’avrei letto con più gusto. Ma qui sembra davvero che si sia dovuto dare un seguito ad una storia che terminava nel primo ed unico libro? Perché forzare una storia riempiendola di cliché e storie già trite e ritrite?

E poi scusate ma quando Louisa è passata dall’essere un’ombra nera ad essere quella ragazza sexy che i ragazzi sognano la notte nel primo libro?

Avrei davvero preferito che questo libro fosse stato presentato come una storia a parte e non come il seguito di una storia che avrei definito “perfettamente studiata e scritta” con la fine nel primo capitolo. No alle forzature, grazie!

Libri consigliati: Io prima di te, Un altro giorno ancora

Da dove la vita è perfetta

Da dove la vita è perfetta – Silvia Avallone

C’è un quartiere vicino alla città ma lontano dal centro, con molte strade e nessuna via d’uscita. C’è una ragazzina di nome Adele, che non si aspettava nulla dalla vita, e invece la vita le regala una decisione irreparabile. C’è Manuel, che per un pezzetto di mondo placcato oro è disposto a tutto ma sembra nato per perdere. Ci sono Dora e Fabio, che si amano quasi da sempre ma quel “quasi” è una frattura divaricata dal desiderio di un figlio.

E poi c’è Zeno, che dei desideri ha già imparato a fare a meno, e ha solo diciassette anni. Questa è la loro storia, d’amore e di abbandono, di genitori visti dai figli, che poi è l’unico modo di guardarli. Un intreccio di attese, scelte e rinunce che si sfiorano e illuminano il senso più profondo dell’essere madri, padri e figli. Eternamente in lotta, eternamente in cerca di un luogo sicuro dove basta stare fermi per essere altrove.

Silvia Avallone ha parole come sentieri allungati oltre un orizzonte che davamo per scontato. Fa deflagrare la potenza di fuoco dell’età in cui tutto accade, la forza del destino che insegue chi vorrebbe solo essere diverso. Apre finestre, prende i dettagli della memoria e ne fa mosaici. Sedetevi con lei su una panchina e guardate lontano, per scoprire che un posto da dove la vita è perfetta, forse, esiste.

 

Recensione “Da dove la vita è perfetta”:

Buongiorno a tutti e scusatemi se sono stata latitante per così tanto tempo, ma non potevo immaginare che un trasloco e una piccola ristrutturazione della casa, sarebbe stata così impegnativa e dispendiosa di energie e tempo. Fortunatamente è quasi finita, così riesco a ritagliarmi del tempo anche per me. Non vi preoccupate, tra poco tornerò operativa a pieno regime.

In questo periodo, però, ho voluto cimentarmi con una lettura che, normalmente, è distante dalle mie consuetudini letterali. Ho provato a leggere un romanzo contemporaneo che tratta di argomenti molto attuali. In questo libro Silvia Avallone ha voluto trattare l’argomento della gravidanza, mettendo in contrapposizione la storia di una coppia che, a causa della disabilità della moglie, non riesce ad avere un bambino così tanto desiderato, e la storia di una ragazzina liceale che rimane incinta senza volerlo e senza poterselo permettere. Tutta colpa di Rosy!

Dove la vita è perfetta? In effetti questo libro non mi è proprio piaciuto: raccontando un qualcosa di veritiero ha dato, secondo me, un’idea di quello che potrebbe essere davvero giusto fare. I libri non dovrebbero anche insegnare un po’ una morale?

Potrebbero esserci spoiler da qui in poi.

La morale in questo capitolo è stata che una famiglia che si distrugge e si strugge per il fatto di non potere avere un figlio alla fine vince: ma la felicità di una coppia può davvero arrivare solo dall’arrivo di un bambino? Penso che una coppia debba stare bene insieme in ogni momento e in ogni situazione prima di poter dare degli insegnamenti a un nuovo essere umano. Alla fine cresceranno bambini problematici e quando alla fine i figli se ne andranno di casa la coppia si sfascerà definitivamente. Non si può vivere ed uscire pazzi solo per avere dei figli, o no?!

In più aggiungiamoci l’idea che possa dare a dei ragazzini: effettivamente la protagonista giovane aveva preso la decisione più giusta per il bene del bambino, e poi? Un piccolo capriccio, la convinzione adolescenziale che tutto possa essere un problema semplice da risolvere e manda tutto in vacca. Secondo me argomento sbagliato da presentare a degli adolescenti.

Condiamo il tutto con il fatto che l’autrice ha condito il tutto con uno stile letterario molto bello se usato nel modo giusto. Iniziare raccontando la fine per poi ripercorrere la serie degli eventi è utile fin tanto che si stupisce il lettore con una storia completamente al di fuori dai canoni di quello che ci si poteva aspettare. Se durante il racconto mi viene descritto ciò che mi aspetto allora questo stile è stato buttato. L’inizio del libro è stato semplicemente uno spoiler.

Mi spiace ma questo libro lo devo proprio bocciare e non consigliare :(.

Libri consigliati: Il patto, La strada in fondo al mare

Conclusione Bet Reading Challenge

Conclusione Bet Reading Challenge

 

Buongiorno a tutte ragazze, finalmente siamo giunte alla fine di un nuovo anno. Dico finalmente, anche se vedo finire la mia prima challenge, perché sono dell’idea che tutto debba avere una fine prima o poi, per essere ricordata nel tempo. E’ stata una bellissima conclusione per la mia Bet Reading Challenge.

Spero davvero che questa mia prima edizione vi sia piaciuta e che vogliate in seguito continuare a seguirmi nelle mie rubriche e nelle mie future challenge. Spero che vi siate divertite tutte quante e che questo sia stato un bel modo per conoscerci e smaltire anche tante letture 🙂

E ora passiamo alle premiazioni. Vi scriverò di seguito l’elenco delle ragazze e i loro relativi punteggi in ordine decrescente. Vi ricordo che a Gennaio verranno contattate le prime tre classificate per la scelta del premio e che più o meno nello stesso periodo partiranno i gadget creati apposta per voi da me come ringraziamento per la partecipazione.

Vi chiedo scusa se non sono stata molto presente in questo ultimo periodo, ma nella mia vita privata ci sono stati tanti cambiamenti alla quale non potevo proprio non dare priorità e che non potevo prevedere. Questo è anche uno dei motivi per la quale non farò partire una nuova challenge fino a che queste situazioni non si saranno concluse 🙂

Passiamo adesso alla classifica:

  1. Marta con 711940 gettoni
  2. Antonella Maraio con 60690 gettoni
  3. Federica Melchiorre con 6770 gettoni
  4. Susybong con 4350 gettoni
  5. Rosaria con 2100 gettoni
  6. Fiorenza Borgia con 1630 gettoni
  7. Emanuela Brancato con 1550 gettoni
  8. Meshua con 1130 gettoni
  9. Il mondo di Drusie con 1000 gettoni
  10. Giulia Capacchietti con 1000 gettoni

Un mega applauso virtuale per le prime tre classificate e a tutte coloro che in generale hanno partecipato e che si sono divertite 🙂

Buone letture a tutti, buon inizio nuovo anno è che il 2020 posa essere per tutti voi gioioso e libroso!

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12 anni schiavo

12 anni schiavo – Solomon Northup

I 12 anni di schiavitù di Solomon Northup, un uomo nato libero, fu rapito a Washington nel 1841, poi ridotto in schiavitù per dodici, interminabili anni. In queste memorie, pubblicate per la prima volta nel 1853, troviamo tutta la sua storia: catturato con l’inganno a Washington da due mercanti che fingevano di essere interessati alle sue doti di violinista, venne drogato, legato e trascinato al mercato degli schiavi. Lì fu subito minacciato: se avesse rivelato di essere nato libero, sarebbe stato ucciso. Iniziarono così dodici anni di schiavitù, di violenze, brutalità e sofferenze senza fine.

Capì che gli schiavi valevano meno del bestiame: potevano essere picchiati, costretti a lavori massacranti, potevano morire nella completa indifferenza. Lui stesso venne assalito con un’ascia, minacciato di morte, fu costretto a uccidere per salvarsi. Poté vivere sulla sua pelle una delle pagine più nere della storia d’America, la piaga purulenta nascosta dietro la splendente vetrina del Paese che cresceva e abbatteva ogni confine. Persino il Campidoglio, il massimo monumento all’orgoglio americano, fu costruito dagli schiavi.

Poi, al culmine della disperazione, Solomon incontrò un uomo buono, un bianco che era completamente diverso dagli altri. A lui Solomon affidò una lettera per sua moglie, per farle sapere che era ancora vivo. Ebbe inizio il lungo, doloroso processo. E da quel momento tutto cambiò.

Recensione di “12 anni schiavo”:

Ero un po’ scettica, all’inizio, alla lettura di questo libro: il periodo storico non è che mi faccia impazzire e il fatto che sia ambientato in terre a me sconosciute non allettava di molto l’idea.

Sono contenta di poter affermare che mi sbagliavo. Il libro in realtà è molto bello e ben scritto: faccio sempre fatica ad immaginare come si possano ricordare con accuratezza così tanti dettagli della propria vita. Ma immagino che quando si provano emozioni tanto forti e brutte, ogni ricordo rimanga impresso in modo indelebile nella mente. E’ terribile pensare che non ci sia nulla di romanzato in questo libro e che ogni fatto sia davvero avvenuto più volte su esseri viventi umani come tutti noi.

12 anni schiavo è un libro esempio che dovrebbe aiutarci a ricordare sempre cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Anche se in tempi come i nostri mi venga il dubbio che si dimentichi molto spesso cosa succeda di pericoloso quando si inizia al razzismo una folla.

Salomon è capace di raccontarlo con freddezza e lucidità, quasi come se non fosse stato lui il protagonista della storia. Le parole usate sono semplici e arrivano dritto allo scopo. Raccontare la triste verità vissuta da un’intera razza impotente e denunciare cosa porta a fare l’odio per un’intera razza creduta inferiore. Ma saranno stati davvero loro la razza inferiore o noi che abbiamo pensato subito a come sottomettere esseri viventi?

Un libro intenso, da leggere e da seguire fin dalla prima parola. Ci vorrà del tempo per finirlo ma ne varrà davvero la pena.

Se vi piacciono romanzi che raccontino la storia consiglio:

Ramses. Il figlio della luce, Le tartarughe tornano sempre.

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La città dei santi

La città dei santi – Luca Buggio

Agosto 1706: la battaglia di Torino è al suo atto finale. L’armata di soccorso guidata dal Principe Eugenio è sempre più vicina, costringendo gli assedianti a tentare il tutto per tutto. Nel frattempo, in città, altri pericoli si annidano nell’oscurità. Un culto antico e sanguinario ordisce le sue trame nell’ombra, approfittando della guerra che si combatte sugli spalti, tessendo complotti e tradimenti.

Il temerario Gustìn, spia del Duca di Savoia, sembra essere l’unico capace di seguire le tracce di un nemico tanto pericoloso, ma per farlo deve rinunciare alla sua incrollabile razionalità. In gioco non c’è più solo la sicurezza del Ducato, ma anche la vita della donna che ama. Laura, la saponaia di Borgo Dora, deve lottare per sé e per la sua famiglia contro un avversario senza scrupoli.

A difesa di Laura e Gustìn, a difesa dei torinesi, si schierano intrepidi alleati che emergono dal passato con furore angelico e implacabile, per riaffermare il loro potere e restituire a Torino la protezione dei Santi.

Recensione di “La città dei santi”:

Ho aspettato tanto di poter leggere finalmente La città dei santi. Una saga che mi ha incuriosita fin dall’inizio delle prime pagine e che mi ha travolto e lasciato a bocca aperta mentre scorrevo le seconde. Ma mai più attesa è stata mai tanto gradita alla sua fine.

In questo terzo capitolo si vedono finalmente protagonisti Gustin e Laura nel loro amore folle e travolgente e nelle vicessitudini che il periodo concerne loro. Siamo alla fine dell’assedio che ha travolto Torino e Gustin, ancora alla mercé del conte Gropello ancora non è ancora riuscito a svelare il segreto che si nasconde dietro alle sparizioni di giovani ragazze e delle loro famiglie. La paura è che ci sia un passaggio nascosto che le famiglie usino per mettersi in fuga dalla guerra e che esso possa essere utilizzato dai francesi per entrare e sorprendere Torino.

Ma noi lettori sappiamo che in realtà nessuno è mai scappato ma che, in realtà, l’arrivo del drago si sta facendo sempre più vicino e anche i cavalcanti sentono il pericolo che incombe ma come si farà se l’assedio non termina? Riuscirà Torino a difendersi da due fronti diversi e chi sono questi famosi Santi?

In questo terzo capitolo tutte le risposte alle domande poste nel secondo libro, finalmente, avranno una risposta e la nostra curiosità verrà placata.

Buggio in questo è stato un grande maestro della suspense: ogni avvenimento, bello o brutto che sia, arriva al momento giusto nella quale il lettore si aspetta un colpo di scena. Ma ogni dettaglio non arriva mai per caso. Infatti ogni particolare e ben studiato per far rimanere attaccato alle pagine il lettore fino all’ultimo senza mai stancarsi un momento (fate conto che sono sempre quasi 500 pagine di libro). E’ stato davvero faticoso infatti per me, rispettare la lettura di cinque capitoli al giorno dati come obiettivo comune con Rosy, amica di avventure.

Vogliamo poi parlare della fine? Un vero e proprio colpo di scena che è risultata l’apoteosi della fine della saga. Mai amore sarebbe mai potuto durare così a lungo e sono sicura che Gustin e Laura mi mancheranno molto. Ma ogni storia e ogni personaggio sono affascinanti proprio perché sappiamo che un giorno dovremo lasciarli andare.

Grazie mille Luca per avermi fatto vivere questa bellissima avventura nella mia Torino e avermi trasmesso la passione per la storia. Aspetto con ansia i tuoi prossimi libri (:P).

Consigli: La città delle streghe, La città dell’assedio

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Il volo dei cuori sospesi

Il volo dei cuori sospesi – Elvia Grazi

Le gemelle Ariele e Rebecca, di origine ebraica, non potrebbero essere più diverse. La prima, occhi così limpidi che ci si può vedere attraverso, è timida e schiva; la seconda, penetranti occhi verdi, è una ribelle pronta a sfidare tutto e tutti pur di non subire la vita. Ma Ariele possiede un talento che Rebecca non ha: fa sogni premonitori. Una fortuna e una condanna, perché spesso le cose che vede accadono senza che lei possa impedirlo. A nulla, infatti, servono quei sogni quando l’odio nazista si riversa sul paese in cui hanno trovato riparo.

Così, la loro madre Giuditta si trova costretta a prendere una decisione cui nessuno dovrebbe essere chiamato: può salvare solo una delle figlie. E sceglie di salvare Ariele, affidandola alle cure di un’amica, e di portare con sé ad Auschwitz Rebecca, convinta che il suo carattere forte potrà salvarla. Una decisione che lascia un segno indelebile nella storia di tutta la famiglia. Negli anni a venire, Rebecca, che sopravvive all’orrore dei campi, chiude il suo cuore al mondo e decide che a nessuno sarà più permesso di calpestarlo. Al contrario, Ariele cerca di non sprecare l’occasione che le è stata offerta. Accoglie l’amore che le viene dato e se ne fa portavoce nella vita di tutti giorni.

Senza mai tirarsi indietro. Anche quando Rebecca, con la quale non è più riuscita a ricostruire un rapporto, bussa alla sua porta e le chiede di occuparsi di una figlia, la sua, che non riesce nemmeno ad abbracciare, una bimba cui ha voluto dare un nome che racconta tutta una storia: Catena. Talvolta i ricordi sono come sassi che possono trascinarci a fondo, bloccando in un freddo, sincopato respiro gli ingranaggi del cuore.

Recensione di “Il volo dei cuori sospesi”:

Grazie al blog di Veronica e alla sue letture sono riuscita a conoscere questo libro molto particolare e controverso.

L’autrice racconta la storia di due giovani gemella ebree nate nel periodo del fascismo: ci racconta come due caratteri molto diversi possono rispondere alla discriminazione di genere su ragazzine in fase di adolescenza. Sappiamo bene tutti come i ragazzini possano essere crudeli non conoscendo a sufficienza le conseguenze delle proprie azioni. Ed è proprio quello che succede alle due gemelle e a sua madre Giuditta. Quando i rastrellamenti degli ebrei iniziano a farsi più vicini, le tre decidono di nascondersi. Ma vengono avvisate che sono state scoperte e a Giuditta viene proposto di salvare almeno una delle sue figlie.

Voi cosa avreste fatto al suo posto? Ariele, ragazza molto fragile e timida con il dono di poter sognare cosa succederà nel futuro. E poi Rebecca, dal carattere forte e intraprendente, che sa farsi rispettare da tutto e da tutti semplicemente usando lo sguardo. Torno a chiedervelo: voi davvero quale decisione avreste preso?

La decisione di Giuditta ha segnato in maniera profonda l’esistenza delle due gemelle: Ariele ha continuato a vivere la sua vita pensando che il modo migliore per vivere fosse quello di accontentare sempre il bisogno di tutti. E’ stata la figlia perfetta per la sua nuova famiglia, ma a causa di ciò non ha imparato ad amare se stessa, mettendosi sempre in un angolo. Rebecca invece ja visto troppo per essere una ragazzina e così ha deciso che mai più si sarebbe legata a nessuno, perché tanto l’amore porta solo sofferenza. Ha chiuso il suo cuore a tutto il mondo e a tutte le persone che le hanno dichiarato amore. Se nemmeno sua mamma è riuscita ad amarla tanto da salvarla dai campi di concentramento nessuno lo farà mai.

Un libro dall’apparenza semplice ma molto introspettivo che fa riflettere su come una singola azione possa portare a creare delle persone. Una scelta che può sembrarci sensata e fatta per il bene, invece possa portare a complicazioni irreparabili. Come può una madre sapere di aver preso le giuste scelte per i suoi figli? Anche qui nessuna risposta sarà mai giusta o sbagliata in maniera assoluta.

Libro molto bello e particolare, un po’ lento verso la fine, ma davvero consigliato.

Consigli: La sarta di Dachau, Nella terra della nuvola bianca