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Super

Super – A cura di Antonio Lanzetta

C’è una donna che dà alla luce un bambino con i super poteri e la sua vita viene stravolta. C’è un ragazzo che scopre di poter vedere le ombre delle persone assassinate. C’è un’adolescente che sogna di salvare il mondo e scopre invece che vogliono usare i suoi poteri per scatenare una guerra.
Ma ci sono soprattutto 18 grandi scrittori che hanno deciso di regalarci questi meravigliosi racconti e che hanno realizzato un’antologia unica nel suo genere.

Potrete infatti leggere i supereroi come non avete mai fatto prima.
18 racconti d’autore grazie ai quali potrete ritrovarvi nel sottoscala di Mister Magic, incontrare il ragazzo che ha scoperto di poter sfuggire ai bulli trasformandosi in pietra, scoprire che fine ha fatto il supereroe più famoso di tutti i tempi che ha deciso di ritirarsi dalle scene lasciando i fan disperati.

18 diversi punti di vista, 18 storie straordinarie, un unico grande fine.

Autori

Alice Basso, Sara Bilotti, Manlio Castagna, Fabio Cicolani, Alessio Cuffaro, Romano De Marco, Paolo Di Orazio, Francesco Falconi, Antonio Lanzetta, Giovanni Lucchese, Francesca Maccani, Maico Morellini, Gianluca Morozzi, Angelo Petrella, Piergiorgio Pulixi, Adrian R. Rednic, Patrizia Rinaldi, Paolo Valentino.

Recensione di “Super”:

E’ bello leggere le storie che raccontano di grandi uomini e grandi donne che salvano il mondo, la terra e l’umanità intera. Ma qual’è stata la vita dei nostri supereroi quando erano piccoli? Come sono quando vanno a fare la spesa insieme a noi comuni mortali? E come ci si sente quando il tuo super-potere non è poi così super?

Insomma, siamo così abituati a leggerli nei loro momenti migliori che abbiamo dimenticato tutto il loro contorno. Ecco che entra in scena Super a ricordarci e a farci provare ogni tipo di emozione che riguardano i nostri super eroi classici e i nuovi.

Una mamma che deve crescere un piccolo supereroe, un uomo con un potere imbarazzante, un eroe che cambia il suo potere alle 7 in punto e che deve salvare la sua città e rancori di vecchie nostre conoscenze che si sono protratte nel tempo.

Un libro tutto da leggere e da scoprire, creato da 18 autori diversi che mescolano i loro stili in un’esplosione di racconti straordinari. Tutto questo è nato ed è stato creato a scopo di beneficenza. Eh si, perché parte del ricavato del suo acquisto andrà in beneficenza alla Fondazione Bambino Gesù, che si occupa di sostenere la ricerca medica e la cura delle malattie dei pazienti pediatrici.

In ordine i tre racconti che più mi sono piaciuti sono stati: Il fulmine, un mini thriller il cui finale mi ha lasciato senza fiato; Il supermercato, mi ha fatto piangere ma ancora non ho capito se di tristezza o di gioia per il coraggio di quel ragazzo e infine La mamma di Tornado Rosso, la cui autrice ho seguito (e seguo ancora) e ho amato proprio per l’ironia che la contraddistingue sempre anche in questo racconto.

Se già avete letto questo racconto scrivetemi nei commenti le vostre storie preferite :).

Libri consigliati: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Il buio dentro.

Un ristretto in tazza grande

Un ristretto in tazza grande – Federico Maria Rivalta

Riccardo Ranieri è un giornalista della sezione economica del Mattino di Padova, anche se in realtà la sua attività principale è frequentare con assiduità il Golf Club Frassanelle, pur essendo un giocatore palesemente modesto. Tutto ha inizio il giorno dopo una partita al club con alcuni amici, quando Riccardo rinviene il cadavere di uno di loro.

Non sarà l’ultimo. Da quel momento si susseguono una serie di eventi che lo vedranno sempre più coinvolto in un caso che, da una parte, deve coprire in qualità di giornalista spostato per la circostanza alla cronaca e, dall’altra, è costretto a seguire perché semplicemente si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Infatti qualcuno sta cercando di ucciderlo. Individuare il movente diventa una questione di vita odi morte, ma gli eventi incalzano a un ritmo frenetico complicando terribilmente le cose.

Poi, pian piano, i nodi della storia iniziano ad allentarsi e il detective-suo-malgrado si troverà a portare avanti le indagini come può, e cioè con l’imprevedibilità delle sue mosse e l’incapacità cronica di gestire le situazioni, anche quelle più semplici.

Recensione di “Un ristretto in tazza grande”:

Grazie al GDL – L’assassino è il maggiordomo sono riuscita a leggere questo capitolo giallo che avevo adocchiato già da un po’ di tempo. Lo scopo del gruppo di lettura è quello di condividere insieme la lettura di un libro giallo, ci si ferma a metà e si cerca di capire chi potrebbe essere l’assassino ( e vi assicuro non c’è nulla di facile :P).

Questo capitolo è stato molto particolare come giallo: la tipologia di scrittura mi è piaciuta. Semplice e che cerca di risultare divertente, un po’ umoristico e spensierato. Adoro i libri così. Peccato però per la trama gialla che è in questo caso superflua e pensata male. La storia gialla risulta troppo semplicistica e fa sembrare che l’autore l’abbia creata solo come sottofondo al personaggio di Riccardo.

Anche il finale è un po’ buttato lì e poco ragionato, come se si dovesse far terminare il libro nel giro di qualche parola, poiché il limite di quest’ultime era stato raggiunto.

Ho adorato il protagonista Riccardo e la sua descrizione di uomo sfortunato un po’ in tutto, e contornato da brutte figure (sì, mi ci sono immedesimata parecchio :P). Avrei però dedicato un po’ più di tempo alla sua love story con il commissario così da giustificare il finale, anche perché io mi sento di non conoscere appieno Giulia come personaggio. Mi piace, sì, ma forse avrei preferito una descrizione un po’ più approfondita di lei.

C’è del potenziale e davvero la sua scrittura  e le descrizioni mi sono piaciute. Forse bisognerebbe lavorare sulle storie che contornano i personaggi. Gli darò sicuramente un’altra possibilità.

Libri consigliati: L’imprevedibile piano di una scrittrice senza nome, Bugie

 

Ci proteggerà la neve

Ci proteggerà la neve – Ruta Sepetys

Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce.

Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l’unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta.

Emilia, una ragazza polacca che a soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un’unica eco: sopravvivere.

E quando la nave finalmente si intravede all’orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino…

Recensione di “Ci proteggerà la neve”:

Buongiorno a tutti, lettrici e lettori. Oggi vi propongo la recensione di Ci proteggerà la neve di Ruta Sepetys, libro che parla e racconta la tragedia della Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista di quelle persone che vivevano in Germania, e per i propri motivi cercarono di scappare dallo stato. Chi per non essere catturato, chi per cercare la propria famiglia, chi per cercare nuove possibilità e chi per fuggire dal passato per cercare un nuovo futuro altrove.

Mi piace leggere di questo periodo e credo che continuare a leggere delle atrocità successe mantenga in noi la memoria di quello che l’uomo ha fatto all’uomo e di quello che non si dovrebbe mai più fare. Ho letto libri che parlavano dei campi di concentramento e di ciò che succedeva all’interno. Di ciò che succedeva ai tedeschi fuori nel bel mezzo della guerra. Di che cosa erano costretti a fare per Hitler. Non conoscevo però la storia della Wilhelm Gustloff e sono contenta di aver potuto arricchire la mia conoscenza in merito grazie a questo libro.

La scrittura poi è semplice e il racconto è strutturato bene. Viene descritto il momento della fuga e del raggiungimento della costa per la partenza da parte di quattro punti di vista diversi: un fuggitivo, una polacca, un’infermiera e un marinaio qualunque in cerca di gloria. Ognuno di loro ha la propria storia da portare avanti e un passato da cambiare e ognuno di loro arricchisce il racconto con dettagli reali di quello che avveniva davvero in quel periodo. La tragedia della Gustloff ha preso storie diverse e le ha rese comuni le une con le altre.

Ci proteggerà la neve è un racconto di forza e di coraggio, di dolore e di riscatto. E’ vero che la fine me l’aspettavo leggermente diversa e mi sarebbe piaciuto che il racconto fosse raccontato nel suo finale da Joana, questo però non ha inficiato la sua vera bellezza.

Libri consigliati: Le assaggiatrici, La strada in fondo al mare.

Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente

Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente – Suzanne Collins

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria.

La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi.

I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Recensione di “Hunger Games. Ballata dell’usignolo e del serpente”:

Per questo mese ragazzi ho colto la palla al balzo e ne ho approfittato per leggere questo libro, appena uscito, che aspettavo di leggere da circa un annetto. Grazie a Graziella per averlo letto così io ho potuto sceglierlo :P.

Vi è mai capitato di finire di leggere un libro e non sapere che emozioni vi ha lasciato perché sono troppo contrastanti? Ecco questo è proprio il caso.

Il libro mi è piaciuto e tanto e non vedo l’ora di leggere il seguito. Ho amato entrare nei dettagli della vita di Snow e di leggere quali sentimenti e quali avvenimenti della sua vita lo hanno portato a quello che poi noi conosciamo per la saga di Hunger Games. L’unica cosa è che mi aspettavo più riferimenti chiari al seguito della saga.

C’è una relazione di rabbia con il distretto 12 e finalmente viene chiarito il senso delle rose bianche, molto presenti nella saga primaria. Ma perchè non dire che alla fine lui odiava il distretto 12, così anche da capire la sua rabbia verso Katniss? Viene lasciata intuire ma nulla di concreto. Adoro quando vengono concatenati avvenimenti del presente e del passato. Qui invece i due libri risultano completamente scollegati e sconnessi (a parte per il protagonista e per l’ambientazione).

Mi è piaciuta la descrizione della guerra e di quello che ha portato anche alla sua famiglia. Mi è piaciuta la motivazione psicotica che viene data alla creazione degli Hunger Games, ma penso che sia surreale coinvolgere degli adolescenti in qualcosa di questo tipo. Sarebbe stato più realistico se alla base dell’idea degli sponsor ci fosse stato uno stratega o un aiuto stratega piuttosto che dei ragazzi.

Per concludere ripeto che il libro mi è piaciuto, ma forse mi ero aspettata che fosse più collegato alla saga e mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca. Sono sicura che i seguiti mi chiariranno meglio le idee. Per ora, come voto, rimango a metà, perché ho ancora bisogno di tempo per metabolizzarlo.

Buone letture a tutte voi.

Libri consigliati: Bringer, Absence. Il gioco dei quattro.

Il collegio

Il collegio – Tana French

Il detective Stephen Moran lavora ai Casi Freddi con un unico obiettivo, entrare a far parte della Omicidi della polizia di Dublino. Quello che gli serve è soltanto un’occasione e quando Holly Mackey si presenta nel suo ufficio, sembra che quel momento sia arrivato. Holly ha nuove informazioni sul caso di un ragazzo trovato ucciso l’anno prima nel collegio piú prestigioso d’Irlanda.

L’indagine, subito riaperta, viene affidata a Moran e Conway, una collega tutt’altro che facile da gestire. Gli indizi portano alla scuola di Holly, alla vita segreta delle ragazze. Ben presto, Moran si troverà invischiato in una rete di gelosie, violenze e misteri.

Recensione di “Il Collegio”:

Holly, vecchia conoscenza di Moran che studia in un prestigioso collegio, si presenta al suo ufficio per informarlo che proprio quella mattina ha trovato uno strano biglietto sulla bacheca della scuola che parlava di un vecchio caso di omicidio. Holly pensa che solo un detective come Moran potrà risolvere il caso in maniera adeguata, di lui si fida. Moran pensa di poter usare il caso per farsi finalmente notare dalla omicidi e poter cambiare settore. La cosa, però, non sembra essere così facile.

Il libro è iniziato subito un po’ lento ed è stato faticoso iniziarlo e portarlo avanti. Arrivati però al momento degli interrogatori, dove entra in scena la bravura di Moran il libro cambia completamente registro e da lì ho faticato a staccarmi dalle sue pagine. L’inizio è pieno di dettagli del vecchio caso, ovviamente utili per capirne poi lo svolgimento successivo e di dettagli sul funzionamento del reparto omicidi, gerarchie e quant’altro. Viene inoltre presentata la detective Conway, odiosa scontrosa e sempre sulla difensiva. Per carità non è facile farsi rispettare quando sei una donna che svolge un lavoro prettamente maschile, ma il suo comportamento distaccato e astioso verso il mondo, lo trovo un po’ eccessivo. Quasi speravo che alla fine se ne andasse e rimanesse solo Moran :P.

Il personaggio di Moran invece l’ho adorato: molto attento ai dettagli, tanto da fargli capire alla prima occhiata con che tipo di adolescente aveva a che fare durante l’interrogatorio. Cerca molto di entrare nella testa delle persone e di assecondarle per entrare nelle loro grazie e trarne un profitto. Questo dettaglio lo trovo molto interessante perché denota un livello di attenzione generale grandioso, ma lo trovo controproducente poiché non si riesce mai a capire il carattere vero della persona perché troppo abituata a fare quello che gli altri vorrebbero da lui.

Su chi potesse essere il colpevole fin da subito aveva messo gli occhi sulla giusta persona, ma ammetto che il movente l’avevo balzato in pieno. Anzi devo dire che mi è piaciuta molto questa tipologia di storia perché nuova, finalmente non si parla solo di omicidio per i classici tre moventi: Amore, Soldi, Vendetta. E’ stata una piacevole sorpresa il riscontro finale.

La scrittura poi è pulita e lineare e facile alla lettura e il libro mi è davvero volato, inizio lento a parte :P. Nel complesso lo consiglierei volentieri, anche per leggere qualcosa di diverso.

Libri Consigliati: Il buio dentro, La donna silenziosa.

Ossigeno

Ossigeno – Sacha Naspini

Laura scompare nel nulla il 12 agosto del ’99, a otto anni. Viene ritrovata in un container il 6 ottobre del 2013. Adesso di anni ne ha ventidue. Luca sta cenando con suo padre, i carabinieri irrompono, portano via l’uomo. Le accuse mosse nei confronti dello stimato professor Carlo Maria Balestri sono gravissime: dietro la facciata di un antropologo di fama si nasconde il Male. Suo figlio non può che assistere alla scena, impotente. Cosa succede se un giorno scopri che la persona che ti ha generato è un mostro? Ossigeno è la storia di ciò che resta. La cattura del maniaco non è la fine di un incubo: segna l’inizio di nuove vite.

L’esperimento perverso del professor Balestri continua: non imprigiona più delle bambine in una scatola di ferro, ci sono altre gabbie con le quali in molti devono confrontarsi. Per esempio quella genetica, del sangue, da cui Luca non ha via d’uscita. E com’è parlare a una figlia sopravvissuta a quattordici anni di reclusione? Laura sorride, si comporta come una ragazza normale. Ma a volte è colta da una sorta di raptus: dopo essersi persa nella città entra in un bar qualsiasi e si chiude in bagno. Se può, resta lì anche per un’ora. È il suo modo per riprendere fiato e poi tornare all’aperto, in apnea. Qualcuno è lì, la sta seguendo e lei lo sa.

La domanda che continua a risuonare è questa: chi ha rinchiuso chi?

Recensione di “Ossigeno”:

Sarà un problema di stanchezza di fine mese che mi porta a essere meno tollerante, ma anche qui, cari lettori, devo dare una gran bella stroncata.

Il libro parte dal racconto di un rapimento per poi suddividersi in cinque capitoli separati che raccontano la storia di quel rapimento, del prima e del dopo, da cinque punti di vista differenti. Vediamo il punto di vista della vittima, della madre di lei, del figlio del rapitore, dell’amica di infanzia (anche se per 5 pagine) e della coppia finale. Ogni storia è completamente separata e autoconclusiva e non ha nulla in comune con le altre se non il filo conduttore del rapimento iniziale.

Dire che leggerlo è stato noioso è solo l’inizio: purtroppo ne ho trovato la lettura inutile. Non ne ho avuto nessun valore aggiunto alla fine e anche il libro stesso, se lo si analizza è inconsistente. Non ha un nesso logico il suo racconto e come iniziano le storie si concludono senza né capo né coda. Vengono spiegate delle dinamiche nei racconti che non sono richieste, non arricchiscono la storia con dettagli, ma sono fuorvianti per il filo logico che sta seguendo il lettore (parlare tipo della vita della madre della vittima nel dettaglio è inutile poiché la protagonista non è lei). viene menzionata l’amica di infanzia che si incolpa del rapimento di Laura, ma non viene fatta parola del punto di vista del rapitore. Qual è il senso?

Viene venduto un libro di genere thriller che di thriller non ha nemmeno il nome: il titolo Ossigeno non ha alcun significato per il racconto, o almeno non viene spiegato e non viene valorizzato, così come la sua copertina che non ha nessun nesso. Mi ha ricordato davvero tanto un altro libro terribile ed altrettanto inutile che lessi tempo fa.

L’unica nota positiva? L’ho letto in 3 giorni e così me ne sono liberata in fretta. Consiglio: non perdeteci tempo 🙂

Libri Consigliati (thriller davvero): Scomparsa, La donna silenziosa.

 

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Gala Cox

Gala Cox – Raffaella Fenoglio

Gala Cox Gloucestershire ha quindici anni e frequenta il liceo artistico. Ha un carattere indeciso, un’intelligenza fuori dal comune e la passione per le materie tecniche. E non sta affrontando un bel momento. Ha appena perso la sua migliore amica, Nadia, in un terribile incidente dai risvolti misteriosi e suo padre se n’è andato di casa.

Ora vive solo con la mamma, Orietta, medium scostante e autoritaria, e alcuni spiriti vaganti tra i quali l’indiano Matunaaga e la monaca benedettina Ildegarda di Bingen. Gala crede di sapere tutto sull’aldilà, fino a quando non inizia a frugare nello studio del papà alla ricerca di una traccia che le permetta di ritrovarlo.

Qui, una scoperta casuale le aprirà le porte di un mondo prima sconosciuto e lei dovrà ricredersi e affrontare una lotta che la renderà una ragazza più forte, molto più di quanto abbia mai potuto immaginare.

Recensione di “Gala Cox”:

Buongiorno a tutte e buon Martedì, che è sempre meglio del Lunedì. Oggi vi presento la mia nuova lettura: Gala Cox, scelta la blog La biblioteca del libraio di Floriana. Mi sono fatta attirare molto dalla copertina e dalla trama che mi aveva dato l’idea di nuove avventure nel corso del tempo, misto a qualcosa di mistico e paranormale. La trama in effetti prometteva bene, ma ragazzi poi l’ho letto e mi sono un po’ cadute le braccia.

Gala sta facendo di tutto per dimenticare ciò che è successo in passato e che ad oggi ha cambiato tutto il suo mondo. La sua migliore amica, Nadia, è morta in un tragico incidente e ora lei si ritrova in una nuova scuola, a doversi fare dei nuovi amici, e in più suo padre è scomparso e con sua madre non riesce ad avere un rapporto sano, ma fatto solo di fronzoli e circostanza. Meno male che vicino a lei c’è sempre la sua super tata Matunaaga. Lui fa parte della cerchia di “amici” della mamma che può vedere solo lei. Perché dovete sapere che sua mamma è una medium e, spesso, in giro per casa ci sono personaggi strani che vanno e vengono per essere aiutati proprio da sua madre. Ma adesso il suo obiettivo è quello di ritrovare suo padre, scomparsa che nessuno in casa sembra notare. Insieme al suo amico Dennis ripercorreranno insieme tutti i passaggi alla ricerca di Sam. Ma come spiegare anche il ritorno di Nadia?

Quando mi sono fatta attrarre da questo libro ero in cerca di qualcosa di leggero, facile da leggere e che mi portasse nuove avventure tutta da vivere. Sono rimasta un po’ delusa perché la storia già dall’inizio faticava a partire e a diventare interessante. I personaggi sono descritti male e a volte in maniera contrastante. Dennis viene descritto all’inizio come uno “sfigatello” (passatemi il termine) per poi sembrare tutt’altro: bello, alto e forte, ricercato da più donne. E la madre viene descritta come fredda, calcolatrice, abituata alla routine (una signorina Rottenmeier) per poi vederla abbracciare la figlia e consolarla (due comportamenti opposti e contrastanti. La figura che mi è piaciuta di più è stata proprio quella del padre Sam, di cui si parla bene ma che non è quasi mai presente.

La storia, poi, risulta davvero noiosa. ho fatto davvero fatica a leggerla. Credo che sia più un libro per ragazzini sui 10 anni. Magari che si affacciano da poco alla lettura. Scrittura e descrizioni semplici ma a mio parere mancava qualcosa a livello di struttura. La fine poi è davvero troppo banale e scontata.

Speriamo nelle prossime letture allora 😛

Libri consigliati: Harry Potter, Absence.

Bringer

Bringer – Giuliano Scavuzzo

2081. Il pianeta viene devastato da un cataclisma causato dall’inquinamento. I Bringer, grazie alla loro straordinaria capacità di ricevere doni dalle vite precedenti, hanno sventato l’apocalisse.

Sono loro a governare il mondo ora, sfruttando lo mnemonium, un potente materiale proveniente da un asteroide che permette di abbassare le temperature e rendere l’aria respirabile. Efi vive nella Città di Cristallo, circondata da Bianche Mura alte centinaia di metri.

Anche lei dovrebbe essere una Bringer, ma alla soglia del suo ventesimo compleanno non ha mai sperimentato un bring-back delle esistenze passate, e se ciò non dovesse accadere, verrà esiliata nel mondo dei fermi. Mossa dal desiderio di scoprire il mistero della sua identità, Efi, insieme a Garth e Lake, intraprenderà un viaggio pericoloso e incredibile.

In fuga verso la Foresta dei Grandi Alberi, dimora dei ribelli Outcast, scoprirà la sua vera natura e, soprattutto, che il mondo che la circonda nasconde terribili segreti.

Recensione di “Bringer”:

Buongiorno a tutti ed eccoci qui con una nuova recensione. Questa volta mi sono dedicata ad una lettura dove non vado troppo forte: un distopico fantasy. Ho letto altre volte di questo genere ma non sono una brava “opinionista” in merito perché ne ho letto ancora molto poco. Prometto che rimedierò :P. Questo libro l’avevo acquistato per il mio ragazzo (l’argomento anime, reincarnazioni e anime affini è il suo forte) e alla fine mi ha convinto a leggerlo per poterne parlare insieme.

Partiamo dal presupposto che è ambientato in un futuro distopico e post apocalittico che, ragazzi miei, non ho mai trovato tanto attuale come in questo momento. Parla di restrizioni, problemi climatici che hanno portato alla semi-distruzione della Terra, allo scarso valore che l’uomo dà alla natura che ci circonda e di menti illuminate che hanno trovato il modo per sopravvivere in tutto questo. Ma la domanda fondamentale è: qual è il metodo oggettivo di salvare la Terra e anche l’umanità?

Quando entra in gioco il libero arbitrio di oggettivo non rimane nulla. Ecco perché il Decimo Uomo decide di imporre una quotidianità alle menti illuminare, i Bringer, per poter salvaguardare il territorio. Tutti coloro che non risulteranno essere Bringer, quindi semplici umani, anche chiamati Fermi, verranno esclusi dalla città. Outcast, invece, è il nome che viene dato ai Bringer che si oppongono alle leggi del Decimo Uomo e pensano che tutte le anime abbiano lo stesso valore, sia essi Bringer o Fermi.

E’ la ricerca di questa verità oggettiva che porta Garth, Bringer, Efi, una Ferma e Lake, Outcast ad incontrarsi e a combattere per capire quale sia la giustizia da seguire come credo.

E’ un libro molto profondo, che non solo tratta di anime e giustizia, di verità e menzogne, ma uno dei pochi libri che ho letto che parla del concetto di amore a 360°. Parla di poter esprimere il proprio essere in qualsiasi modo e forma e l’ho davvero trovato emozionante da quel punto di vista. E’ stata una lettura pesante, non lo nego. I dettagli che vengono descritti per dare forma a questo mondo sono davvero tanti e forse a volte troppi. La mia testa è stata bombardata di informazioni dal primo all’ultimo capitolo tanto che facevo fatica a leggere più di 5 capitoli al giorno. Anche la sua scrittura non è delle più semplici, ma credo sia un fattore dovuto all’argomento importante che viene trattato. La fine poi non mi ha soddisfatto appieno. Non saprei definire il mio stato, ma mi aspettavo qualcosa di più epico.

il mio voto è tanto a metà tra 3 e 4 (e purtroppo non ho le mezze stelline 🙁 ). Gli darò un 3 che spera di poter diventare un 4 con un suo prossimo libro :).

Libri Consigliati: Hunger Games. Absence.

Bacio di fuoco

Bacio di fuoco #2 – Ilaria Varese

Sono trascorsi due mesi da quando Nicholas ha attaccato il branco di Bristol in Tennessee, lasciando dietro di sé una scia di terrore e morte. Per salvarsi, Gwen e Chase sono fuggiti a Los Angeles dove hanno trovato un rifugio sicuro dallo zio Dom. Ricominciare a vivere però non è affatto facile e la mente di entrambi sembra essere occupata da un solo pensiero: la vendetta. Intanto Christian Arden, il potente Alfa di L.A., si mostra molto interessato alla giovane ragazza dai capelli color della luna: fa di tutto per riuscire a incontrarla e conoscerla, tenta di avvicinarla con ogni mezzo, spinto da un’attrazione misteriosa nei suoi confronti.

È ormai fine febbraio e c’è un matrimonio alle porte a villa Arden: l’occasione perfetta. Nonostante Gwen non sia dell’umore di partecipare a una festa, si lascia persuadere dal fratello e dallo zio ad andare con loro. La sua speranza è che, presentandosi all’evento, l’Alfa smetta di farle pressioni e la lasci in pace, ma le cose prenderanno una piega completamente diversa.

E proprio nel momento in cui la vita sembra tornare a sorriderle, Gwen riceve una telefonata inattesa che la rispedirà dritta sull’orlo del baratro. Ma stavolta non ci sarà nessuno a proteggerla. Stavolta dovrà affrontare le tenebre completamente da sola.

 

Recensione di ” Bacio di fuoco”:

Buongiorno a tutti ragazze, eccoci qui con una nuova recensione tutta per voi. Bacio di fuoco è il secondo capitolo della saga di Winter Fe’ di Ilaria Varese. Il primo capitolo si intitola Luna d’inverno, e qui potrete trovare la sua recensione.

Se il primo capitolo mi aveva attratta il secondo capitolo mi ha davvero catturata. (Ilaria ti do solo tre mesi per finire il seguito altrimenti ti tampinerò così tanto che gli stalker ti sembreranno amici d’infanzia :P). Dopo questa piccola parentesi parliamo del racconto: ho adorato davvero Gwen e mi è dispiaciuto in alcuni momenti che le cose non andassero di nuovo come aveva sperato. Questa volta si ritrova a L.A. con suo fratello, sotto la protezione dell’alfa Christian Arden, una famiglia molto antica di lupi mannari. Lui farà di tutto per proteggerla ma il motivo reale potrebbe essere un altro dalla semplice bontà di cuore che lui vuole far credere. Lui prova qualcosa per lei e forse l’ha sempre provato, ma Gwen è, e rimarrà un lupo a metà. O forse no?!

Ho trovato questo capitolo davvero eccezionale: tanti dubbi vengono risanati (come il comportamento del padre e del fratello che sono un po’ troppo possessivi) e tanti nodi vengono al pettine un po’ più chiari. Adoro Christian ma lo adoro solo quando è insieme a Gwen, peccato che sia l’alfa di un branco davvero troppo numeroso e con troppe responsabilità. Odio con tutta me stessa Sawiyer e vorrei proprio che Christian lo dimettesse dal ruolo di Beta.

Il rapporto tra Gwen e suo fratello si complica in questo capitolo e non mi piace. Il fratello, forse si sente anche fin troppo legato alla sorte e alla sopravvivenza di sua sorella. Ma perché ha cambiato idea così facilmente? Prima non poteva immaginare di vivere senza di lei e alla fine questa freddezza nel rapporto? Perché?

Immagino che la risposta alle mie altre mille mila domanda avrà risposta nel prossimo capitolo, che uscirà molto presto, vero Ila? 😛

Libri Consigliati: Hunger Games, La chimera di Praga.

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La casa delle voci

La casa delle voci – Donato Carrisi

Gli estranei sono il pericolo. Fidati soltanto di mamma e papà.

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta.

Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio.

O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

Recensione di “La casa delle voci”:

E’ la seconda volta che mi approccio ad un libro di Donato Carrisi, e con La casa delle voci credo di poter confermare che il suo stile è davvero inconfondibile. Lui è quell’autore che per tutto il racconto ti vuole portare in una direzione per poi al primo bivio sconvolgerti i piani. Dei piccoli segnali di chi poteva essere il colpevole li aveva anche dati fin dall’inizio. Ma la trama risulta talmente intricata alla fine che non si sarebbe mai capito il “come” della storia.

Carrisi è proprio bravo a lasciare tutti con il fiato sospeso e a farti aspettare fino all’ultimo per farti capire davvero cosa sia successo. Anche se di domande alla fine del libro me ne sono rimaste tante, e questo è un’altra caratteristica di Carrisi che ho riscontrato anche nel primo libro che ho letto suo: Il suggeritore.

Ho adorato il personaggio di Pietro, lo psicologo infantile. E’ descritto alla perfezione, sia nel suo lavoro che nella sua vita privata. Il suo attaccamento ai casi alla quale lavora è affascinante e denota molta passione, anche se sembra avere un conflitto interiore che riguarda il padre e che coinvolge anche la sua sfera lavorativa. Hanna Hall invece per me è stato un personaggio a punto interrogativo: viene descritta come una donna sciatta e poco curata e tutta la storia è contornata da fatti strani che le capitano alla quale lei non reagisce. Non sono mai riuscita ad inquadrarla e le domande finali, alla quale non sono riuscita a trovare una risposta riguardano tutte lei. Sarà stato tutto programmato così da Carrisi? Altro quesito che non troverà mai risposta :P.

L’unica cosa che non è stata chiara è il rapporto che ha con sua moglie. Sembrano avere molto dialogo, dovuto anche dal fatto che praticano lo stesso lavoro, ma a volte sembrano molto distanti come pensieri e ragionamenti. Molto freddi come comportamenti.

I suoi libri sono assolutamente consigliati se siete amanti dei thriller e soprattutto dei thriller psicologici che intrattengono la nostra mente con mille cambia di scena. La sua scrittura poi ti prende e non ti fa scappare: molto fluida e chiara e le descrizioni sono molto dettagliate. Quello che adoro di Carrisi è proprio come descrive le persone: più che fisicamente lui fa rispecchiare il dentro di una persona dal suo “fuori”. Lo trovo un escamotage stupendo.

Se volete sapere cosa ne hanno pensato le altre blogger, qua sotto trovate i nomi di chi ha partecipato al Gruppo di Lettura – L’assassino è il maggiordomo.

 

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